La volontà riformatrice della classe politica italiana è praticamente scomparsa da quando la Bce ha favorito la discesa del costo reale del debito, che ha creato povertà e perdita di consenso.

Cosa occorre allora? Inutile parlare solo di IMU, si fa solo demagogia se si parla di eliminare l’IMU per tutti; per l’IMU va fissato un punto sotto il quale nessuno paga l’imposta e per il resto ci deve essere la progressività. Quello che conta è abbassare ciò che colpisce il valore della produzione netto delle imprese, cioè l’Irap. Questo consentirebbe alle aziende di investire per ricrescere.
Nel contempo occorre rimettere in circolo un massa di danaro che darebbe spinta al commercio, cioè bisogna ridurre le imposte dei contribuenti e le tasse sul costo del lavoro. Altra misura potrebbe essere l’anticipo in busta del tfr per i dipendenti per un periodo breve di tempo, cosi da ridare liquidità al mercato.
Per fare tutto questo occorre, comunque, consenso per la classe di governo, ma in Italia non esiste più consenso per questa classe politica che dovrebbe fare le riforme economiche.
La maggioranza degli italiani è ostile ad una politica arruffona, spesso improvvisata e contestata.
Gli italiani sono stanchi di sacrifici che non danno frutti, per questo Monti e Bersani sono stati seccamente sconfitti.
E’ inutile proseguire con politiche ispirate al rigore. La volontà riformatrice della classe politica italiana è praticamente scomparsa da quando la Bce ha favorito la discesa del costo reale del debito, che ha creato povertà e perdita di consenso. Per tutti questi motivi è irrealistico pensare che nostro paese non finisca al collasso. E’ necessario perdere di vista per un momento la montagna del debito e pensare alla sopravvivenza.
Il governo Letta ha un solo obiettivo da centrare, recuperare il consenso e la collaborazione di tutti. Tutto serve per raggiungere l’obiettivo, ma la prima cosa è ridare speranza e risorse alle famiglia con quelle politiche economiche suddette, ma soprattutto è necessaria la responsabilità per superare venti anni di guerra civile nel paese, smettendola di dividere in due l’Italia, tra berlusconiani e antiberlusconiani. La gente non ne può più di falsi obiettivi, ora occorre buttare acqua sul fuoco e riappacificare gli animi.
cosi come accadde nel dopoguerra quando lo spettro era lo stesso di oggi: la fame.

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