Sono state illustrate, in un conferenza stampa, a Firenze, le ragioni del referendum per il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua.
Presenti, tra gli altri: Vincenzo Striano, Presidente di Arci Toscana, Danilo Bianchi, Coordinatore Nazionale Enti Locali per l’Acqua Pubblica e Sindaco di Anghiari, Tommaso Fattori, del Comitato Nazionale Forum Acqua, Alberto Lopez, Partito Liberale della Toscana, Tommaso Grassi, consigliere comunale Verdi di Firenze.
I quesiti su cui il Forum invita gli italiani ad esprimersi sono tre e vanno tutti nella direzione della pubblicizzazione del bene acqua. Due quesiti riguardano la legge 152 del 2006, voluta dal centrosinistra, che affidava la gestione dell’acqua a soggetti privati (anche se a capitale pubblico di maggioranza), l’altro quesito chiede invece l’abolizione della più recente legge Ronchi (133 del 2008) che perfeziona questo carattere privatistico dei beni idrici. Sul banco degli imputati – quindi – ci sono sia il governo Prodi che quello Berlusconi ed entrambi gli schieramenti politici più grossi.
Nell’occasione il liberale Alberto Lopez ha detto che l’acqua non è una merce qualsiasi della quale trarre profitto; ma piuttosto un bene primario che non può essere oggetto di una privatizzazione illiberale. Un’autentica liberalizzazione deve infatti garantire l’interesse dei cittadini, attraverso la qualità del servizio e il contenimento dei costi.
Garanzie che mancano del tutto nei testi di legge sia del centrosinistra sia del centrodestra.
OLTRE 1.400.000 FIRME PER LA GESTIONE PUBBLICA DELL’ACQUA
Tra i sostenitori, in Toscana in prima fila laici e liberali.

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