
Occorre andare contro la natura umana che si abitua a tutto, anche all’orrore, e compiere un atto di volontà, decidere di non volersi assuefare alle notizie quotidiane delle morti in mare di migranti.
Pensare alla vita concreta che, a largo di Lampedusa, hanno perso ieri, come tutti gli altri giorni, ben 41 persone, bambini e ragazzi, lasciati alla deriva, senza soccorsi, su un barchino privo di motore che si è rovesciato per un’onda più alta.
Poi devi chiederti cosa risponderesti se un giorno dovessi spiegare ai giudici di un tribunale Internazionale, o anche a tuo nipote, perché si è lasciato annegare in questo modo migliaia e migliaia che invece potevano essere salvate.
Ogni ragione analitica – mancanza di mezzi o di denaro, paura di una inesistente invasione, reale strumentalizzazione a fini politici del fenomeno, interesse a creare un esercito di lavoratori da sfruttare senza nessuna regola- risulta, neanche sommata a tutte le altre, sufficiente a giustificare tanta mostruosità.
Restano allora le spiegazioni culturali e politiche più profonde, quasi antropologiche, che affondano nella storia del colonialismo europeo e della idea di dominio ad esso connaturata.
Quindi, prima di tutto, il razzismo perché i migranti che muoiono sono neri e la loro vita vale meno della nostra.
Poi il disgusto che si prova al pensiero che il nazismo, aberrante ideologia di morte e di sopraffazione, nato proprio in Europa, si ripresenti in forme diverse nel nostro presente con uguale ferocia e con lo stesso immondo carattere.
Gli abitanti della cittadina di Auschwitz vivevano tranquilli nelle loro case vicino al campo di sterminio, accettando nel cielo il fumo nero dei forni crematori, la pioggia di ceneri grigie dei corpi cremati e nell’aria l’odore delle carni umane bruciate.
Che differenza c’è tra loro e noi che ogni giorno assistiamo, asetticamente, in televisione, a volte senza provare neppure un sentimento di sdegno, alle immagini dei naufragi e al bollettino, molto parziale, dei morti in mare, ben sapendo che invece quelle persone potevano essere salvate?
Non possiamo rassegnarci a questo.
Dobbiamo chiedere, pretendere, che la sinistra tutta insieme si mobiliti in tutto il Paese, per contestare la politica atroce e fallimentare del governo Meloni, e chiami nelle piazze per denunciare questa situazione insostenibile e avanzare una proposta, una legge per ribadire l‘antico obbligo umano a salvare vite umane ogni volta è possibile.
Come possiamo fare per quei giovani derelitti che tentano di attraversare il Mediterraneo.
Enrico Rossi

Le morti in mare si possono abolire solo contrastando in tutti i modi la formazione sulle coste africane dei barchini con le falle predisposte, e organizzando rotte regolari con mezzi idonei nel quadro di un’ immigrazione controllata.
Evitiamo, per favore, le ideologie fuori posto!