Leggo sull’ ANSA che l’ afghano attualmente in carcere e che rischia la condanna a morte per il reato di apostasia perche’ convertito al cristianesimo , seondo un portavoce della Corte suprema di Kabul “ potrebbe non avere sufficienti capacita’ mentali per un processo. Se questa ipotesi fosse avvalorata, l’uomo potrebbe non essere affatto perseguito. ‘L’accusato – spiega il portavoce – potrebbe avere un problema psicologico. Il suo caso deve essere studiato dalle autorità mediche. Se verrà provato che ha un problema psicologico, potra’ non essere giudicato’”
Si attendono commenti alla notizia per discutere come si possa cambiare questa mentalità (a meno che non si ritenga che la conversione al cristianesimo sia effettivamente un reato).
Gabriele Parenti
P.S. in questi casi esportare democrazia (con le bombe) serve veramente a poco

L’ “ingerenza umanitaria”, ancorchè con le bombe, è in molti casi cosa dovuta o inevitabile: se ancora ci fossero i Talebani, come annota correttamente Ramon De Castagno, la notizia non sarebbe giunta sino a noi, nè avrebbe suscitato polemiche politiche o proteste internazionali.
Altra cosa è adoprarsi affinchè i fondamentalisti non approfittino del caos del dopo-conflitto per inserirsi nel tessuto della neonata democrazia ed orientarne le scelte.
E invece, in questo e in altri casi, “esportare la democrazia” serve a far sapere che ci sono parti del mondo nelle quali si può morire per aver professato una religione!