Qualche “sospetto” in effetti ci era già venuto qualche mese fa quando in tutta fretta senza un normale e democratico dibattito venne buttato fuori e sospeso dal direttorio del Movimento 5 Stelle Federico Pizzarotti sindaco di Parma, il primo esponente in fascia tricolore dei Pentastallati in una grande città del Belpaese. Pizzarotti con molto buon senso ha preso in mano l’amministrazione comunale parmense ereditando una situazione complicata (guarda caso con il discusso avvio di un impianto di incenerimento dei rifiuti) e dai proclami urlati in piazza e dai roboanti “Vaffa” a tutti i manigoldi della casta politica che secondo il Beppe Nazionale andrebbero loro si inceneriti, ha cominciato a lavorare, pancia a terra, nel rispetto delle regole e delle leggi dello Stato. Le quali sono molto complesse e cervellotiche (su queste colonne lo diciamo da anni) ma fin che ci sono non basta un comizio di piazza, dei sonori Vaffa e dei meet up sul web con dirette streaming per sconfiggerli. Ci vuole pazienza e buon senso e tanta voglia di capire come funzioni la macchina amministrativa “sporcandosi le manine” con interminabili riunioni con dirigenti e funzionari municipali. E lo stesso è successo a Livorno con Filippo Nogarin (ma guarda che coincidenza con la città labronica sommersa dai rifiuti e da indagini giudiziarie sulla vicenda) finito in mezzo ad una girandola di polemiche, pressioni politiche e dimissioni di assessori. E allora veniamo al caso Roma caro Beppe…Lo abbiamo capito che non siete perfetti….anzi siete dei dilettanti allo sbaraglio…..allora con il vostro magnifico direttorio nazionale….ascoltate i vostri sindaci in trincea nei comuni…..vi daranno qualche indicazione in più su come impostare la linea politica e magari su come scegliere i candidati….e se qualcuno devi “toglierti dalle balle” di sicuro sono quelle piccole e inutili star da comizi e da Talk show televisivi che ti circondano e che hai spedito in Parlamento!
Con simpatia
(Ce.M.)

Si, che mi interessa. Senza punti esclamativi, ma mi interessa e molto. Perché, pur senza cedere a facili entusiasmi e continuando a comportarmi da moderato a mezzo servizio, avevo guardato, alcuni anni orsono alla nascita di un Movimento auspicabilmente “tertium datur” di qualità in un panorama politico ambivalente ma senza grandi prospettive future; in un mondo come quello italiano che, comunque, tanta fortuna non meritava di certo. Quella mia prima metà continua a votare, in attesa di tempi migliori, per una Destra composta per molta sua parte, al centro od in periferia, da una quantità insigne di avventurieri e piccoli sciacalli, tappandosi Montanellianamente il naso. L’altra mia metà continua ad illudersi – ovviamente piena di legittimi dubbi – che un giorno o l’altro possa tornare a sorgere una versione aggiornata del Sol dell’Avvenire, possibilmente con l’aggiunta di un Personaggio di enorme levatura alla sua guida: metti, uno come quel Bettino Craxi che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente e che considero una delle chances più incredibilmente sprecate da un mondo che non lo meritava.
Per la verità ascoltavo, se non con particolare attenzione, perlomeno con moderato interesse, il Signor Grillo dal multiforme ingegno che non perdeva occasione per spiegare al Popolo ed al Paese, assieme ad una congerie incredibilmente variegata e, così mi sembrava, scarsamente credibile, quali fossero le grandissime, incolmabili differenze tra la meraviglia di un Movimento come quello da lui creato, pieno, si, di parvenu della politica, ma proprio per questo capace di bypassare d’un solo salto le piccole, insignificanti difficoltà nelle quali erano incappati gli “altri”, tutti gli “altri”, per aprire, forti della loro totale “new virginity” le porte della Terra promessa.
La Storia di questi ultimi giorni, in effetti, ci mostra come di “virginity” Grillo possa vantarne una sola, ma solo perchè, Italianizzato, quello è il nome del Sindaco di Roma. Non di quello di Assémini, Provincia di Cagliari, o di quello di Parma, Città di grande pregio ma certo non paragonabile alla Capitale d’Italia. Qua, a Roma, giochiamo su ben altri campi: assieme a Milano, si parla di Roma. Ho detto Roma, ragazzi. E qui, A Roma, si dimostra che, dopo tutto, la classe non è acqua, per quanto in mano a pochi, diciamo, nobili decaduti, e che l’esperienza e l’onestà intellettuale non possono essere reperiti nemmeno nel cielo glorioso dei Cinque Stelle. Un posto dove tutt’ a un tratto si scopre che, la Vergine non è poi così vergine, che chiunque voglia interpretare la parte di Premier, deve dimostrare anzitutto di saperla interpretare (o perlomeno, caso recente, di evitare di aprire a sproposito la bocca, o di chiuderla altrettanto a sproposito) e magari, anche, che c’è una differenza sostanziale tra il mestiere di Ministro degli Esteri e quello di Tribuno della Plebe.
E quindi io continuo ad aspettare pazientemente il risorgere del Sol dell’Avvenire, sperando che Grillo non si accorga mai che io non sono proprio una pecora pazza e, peggio, che appartengo ad una trista genia che lui ed i suoi sodali sembrano avere giurato di distruggere, ma che gode della protezione di un Grande, Grandissimo Architetto.
A più tardi.
P.S.: Piccola aggiunta: Marco Travaglio ha pubblicato pochi giorni orsono che anche Sala non è Vergine. Anzi che forse lo è anche meno di Virginia. Però nessuno dei grandi, immensi Giornali, ne ha più parlato. Almeno mi sembra.
Di questo passo, mi sa che l’unico Vergine rimasto sia io, ma solo per motivi di segno zodiacale…