Stanno in questo programma due composizioni che il pubblico dell’Ort non ha mai ascoltato. Il rarissimo Concerto per violoncello op.58 di Alfredo Casella, scritto negli anni Trenta (solista Enrico Dindo che di recente l’ha riportato in vita anche alla Scala) e la Sinfonia n.9 di Šostakovič che avrebbe dovuto raffigurare il trionfo dell’Urss nella seconda guerra mondiale e invece tralascia i toni epici e l’orgoglio nazionalistico in favore di una scrittura disimpegnata e umoristica che fece imbestialire gli alti papaveri del regime sovietico, già poco indulgenti con lui. Viceversa non suonano nuovi ai nostri frequentatori né il congegno geometrico innescato da Rossini nella sinfonia della “Gazza ladra”, né le “Variazioni rococò” di Čajkovskij che dietro la ricostruzione di uno squisito Settecento di cartapesta nascondono difficoltà tecniche smisurate per il violoncellista.

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