Due fatti, apparentemente senza relazione fra loro, sono in questi giorni la dimostrazione latente che viviamo in una regione nella quale è sempre più difficile assumere atteggiamenti difformi e in contrasto col sistema di potere simmetrico che poggia sui due pilastri di centro-sinistra e di centro-destra.
Il primo, in ordine di tempo, il tentativo incredibile di escludere dalla competizione elettorale la coalizione Toscana Futura.
Dopo che per mesi i giornali avevano informato sulla nascita e lo sviluppo di una coalizione fra liste civiche e associazioni e partiti socialisti e laici (fra gli altri, il nuovo PSI, il PRI, il PLI, il Gruppo dei Centouno), due gentiluomini sono andati ad ottenere un provvedimento urgente che inibisce a chi lo ha inventato, creato e pagato, l’uso del nome e del logo di Toscana Futura.
Poco male: è sempre successo e sempre succederà.
Difficile da spiegare la scansione dei tempi e dei provvedimenti.
La prima stranezza riguarda il Tribunale di Firenze che il giorno 2 marzo (vigilia della scadenza per il deposito dei simboli e delle liste) adotta ex art. 700 un provvedimento di urgenza su una materia importante perché riguarda le elezioni, e lo fa “inaudita altera parte”, cioè senza sentire i danneggiati. Non solo: lo stesso Tribunale fissa l’udienza di convalida per il 22 di Marzo. Cioè, a musica finita, cioè a campagna elettorale finita.
Due giorni dopo, gli ignari rappresentanti di Toscana Futura (nessuno li ha avvertiti, nessuno ha notificato loro alcunché) presentano simboli e lista. La commissione centrale regionale presso la Corte di appello di Firenze, ancora una volta inaudita la parte interessata, li esclude dalle elezioni facendo riferimento al provvedimento del Tribunale che i rappresentanti di Toscana Futura , come si è detto, non conoscevano.
Da qui, una serie di sviluppi convulsi: il ricorso, la riammissione con un simbolo diverso del candidato presidente Macelloni (invariato, naturalmente, il simbolo della lista “Socialisti e Laici-Liste civiche, costruito attorno al garofano del PSI, l’edera del PRI, il tricolore del PLI e la citazione delle Liste Civiche) il calcio dell’asino della commissione di Lucca che vorrebbe escludere la lista in quella provincia, il nuovo ricorso, la nuova riammissione.
Ci auguriamo che il sacrosanto contenzioso giudiziario sollevato ora da Toscana Futura faccia luce su questi misteri. Ci limitiamo ad un interrogativo: se ci fossero stati di mezzo DS o Forza Italia, queste decisioni sarebbero state adottate senza “audire” gli interessati?
Il secondo fatto, il commissariamento della Confesercenti di Firenze, dopo che Stefania Ippoliti era stata ricandidata alla presidenza a furor di popolo. Commissariamento per “gravi disfunzioni e carenze” in seno all’organizzazione dei commercianti di sinistra. Commissari sono stati nominati, fra gli altri, il vice-presidente e il direttore del sindacato: cioè persone che sarebbero coinvolte nelle disfunzioni, ove fossero provate.
Questi due fatti hanno una cosa in comune: i protagonisti perseguiti sono persone che escono dagli schemi: disturbano l’equilibrio degli interessi raggiunto fra centro-sinistra e centro-destra. Insomma: non ci vogliono stare.
[Fonte L’Opinione]

……”disturbano l’equilibrio degli interessi raggiunto fra centro-sinistra e centro-destra. Insomma: non ci vogliono stare.””
Ed io mi chiedo se è per questo che la raccolta di firme per il referendum consultivo su il nuovo Statuto regionale è stato incoraggiato a parole ,ma di fatto lasciato fallire.Non é stata una buona occasione persa ,soprattutto per farsi conoscere ed apprezzare? Il partito degli astenuti non si coinvolge con le chiacchiere.