Anche chi è convinto delle qualità del bel Giuseppi non può più ignorare quello che sta capitando. E il caos che ci circonda.
Siamo stati in casa belli e buoni, chi più chi meno secondo le proprie facoltà e volontà. Abbiamo accettato regole dure e forti da parte di virologi e scienziati che ci mostravano gli orrori della rianimazione. Per poi venire a sapere che, forse, diagnosi e terapie, erano sbagliate o, quantomeno, labili duttili e malleabili.
Ma tutto il popolo italico, attanagliato dalla paura del “diverso”, il bachino sconosciuto, si è adeguato, obbediente, perché, in fondo, siamo creativi ma anche disciplinati perché intelligenti, talvolta geniali, a parte alcune eccezioni che esistono in natura.
Purtroppo ci siamo resi conto che proprio quelle eccezioni stanno sulle nostre teste a comandare.
Nell’incipit del dramma ci abbiamo creduto e ci siamo fidati, dato che non si sarebbe potuto fare altrimenti. Scopiazzando la Cina, senza pensare e considerare la diversità culturale fra i due popoli. Nessuno è migliore o peggiore, ma sicuramente identificabile in specificità inalienabili.
Abbiamo dunque, come soldatini, attraversato la strada della protezione sanitaria marciando a debita distanza. Oppure in isolamento..
Ci siamo detti che sarebbe arrivato, prima o poi, il momento della liberazione. Non sapevamo quando e non abbiamo preteso di saperlo. Perché, ci dicevano, era impossibile dato che il bachino seguiva la propria strada in dirittura o in viottoli molteplici. Senza alcun avvertimento preventivo, senza sapere dove ci avrebbe portato. Proprio come i dpcm del premier.
Nel frattempo tutti abbiamo avuto modo di riflettere in completa solitudine che, come si sa, porta consiglio. Come la notte. Mentre noi brancolavamo nel buio, e, buoni buoni si sapeva che non toccava a noi pensare obnubilati dal mantra ,#iostoacasa, #rimaniincasasevuoibeneateeaglialtri, eravamo certi che i soloni delle alte sfere facessero la propria parte. E cioè pensassero, acca 24 e pancia a terra, all’organizzazione dell’ agognata liberazione che poi è stata appellata #fasedue.
Eravamo certi, in maggioranza, che centinaia di eletti, non dal popolo ma calati da non si sa dove, stavano lavorando per noi. Nonostante qualche buontempone ci avvertisse che era tutta una farsa, un bluff per renderci tutti lobotomizzati. Ma noi, imperterriti, abbiamo sorriso con sufficienza nei confronti di quelli che pensavamo fuori di testa scapestrati e irrazionali.
Eravamo certi che, alla ripartenza, avremmo avuto i DPI del caso. Fisici e chimici. Che avremmo avuto abbondanza di test tamponi e altre amenità che ci avrebbero messi al sicuro. Nonostante la pessima abitudine del Premier di usare, anzi di abusare dei dpcm, tanto da farci pensare che stesse disarcionando e destituito il parlamento.
Ma no, non era possibile. Stavamo forse diventando complottisti? Ci siamo detti anche che dovevamo andare oltre qualsiasi posizione politica e marciare insieme verso lo scatenamento e l’auspicabile, ma non certo, vaccino.
La delusione, arrivati all’agognata meta, è stata pregnante.
I Consigli dei ministri che avevano luogo in tarda serata o alle tre di notte. Le conferenze caratterizzate da notizie incerte e balbettanti prima che i decreti e le ordinanze fossero sancite e ratificate, ci avevano messo sull’avviso. Ma abbiamo metabolizzato tutto. Gli incontri di boxe stato/regioni, fra ministri e governatori palestrati, che cominciavano a serpeggiare e poi a esplodere, hanno dato una bella botta alle nostre certezze. E abbiamo cominciato a intravedere quale sarebbe stato il nostro destino.
Tragico, se qualcuno non si mette di traverso e pensa di tirarci fuori dalle grinfie di chi si appalesa sempre più fuori di testa. Abbarbicato alle poltrone mentre si aggira nei fastosi meandri del palazzo o dei palazzi, senza avere la minima idea del da farsi.
Dunque ben venga qualcuno che con buon senso e competenza possa estrarci da questo magma con un bel rimpasto governativo. Odore di centro. Si dice che al peggio non c’è mai fine. Ma peggio di così, si muore. E che, magari accetti anche il concetto di autonomia che, che,in modo sobrio ma deciso, auspicava il buon Einaudi che ritengo, da sempre, il mio faro.
Se non ora quando.
Carla Ceretelli

E’ vero, ma a coloro che aspettano, e qualcuno li ha gia anche avuti due soldi dallo stato per uscire da questa melma, chi lo giustifica poi un ulteriore ritardo che fatalmente ci sarebbe ? La colpa ricadrebbe su chi ha fatto saltare il governo…..