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La rielezione di Trump potrebbe esporre la UE a nuove sfide, mettendo in luce la sua fragilità come confederazione priva di coesione politica e militare. Di fronte a una possibile marginalizzazione, l’Unione dovrebbe rafforzare la NATO, creare un esercito federale e riscoprire i valori fondanti europei. Solo trasformandosi in Stati Uniti d’Europa, la UE potrà affrontare le sfide geopolitiche e sociali del futuro, evitando il rischio di declino.

di Salvatore Calleri | 8 Novembre 2024
Gage Skidmore from Surprise, AZ, United States of America, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Il voto per Trump eletto 47° presidente degli USA può rappresentare per la debole UE un problema oppure una risorsa. Vediamo il perché. La UE ha un problema di fondo che sta in primo luogo sull’essere de facto una confederazione, ossia un insieme di 27 stati senza un esercito comune e con 27 politiche estere. Un sistema inadatto allo scenario geopolitico attuale che ha retto solo per la visione degli USA interventista nello scenario occidentale. Di fronte ad una scelta di “First America” la UE confederale si squaglia al grido di “dividi ed impera” con i singoli stati che vanno per conto loro. Una UE confederale così può implodere e lo scenario della solitudine è della marginalità incombe. È questo è il problema. Cosa fare quindi? Innanzitutto non dobbiamo fare squagliare la NATO, anche se ciò può sembrare paradossale, e quindi ci si adegui subito al parametro del 2% delle spese militari tenendolo però fuori dai parametri europei della stabilità dei conti. Si formi subito un esercito della UE ovviamente all’interno della NATO perché come ombrello protettivo la NATO è fondamentale. Si passi dal modello confederale al modello federale con i Paesi che ci stanno al costo di abbandonare chi non ci sta. È questa è la risorsa. Meglio essere in meno ma forti, che tanti ma deboli. Occorre poi cambiare le politiche di base della attuale UE che in pochi anni è riuscita a distruggere persino il polo dell’industria automobilistica con grossi problemi in una Germania con un governo in implosione. Occorre un esercito federale europeo in ottica NATO. Occorre che si riscoprano i valori europei dei padri fondatori, di Spinelli, di Churchill e di Orwell con un netto cambiamento della attuale classe dirigente che non sembra in grado di essere all’altezza della situazione. Occorre una UE che trasformandosi in Stati Uniti d’Europa, crei benessere affrontando l’immane questione salariale. Le democrazie se non creano benessere muoiono ed arrivano i totalitarismi più o meno mascherati. O si fa così o si muore.

Salvatore Calleri

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, classe dirigente, conti, europa, germania, governo, industria automobilistica, nato, stati uniti, usa

Info Salvatore Calleri

Salvatore Calleri (1966) è nato a Catania e vive sin da piccolo a Firenze.
Laureato in giurisprudenza nel 1991 ha conosciuto Antonino Caponnetto con il quale ha collaborato strettamente fino al 2002, anno della sua morte.
Esperto di lotta alla mafia, analista nel campo della sicurezza e della criminalità organizzata internazionale è presidente della Fondazione Caponnetto e consigliere della Fondazione Pertini.
Di entrambe ha ispirato la nascita. Coordina l’Omcom (Osservatorio Mediterraneo Criminalità Organizzata e Mafia). Blogger.
Ideologo del Progetto Tulipani Rossi verso gli Stati Uniti d’Europa.

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