
Stanno uccidendo la libertà per la salute. Questa è la logica della dittatura con una serie di provvedimenti d’emergenza. Oscuramento, distribuzione delle carte annonarie, limitazione alla circolazione automobilistica…Chiusura dei locali pubblici alle undici di sera. Questi e altri provvedimenti sono i segni della dittatura in forza ai dpcm, e non alla voce del Parlamento ch’è ridotto ad un bivacco. Soggiogato da un’opposizione maggioritaria ma inesistente, che come quella minoritaria al governo pensa allo scranno, invece di dimettersi, con senso del dovere. Questo, per far luogo a nuove elezioni politiche nazionali come avverrebbe in uno stato civile e democratico, visto che quello di oggi non lo rappresenta per via delle recenti consultazioni regionali e referendaria. Oltretutto, la volontà del popolo sovrano è palesemente cambiata. Gli stranieri sono lividi d’ira e d’invidia perché hanno la precisa coscienza della differenza di livello morale che passa tra i nostri giornali, araldi di un’idea della mascherina, e quelli delle “grandi democrazie” asserviti alla massoneria e all’ affarismo. I segni della dittatura sono inequivocabili, oltre i numeri che dimostrano la forza di un virus in decadenza, reso popolare dall’inesperienza della medicina nell’affrontare nei primi mesi dalla sua apparizione cinese. Siamo, dunque, sotto un giogo di un governo filo cinese, “la via della seta”, che più e più volte si manifesta occultando verità sociali e libertarie attraverso i ministri di questo governo. E la mascherina ne è il vessillo soggiogante, che manifesta l’ottusa paura, vera chiave di un nuovo oscurantismo che il popolino ossequia senza ragione. È il trionfo dell’ipocrisia, del populismo, il cui capo oggi, mostra i dpcm come il fazzoletto nel taschino lascia trasparire una eleganza dissueta. Sfido ora a riconoscere nel testo quali sono le parole che nel celebre ventennio popolare e populista, erano di Benito e del suo “generissimo” Ciano.
Enrico Martelloni
Caro Enrico, essere visionari in politica è cosa meravigliosa e utile. Ma senza approfittarne….(n.c).

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