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Occorre riformare la burocrazia

di Roberto Fronzuti | 3 Novembre 2013

L’imperatrice “illuminata” Maria Teresa d’Austria, alla quale Milano deve il Teatro alla Scala (1778) e tante altre realizzazioni, fece anzitutto la “riforma della burocrazia” all’insegna dell’efficienza e imparzialità. Di sé, diceva l’imperatrice: “sono la prima impiegata dell’impero”.

burocraziaDa più parti si continua a parlare di “declino” del nostro Paese. Purtroppo i cosiddetti analisti non hanno torto, anche se per accorgersi che le cose non vanno bene, non è necessaria la laurea alla Bocconi. Basta saper fare due, più due, per comprendere il nostro malessere. In questo giorni si parla del fatto che la Russia prenderà il nostro posto al G8, perché pare abbia superato l’Italia in fatto di Prodotto interno lordo (il famoso Pil). Poco male, se si trattasse solo di Pil e non del fatto che le scelte sbagliate dei governi degli ultimi vent’anni, stanno affamando il Paese. Basti pensare alla disgregazione di Iri e partecipazioni statali (voleva dire Ilva, Alfa Romeo, Alitalia, Telecom, Enel e tante altre realtà industriali) ad opera di Romano Prodi  e proseguita dai governi Berlusconi. Non a caso, ai giorni nostri l’unica entità italiana che può dirsi una multinazionale è quanto resta delle partecipazioni statali: l’Eni.

Un vero disastro! Lo Stato italiano ha perso uno strumento di supporto all’economia, qual era l’Iri, che consentiva di intervenire nel salvataggio di aziende in crisi, per scegliere un’Unione Europea rivelatasi disastrosa, sotto tutti gli aspetti, compresa la politica di austerità imposta, che ci porta ad un progressivo impoverimento.

Purtroppo l’analisi della situazione attuale è impietosa, ma volendo cercare di andare più a fondo, analizzando quelli che erano i motivi di successo di un tempo, occorre dire che noi italiani abbiamo perso la creatività e la voglia di rischiare. Alla fine degli anni ’50 il settore automobilistico (lo prendiamo ad esempio in quanto settore simbolo, ma anche quello delle macchine da stampa presentava le stesse analogie) contava un vasto panorama di aziende: Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Autobianchi, Innocenti, Ferrari e Maserati. Ora è rimasta solo la Fiat che ha inglobato alcuni marchi, ma manca la pluralità di idee del signor Lancia e dell’ing. Romeo.

Per uscire dalla situazione attuale gli italiani devono ritornare ad inventare e rischiare.

Il primo problema che il nostro Paese deve risolvere è la riforma della burocrazia di tutto il settore pubblico.

Il più delle volte (salvo eccezioni) i burocrati sono arroganti, insolenti e maleducati perché sanno di essere inamovibili.  Fino al giorno in cui un ministro, un sindaco, o comunque un eletto in una carica pubblica non sarà in grado di licenziare in tronco, come avviene nel privato per giusta causa, l’apparato dello Stato sarà perennemente sonnolente e costituirà la palla al piede del nostro sistema produttivo. I burocrati sanno bene che i politici passano e loro rimangono. Non hanno fretta e tessono con astuzia le fila dei propri interessi.

L’imperatrice “illuminata” Maria Teresa d’Austria, alla quale Milano deve il Teatro alla Scala (1778) e tante altre realizzazioni fece anzitutto la “riforma della burocrazia” all’insegna dell’efficienza e imparzialità. Di sé, diceva l’imperatrice: “sono la prima impiegata dell’impero”.

E’ un messaggio quest’ultimo per i nostri politici: devono imparare loro stessi a scrivere le leggi, a studiare i problemi, se vorranno affrancarsi dalla burocrazia, che ha il solo miraggio della conservazione dei propri privilegi, come la inamovibilità, i doppi e tripli incarichi e le pensioni d’oro. L’avvocato dipendente del comune di Perugia prende 49.000 euro di pensione al mese; avete capito bene, 600.000 euro all’anno.

Pubblicato in : Editoriale

Info Roberto Fronzuti

Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”.
Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1
gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

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