Convergenze parallele o equilibri più avanzati o due forni o compromesso storico o centro sinistra o governo balneare,molti anni fa apparivano come delle definizioni fumose , poco chiare , da imbonire agli elettori distratti .Invece si trattava non di un oscuro politichese , ma di dichiarate scelte di nuove alleanze governative che avrebbero cambiato lo scenario , soprattutto in base ai nuovo bisogni e alle mutazioni del quadro sociale del nostro Paese. Oggi , dopo il risultato delle elezioni del 4 marzo che hanno indicato solamente degli ipotetici vincitori , siamo al cospetto di consultazioni del presidente Mattarella avvolte da una nebbia uggiosa e senza il minimo rispetto istituzionale. Tutto si svolge tra veti incrociati , minacce di tradimenti , rotture e ultimatum annunciati. Delle molteplici promesse elettorali non si parla più . Il “cul de sac” in cui si sono infilati gli improbabili leader è sempre più oscuro. Se ne uscirà , forse. con una maggioranza abborracciata ,destinata a infrangersi di fronte alla prima reale difficoltà . o con un esecutivo tecnico che ci porterebbe a nuove elezioni anticipate. In queste condizioni di manifesta incapacità suona ancor più grave l ‘ assenza di una sinistra laica in grado di giocare una nuova partita. E di certo il PD attuale non è in condizione di sedersi al tavolo. Serve ben altro. Tutto questo non governo mentre Francia ed Inghilterra si esercitano alla guerra con gli Americani e Macron e la Merkel stringono pesanti alleanze economiche . Ma gli italiani hanno votato. . Non è stato un destino cinico e baro , ma l’ incapacità di mettere in campo proposte credibili. Il popolo sovrano ha scelto di andare oltre. Sorretto da validi motivi. Sarà un percorso lungo e faticoso. dal futuro incerto.

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