La lettura della cronaca politica quotidiana, attività peraltro altamente sconsigliabile in qualunque periodo per i gravi effetti collaterali che comporta, ci ha condotti negli ultimi giorni ad un senso di tale estraneità da costringerci a controllare la fonte delle notizie che non sembrano neanche arrivare dal nostro paese quanto da un remoto pianeta di un sistema solare parallelo di cui ignoriamo tutto, a cominciare dal linguaggio. Dichiarazioni ed esternazioni surreali ci colpiscono come schegge impazzite, lasciandoci esterrefatti e storditi di fronte all’immane compito della interpretazione ma, soprattutto, della traduzione in termini sensati di qualcosa che, a prima vista, ma anche alla seconda, senso non sembra averne affatto, così, dovendo pur riempire questo spazio settimanale, ci è sembrato giusto ricorrere all’aiuto dell’ironia come unica chiave di lettura possibile di una realtà del tutto impenetrabile alla mera analisi razionale. Per esempio; assistiamo alla pretestuosa – e falsamente, strabicamente virtuosa – mobilitazione delle donne italiane a difesa della propria dignità messa in pericolo – dice – dal modello Bunga Bunga, mentre noi credevamo che fosse maggiormente lesa dalla mancanza di pari opportunità, dalla vergognosa assenza di parità salariale, dal mobbing, dalla carenza di strutture sociali a sostegno delle donne che lavorano, ma tant’è, non stiamo a sottilizzare e prendiamo invece atto del fattivo sostegno dato da Nichi Vendola all’iniziativa, espresso nei seguenti termini sobri, chiari e definitivi: “Non esiste la possibilità del cambiamento se non si parte dalla voce della libertà delle donne e se non ci si accorge che la violenza, la brutalità nei confronti delle donne si annida nella grammatica e nella sintassi delle ordinarie relazioni tra maschile e femminile, nei costumi sessuali, nella loro gerarchizzazione. Nel senso comune”. Ora, la citazione conclusiva del senso comune ci pare strepitosa, giungendo a conclusione di un esercizio di acrobazia verbale sul nulla condotto senza la rete del senso del limite, e ci piacerebbe sapere quante persone siano state indotte da queste parole a riflettere sulla sintassi dei propri rapporti interpersonali ed a rimettere a posto quantomeno l’ortografia e la punteggiatura dei suddetti, onde ricavarne il miglioramento, anzi il cambiamento sostanziale, testè evocato da Vendola. E mentre eravamo ancora sotto gli effetti destabilizzanti di questa esternazione, ecco giungerci notizia del duello all’arma bianca tra Fini e Barbareschi che pare si siano sfidati a colpi di lanci di penne, facendoci amaramente rimpiangere i tempi gloriosi in cui due gentiluomini regolavano i loro conti all’alba dietro il convento delle Carmelitane scalze e lo facevano con la spada, dandoci almeno la certezza di chi ne usciva vincitore, chè il vinto era ridotto al silenzio per sempre, ma altresì confortandoci con la riprova dell’antico adagio, che forse è proprio vero che ne uccide più la penna che la spada, e dunque Barbareschi potrà tornare a Canossa – ops, ad Arcore – circonfuso di quell’aura di eroe intellettuale di cui tanto gli piace ammantarsi senza peraltro averne mai giustificato il possesso. Intanto risuonano le fanfare trionfali che annunciano la nascita del Terzo Polo e noi, che scoprimmo già in prima elementare che la matematica, e con essa tutte le cosiddette scienze esatte, non sarebbe mai stata né il nostro mestiere né l’ago della bussola della nostra vita agitata, oggi ci affanniamo invano alla ricerca di un fisico, di un esperto in trigonometria o anche solo di un bravo cartomante – astenersi perditempo che di quelli ne abbiamo in abbondanza in Parlamento – che ci spieghi con parole chiare e possibilmente anche un disegno comprensibile come si inserisce fisicamente un Terzo Polo in un sistema fin qui detto bipolare. Roba da far perdere il sonno ad Einstein, figuriamoci a degli analfabeti della scienza come noi. Ma poiché i poveri di spirito ed i reietti della società sono i più cari a Dio, la fine di questa angosciosa settimana di peregrinazioni nello spazio alieno ci ha premiati con un benevolo annuncio, foriero di premurose cure nei nostri confronti: Pierluigi Bersani, con quella sua rassicurante bonomia da farmacista della Bassa che ce lo rende così caro quando ci induce naturalmente il sonno senza dover ricorrere a tranquillanti ed affini, ci ha aperto il cuore alla speranza, annunciando alla nazione che “l’Italia è nell’agenda del Pd”- animo, amici cari, Bersani si è preso un appunto per ricordarsi del suo stesso paese…speriamo si ricordi anche di leggerlo, prima o poi.
ChiBo

Ahaha Chiara, ormai il TG il piu’ serio sembra proprio quello degli “Sgommati”!
Trovo in questa cronaca nostrana che marziana non é tanta di quella ipocrisia che alla fine fa vomitare, ipocrisia che viene da tutte le parti e da tutti i sessi!
C’era bisogno di Berlusconi & C. per sapere che le ragazze il Bunga Bunga lo fanno ogni sabato nelle discoteche, e che per molte di esse (non tutte ovviamente) oggi il sesso non é piu’ un taboo? Come se fare sesso (in italia pero’ lo é….) fosse peccato?!?
Tutti i piu’ grandi uomini politici della storia andavano a puttane, o avevano le “favorite” che andavano a corte, fosse Mitterand, De Gaulle, oppure tutti gli altri! Embé?!? Dove é adesso la novitä? Che oggi, 2011, anche le prostitute sono diverse da allora e i politici attuali fanno quello che si fa nel mondo odierno!
Allora, non ci si scandalizzi troppo se Berlusconi vuole scopare con delle belle figliole alla sua età, perché tale é il sogno (purtroppo spesso irrealizzato) della piu’ grande percentuale di uomini, italici e non!
Chiunque non sia asessuato ( meglio non fidarsi di chi lo é…) e ha una posizione di potere e tanto denaro farà quel che fa lui e che hanno sempre fatto! Noti sono i nomi di celebri stilisti della moda che in età assai avanzata si fanno consegnare a casa i fotomodelli dei loro stessi cataloghi di moda….l’uomo oggetto, la donna oggetto, guarda che novità!
La novità é che i paladini della famiglia naturale, dei veri valori, di quelli che si agitano per organizzare il Family Day e che sono poi gli stessi che si genuflettono davanti al Pontefice (tutti, da D’alema a Berlusconi), sono quelli stessi che fanno i loro sacrosanti porci comodi nella vita ma che non fanno un cavolo per i diritti civili altrui!
Vabbé, un saluto da Marte.