Esce, in occasione del 170° anniversario della Repubblica Romana, il diciannovesimo volume della collana “il Monitore Costituzionale” diretta da Alessandro Torre: la Costituzione della Repubblica Romana [1849], a cura di Angelo Antonio Cervati.
L’esperienza costituzionale romana del 1849 sancisce definitivamente la “rottura della continuità con l’ordine costituzionale preesistente” e si lega “ai progetti di unificazione nazionale” che richiamano le riflessioni su Mazzini, Gioberti e Rosmini, e come tale va “valutata nel quadro dell’intero Risorgimento italiano”. Ma va analizzata anche tenendo presenti ulteriori elementi: la natura clericale dello Stato pontificio, i contenuti innovativi, democratici e repubblicani dei testi e della nuova prassi costituzionale, le reazioni degli altri Stati italiani ed europei.
È il risultato di una tradizione giuridica e politica di uno Stato e di un popolo attraversati da aspri conflitti politici e sociali. E i Costituenti romani intesero attuare nel modo migliore un ordine giuridico repubblicano nazionale per aprire un dialogo fra le diverse popolazioni degli Stati preunitari e unificarle, puntando sulla necessità di unire le forze e avviare rapporti pacifici con gli altri popoli europei.
Breve, con enunciazioni dirompenti, animata da un’energica spinta etica e politica, la Costituzione romana del 1849 è una delle poche costituzioni che avrebbe potuto rivolgersi a tutti gli italiani. Perciò il suo insegnamento resta vivo: perché fu storico e valutativo, e non dogmatico. Si compone di VII Principii fondamentali e di VIII Titoli (69 articoli in totale), e porta in calce la firma del Presidente G. Galletti, dei Vice-Presidenti A. Saliceti e E. Alloccatelli, dei Segretari G. Pennacchi, G. Cocchi, A. Fabretti, A. Zambianchi.
Preceduta dal Decreto fondamentale dell’Assemblea Costituente sulla decadenza del Papato, e sulla proclamazione della Repubblica Romana del 9 febbraio 1849, nella presente edizione la Costituzione è seguita da un’Appendice che include: il Progetto costituzionale della Commissione presieduta da Cesare Agostini; il Proclama del Triumvirato in cui dichiara le norme generali che intende seguire, sottoscritto da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi, e Carlo Armellini il 5 aprile 1849; la Nota del Ministro delle relazioni estere alle Potenze Cattoliche firmata da Carlo Rusconi il 7 maggio 1849.
Angelo Antonio Cervati, professore emerito della Sapienza Università di Roma, ha iniziato la propria attività di ricerca con Emilio Betti e ha poi collaborato con Carlo Esposito e Vezio Crisafulli; ha insegnato a Teramo, Trieste, Perugia e Roma e svolto attività di ricerca e d’insegnamento in varie Università austriache, tedesche e, in Francia, a Montpellier. I suoi studi riguardano le fonti del diritto, l’interpretazione, la comparazione giuridica, nonché l’opera di alcuni grandi giuristi italiani del Novecento. Ha scritto in tema di delega legislativa, legislazione e delegificazione, procedimento legislativo (commenti agli artt. 70, 71 e 72 Cost.); ha inoltre pubblicato il volume Per uno studio comparativo del diritto costituzionale (2009), e alcuni studi sulle garanzie costituzionali e sull’indipendenza della magistratura in Italia, Francia (2010) e Germania (2019).
Costituzione della Repubblica Romana [1849], a cura di Angelo Antonio Cervati, Liberilibri 2019, collana il Monitore Costituzionale, pagg. LXII-42, euro 15.00, ISBN 978-88-98094-60-8
Ufficio stampa Liberilibri
Maria Stefania Gelsomini


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