L’imperatrice “illuminata” Maria Teresa d’Austria, alla quale Milano deve il Teatro alla Scala (1778) e tante altre realizzazioni, fece anzitutto la “riforma della burocrazia” all’insegna dell’efficienza e imparzialità. Di sé, diceva l’imperatrice: “sono la prima impiegata dell’impero”.

Un vero disastro! Lo Stato italiano ha perso uno strumento di supporto all’economia, qual era l’Iri, che consentiva di intervenire nel salvataggio di aziende in crisi, per scegliere un’Unione Europea rivelatasi disastrosa, sotto tutti gli aspetti, compresa la politica di austerità imposta, che ci porta ad un progressivo impoverimento.
Purtroppo l’analisi della situazione attuale è impietosa, ma volendo cercare di andare più a fondo, analizzando quelli che erano i motivi di successo di un tempo, occorre dire che noi italiani abbiamo perso la creatività e la voglia di rischiare. Alla fine degli anni ’50 il settore automobilistico (lo prendiamo ad esempio in quanto settore simbolo, ma anche quello delle macchine da stampa presentava le stesse analogie) contava un vasto panorama di aziende: Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Autobianchi, Innocenti, Ferrari e Maserati. Ora è rimasta solo la Fiat che ha inglobato alcuni marchi, ma manca la pluralità di idee del signor Lancia e dell’ing. Romeo.
Per uscire dalla situazione attuale gli italiani devono ritornare ad inventare e rischiare.
Il primo problema che il nostro Paese deve risolvere è la riforma della burocrazia di tutto il settore pubblico.
Il più delle volte (salvo eccezioni) i burocrati sono arroganti, insolenti e maleducati perché sanno di essere inamovibili. Fino al giorno in cui un ministro, un sindaco, o comunque un eletto in una carica pubblica non sarà in grado di licenziare in tronco, come avviene nel privato per giusta causa, l’apparato dello Stato sarà perennemente sonnolente e costituirà la palla al piede del nostro sistema produttivo. I burocrati sanno bene che i politici passano e loro rimangono. Non hanno fretta e tessono con astuzia le fila dei propri interessi.
L’imperatrice “illuminata” Maria Teresa d’Austria, alla quale Milano deve il Teatro alla Scala (1778) e tante altre realizzazioni fece anzitutto la “riforma della burocrazia” all’insegna dell’efficienza e imparzialità. Di sé, diceva l’imperatrice: “sono la prima impiegata dell’impero”.
E’ un messaggio quest’ultimo per i nostri politici: devono imparare loro stessi a scrivere le leggi, a studiare i problemi, se vorranno affrancarsi dalla burocrazia, che ha il solo miraggio della conservazione dei propri privilegi, come la inamovibilità, i doppi e tripli incarichi e le pensioni d’oro. L’avvocato dipendente del comune di Perugia prende 49.000 euro di pensione al mese; avete capito bene, 600.000 euro all’anno.

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