Sento anche io il bisogno di scrivere su Obama.
Soprattutto per gridare la rabbia e l’invidia perchè in Italia non sappiamo liberarci di un sistema politico maledettamente inceppato mentre negli Stati Uniti si assiste con grande normalità e compostezza politica all’affermazione di un movimento che coinvolge persone di colore e non, immigrati storici e recenti, giovani e meno giovani.
La vittoria di Obama ha segnato l’ultima pagina al concetto di democrazia in quel paese: che un uomo di colore, o ben abbronzato, è entrato alla Casa Bianca.
Rischio di essere ripetitivo su altri aspetti che sono stati ampiamente sviluppati per cui invece voglio cogliere l’occasione per scrivere sulla battuta di Berlusconi sull’abbronzatura del prossimo presidente USA.
Da conoscitore di cosa sia la vita e soprattutto la sofferenza delle minoranze straniere e, senza girarci con le parole, del razzismo, non posso non evidenziare che la stessa terminologia razzista è cambiata con gli anni.
Oggi definire una persona “negro” non ha lo stesso sapore discriminatorio, e razzista, di anni fa.
Oggi definire una persona “negro” è contiguo a definirne un’altra come ”biondo” o come “coscialonga”.
Su questo senz’altro ha inciso la forte presenza di cittadini di colore in Italia così come di altre “diversità” che vivono, lavorano e te li trovi ov unque tutti i giorni.
Berlusconi non ha saputo trattener! si da un a battuta.
Lo difendo perché ne è nata una cagnara inutile la dove non riesco neppure a vedere nelle parole del Premier come una battutaccia.
Sono dalla parte di Berlusconi perché effettivamente un po’ di umorismo non guasta mentre Veltroni, Di Pietro ed altri hanno perso una buona occasione per stare zitti.
Sarebbe opportuno che si dedicassero con più incisività nel ruolo di opposizione proprio sul tema del razzismo per contrastare taluni della maggioranza che non hanno fatto umorismo alla Berlusconi, ma sostanzialmente sono razzisti con terminologie effettivamente tali e soprattutto nelle proposte.
Gino Di Maro

Osservo le conclusioni ,e le trovo in contraddizione ,od almeno conseguenti come il cavolo a merenda:”taluni della maggioranza …. sostanzialmente sono razzisti con terminologie effettivamente tali e soprattutto nelle proposte”.
Mi aspettavo un giudizio di “razzismo” ( che è un prodotto dell’egocentrismo ) per il clan di Velroni e Co.; invece trovo una accusa generica e non specificata contro la maggioranza. Che mi piace poco : il non specificare impedisce ogni replica ,ed assolve da responsabilità ( di giudizio,in questo caso ).