Obamiti di tutto il mondo unitevi, che trionfi il luogo comune. Vi accorgerete che non esiste l’eroe americano degli antiamericani. Commuovetevi pure, ma quando vi saranno passati i lucciconi provate a ragionare: quel che ha portato Obama alla Casa Bianca è finito il giorno dell’elezione. La sua pelle è valsa più di quella che McCain si giocò in Viet Nam, perché l’averla scura segna un passo avanti per l’intero Paese, mentre di quella guerra passata (avviata da un democratico che i cretini immaginano pacifista: Kennedy) si fatica a coltivare il ricordo. Fra Luther King ed Obama ci sono stati Powell e Rice, ma nessuno dei due era eletto, e questo fa la differenza propagandistica. La sua oratoria magnetica ha funzionato meglio delle braccine tozze dell’avversario. Ma non governerà a chiacchiere, e nemmeno con l’epidermide.
La continuità sarà superiore alla rottura. Continuerà il tentativo, già in parte riuscito, di scaricare all’estero il costo dei debiti americani. Quando la campagna iniziò i due candidati proponevano tagli fiscali o aumento della spesa sociale. La crisi li ha praticamente unificati, cancellando le premesse e riducendole a slogan. Ed in politica estera il minore unilateralismo di Obama significherà due cose: a. maggiori spese per noi europei; b. minore forza a difesa della democrazia. Dal che derivano maggiori impegni militari e messa a frutto dei buoni rapporti con i potenziali nemici (Berlusconi valorizzerà il rapporto con Putin, mentre a Veltroni dovranno spiegare “the change”).
Dire a ceceni ed osseti che se la smazzino da soli, ovvero soccombano, sarà sufficiente a garantire la pace? Con il rinato imperialismo russo sì, se si limiterà alle proprie zone d’influenza, ma neanche quello se riprenderà a giocare su scacchieri diversi, come il medio oriente. Del resto, Biden non è la Palin, non è oggetto di folklore, è un esperto di politica estera che condivide l’uso delle armi. E sarà alla Casa Bianca. E come si regolerà il fondamentalismo islamico? Se penserà di avere a che fare con Usa indeboliti si ritroverà bombardato, come Bush non avrebbe osato.
L’elezione di Obama è gran bella cosa, segno di una grande democrazia che ha la grazia di una politica non ideologizzata. Da filoamericano, festeggio. Gli obamiti nostrani son caciaroni senza testa.
Davide Giacalone

Da wikipedia, ad addendum
Obama svolse un ruolo attivo nello sforzo del Senato per migliorare la sicurezza dei confini e le riforme sull’immigrazione. A partire dal 2005, ha appoggiato la “Legge sull’America sicura e sull’Immigrazione controllata”, introdotta dal senatore John McCain (R-AZ).[51] Obama successivamente aggiunse tre emendamenti alla legge 2611, la “Riforma tollerante sull’Immigrazione,” voluta dal senatore Arlen Specter (R-PA).[52][53] La S. 2611 passò l’esame del Senato nel maggio 2006, ma non fu approvata dalla maggioranza della Camera.[54] Nel settembre 2006, Obama appoggiò un disegno di legge collegato, la “Legge per la barriera sicura”, che autorizza la costruzione di un muro e altri rafforzamenti delle misure tese ad impedire l’immigrazione clandestina proveniente dal Messico.[55] Il Presidente Bush approvò il disegno di legge nell’ottobre 2006, definendolo “un passo importante verso la riforma dell’immigrazione”.[56]
I bollori e gli entusiasmi degli “obamiti” nostrani sono evidentemente ridicoli . Ma probabilmente ( per limitarsi alla nostra politica interna ) seguono un filone necessario ( per certi “politici” da quattro soldi,ancorchè “professionisti”) di comportamento .Dopo la sconfitta elettorale ,gli strumenti di grancassa e di rivalsa vanno utilizzati comunque e dovunque ,secondo gli strateghi della riconquista del potere .Il tifo da stadio per Obama ( equivocando volutamente su la vera portata ed evoluzione del fenomeno in questione ),le piazzate anti-Gelmini , le barricate antidiscarica ,gli assurdi scioperi “sfascisti” per Alitalia ,l’ironia anti-Brunetta e l’inno alla “satira” monocorde ed offensiva ,il grido al “diritto” ossessivamente preteso (il più sociale “dovere” appare argomento desueto e fastidioso), appaiono come tanti tasselli di un’unica manovra .
Nella guerra di clan che si paluda comunque dietro azioni distruttive della comune e storica cultura del Paese.
Come spesso accade l’amico Giacalone ha colto il nocciolo della questione diradando le nebbie dei massmedia e dei politici nostrani.
Gli Italiani sono una massa di celebro-lesi non pensante e ignorante basta pensare che chi bruciava la bandiera Amaricana a Vicenza oggi è chi la porta in trionfo a fianco di Veltroni !!! Ancora non ha capito che chi bruciava la bandiera americana e oggi la porta in trionfo tiene al collo i colori di Hamas quei colori antisemitici che oggi ancor più con Obama disturbono di gran lunga gli Americani quegli Americani che hanno appoggiato la candidatura di Obama e che lo hanno portato al potere !!! Qualcuno deve spiegare che la classe dirigenziale USA sono 2: Petrolieri ed Ebrei Qualcuno deve spiegare che “ora” ci sarà un vero scontro tra Arabi ed Ebrei
” Gli obamiti nostrani son caciaroni senza testa”. Finalmente uno che ragiona, grazie Giacalone. M.S.