Un’altra violenza, sempre piu spesso. Questa volta in Belgio.
Perpetrata nei confronti di persone ignare e pacifiche che, o sono morte, o subiranno invalidità permanenti per tutta la loro vita.
Tutto ciò è inimmaginabile da persone normali, ma totalmente normale per uomini infatuati da falsi miti e desiderosi di incontrare le vergini nel loro paradiso!
Sono convinto che le persone che fuggono dalla miseria, dalla guerra, dalle violenze ecc., se non sono permeate da intenti violenti, trovano in Europa, anche se non felicemente, un ambiente migliore di quello che hanno lasciato.
Non si capisce quindi, se non in virtù di un odio atavico, perché nei confronti di cittadini europei incolpevoli si accanisca una violenza criminale premeditata.
Perché si perpetua questa violenza quasi questa fosse la prosecuzione di una “guerra per bande”, dovuta a vecchie ruggini mafiose.
Certo l’occidente (poco l’Italia) ha goduto a piene mani delle ricchezze africane ed in passato ha anche usato metodi criminali per sottometterli. Ma questo non c’entra perché chi si accanisce contro sono soprattutto infatuati aderenti della religione MAOMETTANA, che oggi noi identifichiamo come ISLAMICI.
Gli altri africani pur con azioni a volte violente, ma locali sono collaborativi con le altre parti del mondo.
Ma perché solo l’Europa e (occasionalmente) gli USA? Non c’è e non c’è stato, sfruttamento da parte dell’ex URSS o della CINA o del Giappone?
Anche l’America del sud è stata violentata, ma mai si è saputi di pratiche violente di questo tipo. Essì che USA e Canadà sono infarciti di migranti dal SUD! Questione di religione? di cultura? di integrazione?
Perché lì queste cose non succedono, ovvero sono solo lotte intestine del tipo Ucraina o Cecenia?
Credo che il tutto sia dovuto alla INCONSISTENZA dell’Europa e degli Stati che vi appartengono, i quali FINGONO l’unità, ma di fatto sono prevaricatori gli uni contro gli altri.
Certamente Francia Germania ed Inghilterra fanno il bello ed il cattivo tempo e la vecchia UE si adegua, mentre – come vediamo anche ora – gli ex satelliti russi, sono restìi e poco unitari.
Allora credo vi sono due cose da fare: primo censire il comportamento degli immigrati e dei figli di immigrati. Se una persona si riconosce nelle regole di quello stato puo’ esserne considerato CITTADINO; se non, va considerato solo RESIDENTE e come tale va gestito. Non è questione “razzista” ma solo culturale. Qualora vi fossero risentimenti, bisogna invitarli “caldamente” a tornare nei loro paesi d’origine. Se nel nostro sistema civile non si trovano bene hanno il dovere di andare a vivere meglio nelle loro Nazioni.
Non vorrei fosse ritenuto un “pogrom”. C’è una bella differenza! quello era un accanimento contro delle minoranze; questa è la difesa di una cultura contro l’intolleranza “religiosa”.
L’Europa ne soffrirà? poco male, meglio avere libertà e rispetto della propria cultura della propria storia della propria religione, della propria arte, del proprio paesaggio, che tanto CON POCO SI VIVE. Solo con niente si muore!
Ciò non toglie ovviamente che con i loro paesi di origine non si possano avere fattive collaborazioni, anche si chiamassero STATO ISLAMICO, perche entrerebbe in vigore il sinallagma “do ut des”.
Ma sapranno gli egoismi dei nostri governanti e di coloro che li condizionano (le società anonime), capire ciò, o continueranno a contribuire alla carneficina che sta innestando il pauperismo, la pauira, l’insicirezza e il restringimento in se stessi nello spazio casalingo, dovuti sempre più alla riduzione della libera circolazioni umana.
Questo mi sento di ribadire, avendo aderito alla cultura socialista, che operava per l’uguaglianza tra i popoli e per lo sviluppo armonico del mondo, ma che si rende conto che l’ingratitudine dei figli dei migranti (è assodato che tutti vivono in Europa) deve costringere la POLITICA (quella tutta maiuscola) a ricercare strategie che garantiscono prima di tutto i pacifici ed inermi cittadioni che subiscono violenze gratuite.

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