
Il Primo Ministro ungherese Viktor Orban si recherà a Mosca oggi per tenere colloqui con il presidente russo Vladimir Putin. Energia, nucleare e partnership industriali sono al centro della visita che il premier ungherese Viktor Orbán compirà secondo le attese oggi a Mosca per incontrare Vladimir Putin. Lo riporta la newsletter d’inchiesta Vsquare, riunisce giornalisti investigativi dai quattro paesi del cosiddetto Gruppo di Visegrad (il gruppo trae le sue origini dalle riunioni dei leader della ex-Cecoslovacchia, dell’Ungheria e della Polonia tenutesi nel castello-città ungherese di Visegrád il 15 febbraio 1991). (Ungheria, Polonia, Cechia e Slovacchia) per inchieste transnazionali secondo cui l’incontro servirà a discutere in particolare le forniture di petrolio e gas dopo l’esenzione annuale concessa dagli Stati Uniti sulle sanzioni, l’avanzamento del progetto della centrale nucleare ungherese di Paks. Secondo Vsquare, la trasferta di Orban, confermata da una fonte “a conoscenza diretta dei dettagli del viaggio”, non sarebbe stata preceduta da alcun coordinamento né con i partner Ue e Nato, né con Washington. Le stesse fonti diplomatiche citate dalla newsletter hanno riferito della sorpresa e dell’imbarazzo nei messaggi scambiati ieri dai rappresentanti di governi e alleanze occidentali dopo la pubblicazione della notizia. Orbán, riferisce ancora, volerà in Russia accompagnato da una delegazione ampia, tra cui il ministro degli Esteri Péter Szijjártó, il ministro delle Costruzioni e dei Trasporti János Lázár e il consigliere per la sicurezza nazionale Marcell Biró. Secondo una fonte di Vsquare Orbán potrebbe presentare la missione come un passo verso la ripresa del progetto, mai decollato, di un summit di “pace” a Budapest che coinvolga Putin e Donald Trump. Il piano di pace americano per l’Ucraina “è una cosa buona non soltanto per me, non soltanto per l’Italia, penso anche per la Francia, penso anche per l’Europa, perché abbiamo un qualcosa su cui sperare, su cui lavorare. Lo miglioreremo, lo renderemo accettabile e faremo in modo che serva per l’Ucraina per continuare a vivere in pace”. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un’intervista all’emittente francese Lci. “Putin riapre a un possibile cessate il fuoco ma rivendica Crimea e Donbass? Fa parte del gioco delle parti. Per noi è importante che prosegua la volontà di tutti di arrivare a una tregua e poi alla pace. La mia speranza è che finalmente scoppi la pace. Ne abbiamo tutti abbastanza della guerra, soprattutto l’Ucraina che l’ha subita, ma penso anche alla cittadinanza russa che non è colpevole per la scelta di Putin”. Lo ha detto al Tg1 il ministro della Difesa, Guido Crosetto. “Sono convinto che Trump farà di tutto per chiudere questo accordo per un motivo sì politico, certo, ma anche psicologico. Lui vuole il Nobel per la Pace, quindi farà di tutto per ottenerlo nel 2026. Se riesce a far fare il cessate il fuoco in Ucraina, o almeno una tregua duratura, poi i titoli ce li ha”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ricevendo il premio ‘Rinascimento Italia’.”Qualche passo in avanti è stato fatto, bisogna vedere realmente cosa pensano i russi e qual è l’interesse di Putin”, ha aggiunto Tajani, secondo cui “sarebbe bellissimo avere la pace come regalo di Natale, ma mi pare un percorso un po’ troppo rapido”. La Federazione ucraina di judo ha espresso la sua “forte protesta” in seguito alla decisione della Federazione Internazionale di Judo di reintegrare gli atleti russi con il loro inno e la loro bandiera. La Federazione ucraina “considera questa decisione contraria ai principi di pace, giustizia e responsabilità e che mina la fiducia nelle istituzioni sportive internazionali”, ha dichiarato sul suo account Instagram. Precisando che adotterà “tutte le misure possibili per impedire l’attuazione di questa decisione”. “La minaccia russa, anche se non c’è guerra nel vostro Paese, dovrebbe essere presa sul serio, perché se non inviano missili nella vostra città non significa che non stiano minando la vostra società in un altro modo”. Lo ha affermato Lisa Yasko, parlamentare ucraina del partito Servitore del Popolo, a margine di una lezione tenuta ieri a Firenze, alla Scuola di governance transnazionale dell’Istituto universitario europeo.
Giuseppe Basilico

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