Dopo i concerti diretti da Zubin Mehta, prosegue all’Opera di Firenze il ciclo musicale dedicato a Ludwig van Beethoven, con un appuntamento in cui Daniele Gatti guiderà l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino (venerdì 11 dicembre, ore 20,00).
Il noto direttore milanese, grande protagonista all’ultimo Maggio con una sontuosa interpretazione del Pelléas et Mélisande di Debussy, a partire dal 2016 ricoprirà il ruolo di Chief Conductor della Royal Concertgebouw Orchestra, concludendo così il suo incarico di Directeur Musical dell’Orchestre National de France.
Nel prossimo concerto fiorentino Gatti affronterà, oltre alla Sesta sinfonia e all’ouverture “Egmont”, due pregevoli partiture per coro e orchestra del compositore tedesco, le cantate Meeresstille und glückliche Fahrt op. 112, basata su due poesie di Goethe, ed Eligischer Gesang op. 118, ispirata probabilmente a un testo di Ignaz Franz Castelli e dedicata alla moglie dell’amico Johann Pasqualati, scomparsa a soli 24 anni.
Ad introdurre il concerto la già menzionata “Egmont”, che fu scritta come ouverture per un ripresa viennese dell’omonimo dramma di Goethe; tale composizione, attraverso toni entusiastici, riflette appassionati aneliti alla libertà, espressi dal protagonista Egmont, che sacrifica la propria vita per sostenere l’indipendenza delle Fiandre dalla dominazione spagnola.
Nella seconda parte della serata, spazio alla celebre Sinfonia n. 6 in fa maggiore, meglio conosciuta come “Pastorale”, nella quale si delinea il romantico intreccio tra natura e musica, tramite un affascinante affresco sonoro, che in qualche modo anticipa la “musica a programma” del secondo ‘800. Nella Sesta, infatti, ogni singolo movimento reca una didascalia (in lingua tedesca), che, come lo stesso Beethoven evidenziò, lascia la possibilità all’ascoltatore “di stabilire a suo piacere le singole situazioni” suggerite dalla musica.
Si tratta, dunque, più di sentimenti che non di semplici descrizioni.

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