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NON RINUNCIANO AI PRIVILEGI? ABROGHIAMOLI CON I REFERENDUM

E’ questa l’ipotesi allo studio di un gruppo di intellettuali e docenti universitari di cui si è fatto promotore Mauro Bove, preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Perugia presso la quale è ordinario di diritto processuale civile.

di Mauro Bove | 18 Luglio 2011

Un referendum per abrogare i troppi privilegi dei politici ed altre iniziative per diminuirne il numero. E’ questa l’ipotesi allo studio di un gruppo di intellettuali e docenti universitari di cui si è fatto promotore Mauro Bove, preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Perugia presso la quale è ordinario di diritto processuale civile.
In una nota pubblicata su Facebook, Bove ha scritto che “i politici sono troppi e costano troppo! Molte cose non le possiamo cambiare perchè previste in Costituzione. Ma ciò che è previsto dalla legge può essere abrogato con referendum”
Dunque, sarà attivato – ha dichiarato a Pensalibero il prof Bove – un gruppo di ricerca per snidare nell’ordinamento giuridico italiano, leggi, leggine, codicilli che sono la fonte dei privilegi. Una volta individuatele, si cercherà di abrogarle tramite referendum. Non è un lavoro semplice. Comunque, rivolgendosi agli amici della sua pagina di facebook, Bove chiede: lo organizziamo questo referendum? forse si svegliano!!!!!!!
Naturalmente non possono essere abrogati per referendum gli istituti previsti direttamente dalla nostra Costituzione. Ma ciò che è previsto dalla legge si.
E- precisa Bove- non si tratta solo di quelle norme che concedono privilegi, ma anche e soprattutto di quelle che provocano l’elefantiasi dei vari centri di potere e di sperpero del danaro pubblico.

Pubblicato in : Primo piano

Info Mauro Bove

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Luciano

    2 Settembre 2011 alle 09:08

    C’è qualcuno in grado di portare avanti questo referendum? Sono certo che se dovesse andare avanti, gran parte della classe politica se ne andrebbe a casa per far posto ad una nuova classe politica (Centrale, Regionale, Provinciale ecc.). Nella mia famiglia (10 su 10) sono d’accordo sull’abrogazione dei privilegi (tutti) ed aggiungerei un INASPRIMENTO (REALE) DELLE PENE CONTRO LA CORRUZIONE. Pronti ad andare a firmare. Si potrebbe anche creare un nuovo partito che raggiungerebbe una vastissima maggioranza con queste proproste.
    Cordialità, Luciano

    Rispondi
  2. nino semilia

    13 Agosto 2011 alle 14:00

    Beh, forse è arrivato veramente il momento di uscire le unghia, senza violenza e senza odio, proviamo a non fare più le code davanti gli uffici delle esattorie, forse vedendosi snobbati, cominceranno a riflettere seriamente per capire dove sbagliano (anche se lo sanno) e prendere seri provvedimenti. non preoccupiamoci dei pignoramenti, degli espropri, delle esecuzioni coatte cosi come fanno normalmente, tanto a questo punto essere proprietari anche della sola casa dove abiti, (visto che non è diritto democratico avere una casa), costa più che stare in affitto e sempre che non decidano di togliertela anche se non hai pendenze erariali. Il motto dei governi è e sarà sempre: abbiamo bisogno di soldi “scanniamo i polli”cioè le popolazioni intere.Ora che si faccia critica al governo, perchè non se la prende con i ricchi è semplicemente una cavolata, in quanto se non lo sapete, se ai ricchi togli il 90% del loro patrimonio, restano sempre ricchi. se togli il 10% a chi vive di stenti, cioè il 95% delle popolazioni, questi diventano più poveri. Poi teniamo presente che lo stato al di là delle tasse, vive di consumi quindi se un ricco ha un portafogli pari a quello di 1.000 stipendiati, i suoi consumi per la crescita sono talmente miseri che non contribuiranno mai al PIL, mentre i consumi di diecimila persone, anche se in maniera di povertà rimpinguano il PIL in maniera considerevole. Lo stato dietro questa piccola equazione, emana leggi e decreti. Poi sapete perchè i politici si aumentano gli emolumenti come quando e quanto vogliono? semplice considerano esigua nella totalità dell’economia dello stato un aumento per loro che incida 1, 10 ,100, 1000, o più milioni di euro anno. In sintesi se non si pagano le tasse ci arrestano, che lo facciano pure, tanto tutto va a quarantotto a casa o in carcere, NON CAMBIA NULLA.

    Rispondi
  3. Sara

    7 Agosto 2011 alle 00:26

    Eliminare i VITALIZI a parlamentari, ex-consiglieri regionali e a tutti i privilegiati che se li sono attribuiti. Tutti eliminati, anche quelli che già vengono elargiti e che soffocano il nostro futuro. Non possiamo tagliare il futuro alle nostre pensioni che avremo solo dopo 43 e più anni di contributi. Sarà questione di sopravvivenza: o eliminiamo i privilegi dei privilegiati oppure soccombiamo. Dimezzare i parlamentari, eliminare le province e tutti gli apparati inutili. Abrogare la legge del ’65 sugli stipendi e VITALIZI (maledetti) dei parlamentari. Dopo due mandati, stop alla carriera politica. Il politico non è una professione.
    Basta con la gerontocrazia, miope e necessariamente incapace di risolvere i problemi. Auto blu e privilegi: via. BASTA. Non ne possiamo più!
    Se comincerete da questo, e non da miseri e ridicoli 15%, 1%, 8%, potremo ricominciare una Repubblica, magari democratica e rappresentativa. Quella che abbiamo è un’OLIGARCHIA di “eletti” voluti dal capo del partito.
    Coraggio professor Bove, abbiamo bisogno di cittadini-esperti che si mettano a disposizione degli Italiani sempre più in difficoltà.
    Naturalmente, siamo disponibili a collaborare.
    GRAZIE

    Rispondi
  4. Giampaolo Sbarra

    20 Luglio 2011 alle 16:37

    Finalmente, Avanti con questi referendum, il cui beneficio per i cittadini potrà anche essere quantificato economicamente.

    Rispondi
  5. Nicola Cariglia

    19 Luglio 2011 alle 11:17

    Mi è giunto questo scritto di Ferdinando Mancini. Mi sembra attinente e lo inserisco, scusandomi con Mancini per non aver avuto modo di chiedere il suo consenso.

    Tutti a Roma a manifestare contro la Casta

    Mentre si sta chiedendo agli Italiani di fare sacrifici, oltre il limite della decenza, mentre si taglia sul sociale, sulle pensioni, sui stipendi, sui redditi medio bassi, mentre ci dicono che avremo un futuro di lacrime e sangue, la casta…..intendendo tutte le forze politiche che siedono in Parlamento, si guarda bene dal rinunciare ai suoi privilegi, ai suoi appannaggi che sono il triplo di un parlamentare degli altri Paesi europei.

    Tutti abbiamo visto la farsa delle parole vuote, per lo scioglimento delle Provincie, dei tanti enti che da decenni vengono considerati inutili salvo rimanere con le loro gestioni provvisorie, avendo presidenti, consigli di amministrazione espressione dei partiti …tutta gente che vive e si alimenta dei privilegi della casta… e ben si guarda dal rinunciare ai loro succulenti appannaggi.

    Stessa cosa per le Provincie e per le 20.000 società operazioni, spa create per rapinarci sui nostri servizi pubblici. Società a maggioranza pubblica che sfuggono ad ogni controllo pubblico e ai limiti imposti dai patti di stabilità….con il risultato che hanno creato una enorme voragine di indebitamento pubblico occulto, visto che il loro indebitamento è dato dall’aver ipotecato con le banche e le multinazionali i beni pubblici, di proprietà dei Comuni.

    Enti inutili, Provincie, Società che, mentre divorano il futuro dei nostri giovani, sono lì ad alimentare appannaggi ad apparati partitici.

    Siamo il Paese dove i Partiti e la loro politica, dopo aver approvato il federalismo regionale e la conseguente modifica della Costituzione Italiana, hanno come primo atto aumentato i consiglieri e i loro appannaggi alla pari dei parlamentari….

    Mentre nel Paese i cittadini, pensionati, precari…..fanno fatica o non arrivano a fine mese, la Casta, i partiti che indistintamente da destra a sinistra li rappresenta, si guardano bene dal rinunciare ai loro agi, privilegi indecorosi per un Paese che si dice civile

    Il Paese Italia sta andando a fondo ma tutto ciò non scalfisce l’egoismo di chi con i privilegi sta divorando il nostro futuro.

    Dobbiamo andare avanti così, lamentarci per poi non far niente?

    Dobbiamo aspettare che si arrivi alla prossima manovra finanziaria…quando ci diranno che il debito pubblico va abbattuto…..e i nostri sacrifici non sono sufficienti….., e sarà così se non obbligheremo da subito i partiti, la casta a rinunciare ai loro privilegi, se non li obblighiamo a dimezzare il numero dei deputati e senatori, a darsi lo stesso stipendio medio mensile dei loro colleghi europei che si aggira sui 5000 euro (oggi i nostri parlamentari ne prendono circa 14.000 euro), il triplo…oltre a tutti gli altri appannaggi alcuni dei quali concessi a vita.

    Pensare che la Casta e i partiti rinuncino a tutto questo…..è un illusione.

    Solo se ci riprendiamo il nostro futuro, come cittadini e movimenti stringendo la Casta e i partiti di fronte alle loro responsabilità potremo sperare di dare al nostro Paese, ai nostri giovani, figli, un futuro.

    Cosa fare……..?

    Una rivoluzione pacifica, gandhiana, ritrovandoci tutti davanti al Parlamento…..in un sit in che cesserà solo dopo che avremo raggiunto il risultato, chiedendo quelle riforme che loro, di loro spontanea volontà, non faranno mai.

    Creiamo un movimento civile pacifico ma determinato che ridia voce e dignità a tutti noi.

    Chi può farlo?

    Noi tutti…con un tam, tam, nella rete, tra i movimenti, per un settembre nell’insegna di una rinascita dell’unità nazionale nella solidarietà e oggi è totalmente ripudiata.

    F. Mancini

    Rispondi
  6. Mimmo Di Franco

    18 Luglio 2011 alle 22:16

    Ho scovato dei numeri,per cui è difficile che si abroghi, con un referendum, i privilegi della politica.Ecco faccio un copia ed incolla per evitare di riscrivere:I numeri: 1032 parlamentari nazionali ed europei, ministri e sottosegretari; 1…366 presidenti, assessori e consiglieri regionali; 4258 presidenti, assessori e consiglieri provinciali; 138.619 sindaci, assessori e consiglieri comunali. A questi vanno aggiunti gli oltre 12mila consiglieri circoscrizionali, 24mila persone nei consigli di amministrazione delle 7mila società, enti, consorzi, autorità di ambito partecipati dalle pubbliche amministrazioni; quasi 318mila persone che hanno un incarico o una consulenza elargita dalla pubblica amministrazione; la massa del personale di supporto politico addetto agli uffici di gabinetto dei ministri, sottosegretari, presidenti di Regione, Provincia, sindaci, assessori regionali, provinciali e comunali; i direttori generali, amministrativi e sanitari delle Asl. DOVE PARTIAMO DAL BASSO O DALL’ALTO?
    La politica è lo specchio della società,purtroppo!Mostra altro

    Rispondi

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