
Con particolare riferimento ad Alessandro Di Battista
“ADESSO GLI IPOCRITI ESPONENTI DEL GOVERNO PARLERANNO DELLE VETRINE ROTTE…”
Classico trucco: anticipare la critica altrui per screditarla in partenza. Non si prova che sia falsa, ma la si liquida come “distrazione”. In realtà, l’ordine pubblico è un tema reale: non si possono giustificare violenze o blocchi illegali dicendo che sono meno importanti di altro. È come dire: se qualcuno ti ruba l’auto, non lamentarti perché altrove c’è la guerra.
“RESPONSABILITA’ DEL GOVERNO MELONI NEL GENOCIDIO A GAZA”
La parola genocidio viene usata come grimaldello emotivo. Peccato che nessun tribunale internazionale ha stabilito che sia genocidio, il termine viene citato “a detta dell’ONU e di Amnesty” senza precisare che le stesse organizzazioni sono spesso accusate di pregiudizi, manipolazioni e dati non verificabili e l’Italia non ha alcun potere diretto sul conflitto, né tantomeno responsabilità operativa: al massimo vende armi, come fa la stragrande maggioranza dei paesi UE, ma parlare di “colpa diretta” è propaganda.
“COSA E’ PIU’ GRAVE, BLOCCARE UNA STAZIONE O VENDERE ARMI?
Falso dilemma. Bloccare stazioni e porti non è protesta innocua: mette a rischio vite (ambulanze bloccate, merci essenziali, lavoratori penalizzati). Inoltre, le armi vendute da stati occidentali a Israele sono regolamentate da accordi internazionali e controlli parlamentari: non sono un contrabbando mafioso. Si finge che siano “armi per sterminare bambini”, ma in realtà parliamo di forniture militari tra Stati alleati.
“UN POPOLO CHE HA CAPITO DI ESSERE IN DOVERE DI DI SOSTITUIRSI ALLA POLITICA”
Tradotto: legittimazione dell’illegalità.
Non si limita a dire “protestiamo”, ma a dire che la piazza debba sostituirsi alla politica. È la tipica retorica di chi e’ contro le istituzioni, che piace agli estremisti ma che nella pratica è un invito all’anarchia. Nessuna democrazia funziona se ognuno si sostituisce alla legge perché crede di avere ragione.
“UNA MATTANZA DI BAMBINI DI CUI SI PARLERA’ NEI PROSSIMI SECOLI”
Apocalittico, volutamente iperbolico. È un modo per bypassare la complessità del conflitto: non si citano mai Hamas, non gli ostaggi, non il 7 ottobre, non i tunnel, non i civili israeliani uccisi. Solo una parte della realtà: quella che serve a trasformare Israele in mostro assoluto e l’attivista da corteo in eroe senza macchia.
“LA STORIA NON LI PERDONERA’ MAI”
Formula da tribuno in piazza: nessun contenuto, solo condanna morale. Peccato che la Storia non sia scritta dai post di Facebook, ma dai fatti. E i fatti dicono che Hamas è un gruppo terroristico responsabile di massacri, rapimenti e stupri. Qui sparisce completamente.
“CHI BLOCCA UN PORTO E’ UN EROE”
Ecco il punto più debole. Sta chiamando “eroi” persone che compiono atti illegali (bloccare porti e stazioni non è manifestare, è sabotare infrastrutture strategiche). È la glorificazione dell’illegalità. In un Paese democratico, un leader politico che definisce “eroi” chi blocca porti non fa opposizione: legittima comportamenti da Stato fallito.
Alex Zarfati

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