Matteo Mecacci, pur facendo parte del pacchetto dei pannelliani acquistati da Veltroni al prezzo di nove poltrone e trenta, salvo errori, milioni(di euro), ha manifestato una dignità personale degna di nota-e di stima-interrogando il governo sulle intenzioni, o meno, di partecipare alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici a Pechino.
Il sottosegretario Alfredo Mantica gli ha risposto, dicendo che l’ipotesi “al momento non vede favorevole il governo italiano”. Immediato l’intervento -a gamba tesa, direbbero quelli come lui- di Silvio Berlusconi, che ha buttato là le solite menate sulle Olimpiadi che dovrebbero favorire amicizia ed altro tra i popoli!
Allora, compagni della maggioranza e dell’opposizione? Che facciamo? Partecipiamo alla glorificazione del regime comunista cinese? Abbiamo già dimenticato le storie del Tibet, della Birmania, del Darfur? Ignoriamo le migliaia di esecuzioni (altro che moratoria della pena di morte)? E le deportazioni? E la distruzione dell’ambiente? E lo sfruttamento del lavoro, minorile e non?
In campagna elettorale sia Berlusconi che Veltroni avevano rifiutato di rispondere sull’argomento. Adesso tutti e due dovranno farci vedere come la pensano. Noi non chiediamo l’impossibile, non pretendiamo gesti eroici. Almeno, però, un po’ di coscienza ; un po’ di coerenza. Nessun boicottaggio, si sa. Ma almeno un piccolo gesto, un piccolo messaggio critico.
O vi sembra troppo?!
Adalberto Scarlino.

E’ in atto la seguente PETIZIONE/APPELLO al Governo Italiano sul sito http://www.firmiamo.it/protibet-boicottiamo-cerimonia-pechino08
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In seguito alla “Marcia per la Pace in Tibet” di domenica scorsa, quando oltre duemila persone hanno marciato al grido di “Tibet libero”, ed in vista dell’arrivo della fiaccola Olimpica a Lhasa, la Comunità Tibetana in Italia, l’Associazione delle Donne Tibetane, l’Associazione Italia-Tibet e la Laogai Research Foundation Italia hanno chiesto al Governo Italiano di non partecipare all’inaugurazione delle Olimpiadi il prossimo 8 agosto a Pechino.
Con questo accorato appello, una lettera firmata dai quattro presidenti delle suddette associazioni è stata inviata al Primo Ministro, On. Silvio Berlusconi, oggi giovedì 19 Giugno. Nel testo della lettera i firmatari ricordano che “Il Comitato Olimpico cinese aveva promesso che, se Pechino fosse stata designata come sede dei Giochi Olimpici 2008, la Cina avrebbe apportato un miglioramento al proprio standard di rispetto dei diritti umani. La promessa non è stata mantenuta e la brutale repressione in corso, in Tibet, lo dimostra”. Infatti, la repressione in Tibet continua con arresti, torture e morti. Pechino rifiuta l’ingresso dei giornalisti stranieri e il Governo Tibetano in esilio ha identificato almeno 200 morti a causa di armi da fuoco o torture. Migliaia di monaci e laici tibetani sono ora internati e costretti al lavoro forzato nei Laoga i, i campi di concentramento cinesi.
Quando, recentemente, gli Stati Uniti e l’UE hanno chiesto insieme l’apertura di una concertazione sincera sul Tibet, le autorità cinesi hanno respinto l’appello, considerandolo un’ingerenza negli affari interni del Paese. La minaccia della politica della “sedia vuota” per il prossimo 8 agosto nello stadio olimpico di Pechino è forse l’unico modo di ottenere dei gesti concreti in favore dei diritti umani dalle autorità cinesi.
Tenzin Thupten, presidente della Comunità Tibetana in Italia sottolinea che “nonostante le relazioni commerciali del suo paese con la Cina , il presidente francese Nicolas Sarkozy ha espresso seri dubbi sulla sua presenza alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Pechino. Analoghi dubbi sono stati espressi anche dall’attuale presidente del Parlamento Europeo Hans Gert Poettering. Lo stesso Parlamento ha approvato una risoluzione comune sul Tibet in Aprile. In Europa, altri importanti capi di stato, come Angela Merkel e Gordon Brown, hanno deciso di non presenziare alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici 2008 “.
Secondo i sondaggi l’idea del boicottaggio della cerimonia di apertura è sostenuta anche dall’opinione pubblica europea.
I firmatari chiedono al Governo Italiano di seguire l’esempio di altri coraggiosi leaders europei “per dimostrare concretamente la forte sensibilità del popolo italiano e di tutto il paese nei confronti del rispetto dei Diritti Umani e della Pace in Tibet, in Cina e nel mondo”.
Tenzin Thupten, presidente Comunità Tibetana in Italia
Dechen Dolkar, presidente Associazione Donne Tibetane in Italia
Guenther Cologna, presidente Associazione Italia Tibet
Toni Brandi, presidente Laogai Research Foundation Italia Onlus
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Sottoscrive:
Dott. Galgano PALAFERRI, Presidente Unione per le Liberta’ _ Gente Libera per l’Italia Libera
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