
Ieri guardando i talk show televisivi pieni zeppi di teste d’uovo: accademici, filosofi, economisti, scrittori, urlatori, progettisti di sistemi complessi di tutte le razze, ma senza uno straccio di imprenditore o muratore con la cazzuola, mi è venuto il sospetto che la civiltà e il progresso umano siano impegnati in una pericolosa inversione ad “U”, passando dalle cose benfatte e produttive di valore aggiunto, a quelle pensate scientificamente ma condannate a rimanere sulla carta o al meglio incompiute o cattedrali nel deserto come nell’Italia del sud prima e del Nord poi.
Dalle opere di grande ingegneria, ma realizzate per millenni direttamente da carpentieri, muratori e manovali, alle opere fantascientifiche oggi pensate da ingegneri, architetti ed economisti a costi astronomici, e quindi condannate il più delle volte a rimanere cartacee. Vedi ponte sullo stretto di Messina.
Forse sarebbe il caso di sospettare che gli attuali fallimenti della politica possano essere a dir poco influenzati dai fallimenti della cultura molto filosofica, poco matematica ed ecocompatibile quanto un pugno nello stomaco, studiata ad hoc per produrre progresso d’elite, (arricchimento di banchieri e multinazionali) ma che mai partorirà equità, perequazione, concreto progresso salva popoli.
Da svariati decenni, gli intellettuali se la cantano e se la suonano fra loro dimenticando che di nessun progetto vedremo mai due mattoni incollati uno sull’altro, se mancano o scarseggiano gli imprenditori o scarseggiano i profitti, tanto da far fallire le imprese che in un sistema liberale hanno a carico l’intera collettività e il fiato sul collo di truffatori, strozzini ed esattori. E una volta anche di sindacalisti.
Agli operai si garantisce lavoro e salario, alle banche interessi, e allo stato tributi, non dove ci sono solo intellettuali che progettano e incassano compensi truffa, ma dove le condizioni giuridiche ed economiche incentivano l’avvio di imprese che assumono, producono, vendono fanno profitti e pagano interessi e tasse.
L’opera dei progettisti e dei manovali è fondamentale; ma se è tanto costosa da ridurre a zero o sotto zero il margine di profitto delle imprese, i sistemi sociali finiscono alla bancarotta anche se arriva il padreterno a governarli con un progetto comunista o con un portafoglio liberale a mantice.
I CTS (i comitati tecnici scientifici) sono fondamentali per immaginare un nuovo modello di civiltà o rimodellarne uno sbilenco. Ma tradurre il pensiero in opere è sempre stata la vera grande scommessa dell’umanità a rischio fallimento.
E oggi, il mare che si è sempre frapposto tra il dire e il fare è diventato oceano infestato di vecchi squali ormai moltiplicati peggio di sardine e arricchito da un nuovo virus assassino.
Insomma, l’ultimo secolo di storia è così illuminante che anche lo scemo del paese saprebbe governare il mondo bendato.
Gli elementi che tengono in vita popolo e Stato sono: produzione e consumo.
I paesi comunisti collassarono perché l’uguaglianza scoraggiava la produzione.
Ora quelli liberali scoraggiano i consumi.
Non vedendo l’uscita dal tunnel dello strozzinaggio planetario ingovernabile (o politicamente benedetto?), che dopo la borsa sta speculando anche sulla vita di quasi 8 miliardi di umani; i popoli, (quello italiano capofila), si tengono, (per legittima difesa) stretti i risparmi invece di consumare. E salvo miracolo, potrebbero contribuire al collasso socio-economico, già abbondantemente favorito da pandemia e lockdown.
Nel mondo comunista la politica non seppe curare l’improduttività da egualitarismo suicida.
Ora il mondo liberale, paralizzato da “tecnocrazia, usurocrazia e tributocrazia”, se non saprà contenere l’appetito ossessivo-compulsivo di banchieri e multinazionali, (vedi florido mercato nero prima delle mascherine ora dei vaccini aggiudicati al migliore offerente) sarà una catastrofe miliardi di volte peggiore.
La borsa e la vita dei popoli, ormai sono affidate da decenni alle imprese finanziarie e farmaceutiche private, che hanno politicamente in pugno gli Stati; e salvo intervento personale del padreterno, non potranno che uscirne a brandelli.
Franco Luceri

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