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Non la servo perché lei è finocchio!

di Stefano Bisi | 24 Dicembre 2011

L’imbarazzo è presto risolto da un altro cassiere, donna, che espleta la pratica e scioglie l’intrigo. Ma il verbo, quello pecoreccio e sanguinario, discriminante e irriguardoso, ha colpito.

Non inganni il blando clima natalizio. Anche a dicembre la frusta della parola può lacerare la dignità, eccome. E’ il verbo pecoreccio, bieco e rabbioso che ha fustigato l’avventore di una banca. Ore 16,15 circa di lunedì pomeriggio. Siamo agli sgoccioli e le febbrili movenze sui “banchi“ del credito stanno tramontando. Un uomo entra in una filiale in città – è ancora in tempo – e chiede di poter versare il proprio assegno. La risposta del cassiere ha del parossistico: “Io lei non la servo, perchè è finocchio“. Tant’è. Stridono gli occhi dei presenti, le orecchie si accartocciano: l’untore di “finocchiaggine“ è stato smascherato. Ma a quale prezzo? L’imbarazzo è presto risolto da un altro cassiere, donna, che espleta la pratica e scioglie l’intrigo. Ma il verbo, quello pecoreccio e sanguinario, discriminante e irriguardoso, ha colpito. Quando negli anni settanta l’allora segretario del Msi, Giorgio Almirante, al Mottagrill Cantagallo sull’Autosole, non venne servito dal barista, che gli diede del fascista, la “querelle“ politica del tempo permise di ammorbidire il battibecco. Oggi no. L’eticchettatura sociologica, prima ancora che sessuale, di “finocchio“ lascia impietriti. E’ anacronistica. Ma prepariamoci: in banca potranno anche non servirci perchè “uomini“ o “donne“.

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni settanta, banca ore, diversità, finocchio, omosessualità

Info Stefano Bisi

Nato a Siena il 15 ottobre 1957, Giornalista, è laureato in Scienze dell’amministrazione nella facoltà di Scienze politiche dell’Università di Siena. Ha lavorato nei periodici “Siena Nord” e “La Gazzetta di Siena”, e, con qualifica di direttore, nelle emittenti “Antenna Radio Esse” e “Televideosiena”. È stato vicedirettore del Gruppo Corriere, che comprende le edizioni di Perugia, Terni, Siena, Arezzo, Grosseto, Rieti e Viterbo. E’ autore di alcuni libri fra cui “Mitra e Compasso”, dedicato al rapporto tra chiesa cattolica e massoneria, lo “Stradario massonico di Siena” e coautore di “Sindaci in rosso”, una pubblicazione a cura di Vittorio Feltri e Renato Brunetta e di “Massoneria F.A.Q.” Ha ricevuto i premi “Paolo Maccherini”, “Giornalista sportivo dell’anno”, “Porsenna”, “Medioevo presente”. É Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica.
Dal 2014 è Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Paolo Francia

    27 Dicembre 2011 alle 01:01

    sarebbe bello sapere come ha pagato l’insulto il tipo, qui in Francia avrebbe perso il posto e sarebbe finito in tribunale, esiste legge contro l’omofobia, severa, e chi pronuncia una frase del genere il posto di lavoro lo perde, e in Italia?!?

    Rispondi

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