Naturalmente, i nostri asservitissimi giornalisti riferiscono dell’evento con titoli e parole gridate: lo fanno oggi con Lettuccio nostro, l’hanno fatto ieri con il maggiordomo Mario Monti.

“Vedi, Alfio, diventassi tu domani presidente del consiglio italiano, prima o poi Obama troverebbe lo straccio di un quarto d’ora per riceverti come ha fatto con Lettuccio nostro o, se ti ricordi, con Berlusca e Monti ai loro tempi.
E’ il capo di governo che, da sempre, viene accolto alla Casa Bianca, non, chiunque sia, la intercambiabilissima persona.
Non solo, poi, ricaverebbe anche il tempo per una bella ripresa televisiva e una vigorosa stretta di mano per i fotografi.
Nel mentre, ti direbbe anche un paio di frasi di circostanza suggeritegli tre minuti prima da un consigliere dato che con assoluta certezza – a meno che il Paese che guidi non rappresenti per gli USA in quello specifico momento una qualche gatta da pelare – di te, della tua politica, delle tue vicende sa pochissimo se non un bel nulla.
A proposito poi dell’incontro con Letta, tutta da ridere la faccenda relativa ai complimenti che Obama avrebbe fatto a Enricuccio per la fiducia ricevuta dal governo.
In America, l’istituto della fiducia è ignoto.
Nessun governo ne ha bisogno per entrare o restare in carica né può essere sfiduciato.
Se – ripeto, se – l’inquilino di White House ha davvero parlato di questo argomento lo ha fatto senza sapere di cosa stesse trattando.
Naturalmente, i nostri asservitissimi giornalisti riferiscono dell’evento con titoli e parole gridate: lo fanno oggi con Lettuccio nostro, l’hanno fatto ieri con il maggiordomo Mario Monti.
A parte il Berlusca, che gli sta sui cosiddetti, lo fanno con tutti.
Anni orsono, arrivarono ad esaltare una stretta di mano scambiata velocemente durante una cena tra lo stesso Obama e Veltroni.
Tutto da ridere se non ci fosse da piangere!”

Lascia un commento