
La Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina è un testo giuridico francese pubblicato nel 1791 dalla scrittrice Olympe de Gouges, pseudonimo di Marie Gouze, sul modello della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789; venne proclamata il 26 agosto dello stesso anno ed è il primo documento che chiede l’uguaglianza giuridica e legale delle donne in rapporto agli uomini.
De Gouges elenca i diritti validi solo per gli uomini come il diritto al voto, l’accesso alle istituzioni pubbliche, alle libertà professionali, ai diritti di possesso e altri e sostiene che “la donna nasce libera e ha uguali diritti all’uomo” e fu una delle prime a sostenere la libertà di espressione, l’uguaglianza di genere e l’introduzione del divorzio.
De Gouges venne ghigliottinata, insieme ad altre donne, nel novembre 1973 per aver denunciato gli eccessi della rivoluzione francese, “per aver dimenticato le virtù che convengono al suo sesso” ed “essersi immischiata nelle cose della Repubblica”.
Anche la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, come quella dell’uomo e del cittadino, è costituita da un preambolo e da 17 articoli; è stato fatto di proposito, in modo polemico, allo scopo di rivendicare anche per le donne quegli spazi di dignità e libertà che avevano solo gli uomini nel periodo in cui scriveva Olympe.
Daniela Domenici

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