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Ora è ufficiale: Prodi è candidato a Presidente

In una lunga intervista Romano Prodi rivaluta Silvio Berlusconi. L’improvviso amore per il Cavaliere nasce anche dalle parole post mortem di un magistrato che aveva vergato la condanna di Berlusconi. Stanno emergendo delle vere porcherie che si immaginavano, ma non vi erano le prove.

di Roberto Caputo | 13 Luglio 2020

In una lunga intervista Romano Prodi rivaluta Silvio Berlusconi.  In un altro momento, conoscendolo, si sarebbe pensato ad un colpo di sole estivo. Ma in questa fase politica l’affermazione ha un valore doppio: servono i voti di Forza Italia per sostenere il governo giallorosso nell’ipotesi di una ennesima fuga di qualche senatore grillino, ma soprattutto servono i voti di Forza Italia per la elezione del nuovo Presidente della Repubblica. E il candidato del blocco ex comunista e ex democristiano è l’immancabile Romano Prodi, trombato la volta scorsa da un centinaio di franchi tiratori. Ma l’improvviso amore per il Cavaliere nasce anche dalle parole post mortem di un magistrato che aveva vergato la condanna di Berlusconi.   Stanno emergendo delle vere porcherie che si immaginavano, ma non vi erano le prove. Ora le prove ci sono. Dal 1992 sta emergendo sempre con più chiarezza il fatto che questo paese è stato nelle mani di un pezzo di magistratura che ha deciso, forse anche con la connivenza di paesi oltreoceano chi dovesse governare l’Italia, al di là del voto liberamente espresso dagli elettori. Servirebbe, di fronte a questo scenario, una rivoluzione liberale per riportare nello stato di diritto quelle situazioni che, ahimè, sono sfuggite al diritto stesso. E Prodi non può certo, essendo stato uno dei protagonisti di quell’epoca,  essere il garante di tutti. 

Roberto Caputo

Pubblicato in : Editoriale, Il punto di Roberto CaputoTag: berlusconi, governo, il cavaliere, intervista, italia, magistratura, presidente della repubblica, prodi, repubblica, romano prodi, senatore, silvio berlusconi

Info Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all’avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla “Mala” a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

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