E tutti, nessuno escluso promettono nozze coi fichi secchi
Grasso che non cola si può dire? Che pena mi fa, e sarebbe il pifferaio magico? Staccarsi dal piddì per prendere i voti dei delusi del piddì e dopo una separazione di fatto ma non consensuale, ritornare all’ovile. Almeno in parte.
La semplicità delle menti di alcuni politici è disarmante. Si dividono ma non divorziano e dopo qualche giorno, terrorizzati dalla solitudine incipiente che a qualcuno farebbe perdere poltronissime poltrone poltroncine e sgabelli vari, si ricercano e, gettata la spocchia e la maschera, tentano la riappacificazione. Ad interim naturalmente per il tempo che serve, poi ognuno a casa sua. Che è più comodo dormire in un bel letto grande da soli, come vecchi coniugi attempati.
Sai, finchè stava su comodo scranno.. ma entrare nella fossa dei leoni è ben altro. Povero, si fa pr dire dato l’appannaggio, davvero fa pena e rabbia insieme.
A sentirli uno via l’altro nei talk, Grasso un vecchio diesel, il Dibba un motorino a scoppio a marmitta sfondata.
In questa campagna elettorale cruenta, non dissimile dalle passate del resto, vince chi sta più zitto, ma il virus della logorrea è peggio dell’epidemia influenzale di stagione.
Fornero salva Berlusca, condanna Salvini. Certo, il primo parla di rivedere la legge che talvolta è opportuno fare per consuetudine, Matteo 2 invece, sempre tranchant vuole, come suo costume, cassarla. Lui cassa tutto e promette tutto
Dopo Emmott ex Economist anche Le Monde riabilita Berlusconi. Neanche fossero un tibunale.
Tutti sul carro del vincitore. Presunto.
Senza pregiudizi ideologici, che non mi appartengono, che cerco di tenere lontani, ascolto e leggo tutto quello che è possibile acca 24. E qualche volta capita di sentire cose interessanti fra persone lontane mille miglia. Come Sallusti e Cacciari che riescono ad essere equilibrati e moderati, che non è facile, mentre esprimono pacatamente pensieri saggi e nemmeno troppo diversi e antistanti. Come si diceva, tutti al centro, in ambito di real politic e senza troppi voli pindarici. Peccato che non siano politici conclamati, almeno per ora.
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Renzi e Verdini insieme volano in Toscana. Forse. Naturalmente in do ut des. Tu mi dai un seggio sicuro io ti faccio da endorsement nel proporzionale, se non ho capito male. In politica come in natura nulla si crea e nulla si distrugge. Ma che Silvietto bello non sia al corrente non ci credo neppur, come Tommaso, se lo vedo.
Interessante una new entry. Il sindaco di Amatrice che, con destrezza e pare anche capacità è riuscito a porsi all’attenzione pubblica, all’inizio per motivi emozionali e poi per un carisma che non è appannaggio di tutti, specie di un amministratore di paese. Ci si chiede che cosa avrebbe fatto nell’urbe. Ma lui la scavalca e va direttamente in Regione, insomma ci prova. Con il prode Bertolaso a fianco. Chissà se stavolta arriverà fino in fondo. E il prode Gasparri? Regione Lazio. Centrodestra, per i pochi che non lo sanno.
Intanto si ha contezza di un esposto del PD all’Agcom, contro Orietta Berti, e Di Maio la difende gridando alla censura. Perchè, diranno i miei piccoli lettori.
Ma per le dichiarazioni della cantante che in radio aveva annunciato di voler votare per lui che considera troppo bello, per ipotetica violazione della par condicio. «Giù le mani da un’icona della musica». Neanche fosse Joan Baez o Mina. Dunque può fregarsene allegramente delle regole.
Ah ecco. E questo la dice lunga sulle competenze politicogiuridicoistituzionali del suddetto.
Dunque, cantanti, noti, allo sbaraglio!
Se ne vedranno delle belle.
Carla Ceretelli

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