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NON CONTA SOLO CIO’ CHE ACCADRA’ MA ANCHE COME

(P.) Nei casini ci siamo già per il clima generale di reciproca delegittimazione che caratterizza i rapporti fra le parti politiche e fra le varie articolazioni dello Stato. Nessuno, né chi vuole dare vita alla santa alleanza per cacciare Berlusconi, nè chi pretende di restare maggioranza, può eludere il ricorso alle urne.

di Pensalibero | 17 Febbraio 2011

Delle due l’una: o c’è in giro tanta ipocrisia oppure i soloni che quotidianamente ci spiegano cosa sta accadendo in Italia dovrebbero prima cercare di capire loro.
Come diavolo si fa a dire ( lo stanno dicendo in coro, ormai stucchevolmente) che in Italia c’è il rischio di una contrapposizione ( fra una parte della politica e una parte della magistratura) che può provocare gravissime conseguenze, e che occorre scongiurare la paralisi, e che il futuro è denso di incognite e blablabla e blablabla?
Nei casini ci siamo, qui e ora, altro che rischio!
Ci siamo perché oltre ad avere un primo ministro “incicciato” accadono fra l’altro le seguenti cose:
– la metà degli Italiani è convinta che Berlusconi sia il demonio e che se ne debba andare a prescindere dal voto popolare;
– la metà degli italiani crede fermamente che Berlusconi sia vittima di una pervicace persecuzione giudiziaria e che i partiti di opposizione uniti a “poteri forti”, finanziari e mediatici, stiano preparando una polpetta avvelenata come quella di tangentopoli;
– Berlusconi ha la maggioranza in parlamento e intende farla valere, costi quello che costi;
– L’opposizione fa di tutto per non permetterlo e per dimostrare che in queste condizioni è impossibile governare, costi quello che costi.
Lo scontro è già duro e senza esclusione di colpi. E ci siamo arrivati nella più assoluta mancanza di moderazione e senso di responsabilità da parte di tutti i protagonisti. Se Berlusconi avrebbe potuto fare a meno di fomentare la guerra ai magistrati fuori delle sedi giudiziarie, è anche vero che il ricorso al rito immediato, per il solo Berlusconi, l’ultimo degli indagati ad essere iscritto nel registro, è frutto di valutazioni del tutto discrezionali e che, stanti anche i dubbi sulla competenza, si sarebbe dovuto evitare.
La lotta contro le più elementari guarentigie per i rappresentanti del popolo, fomentata proprio da una parte della magistratura, non aiuta certo a diradare i sospetti che l’obbiettivo di mettere fuori gioco Berlusconi per via giudiziaria sia sempre stato presente.
Proprio per questo clima generale di reciproca delegittimazione che caratterizza i rapporti fra le parti politiche e fra le varie articolazioni dello Stato, oggi non è importante ciò che accadrà ma come accadrà.
C’è chi vuole dare vita ad una santa alleanza (tutti assieme, sinistra, centro, lega e, se si trovano transfughi da destra) per cacciare Berlusconi. Non ci scandalizziamo: ma deve essere fatto nella chiarezza, rendendo noti i termini ed i contenuti. Sopratutto mettendo in conto il passaggio delle urne. Perciò chi ha questo disegno deve dichiarare che solo dopo aver consultato il popolo darà vita, se ne avrà la forza, ad un nuovo governo.
La maggioranza chiede, legittimamente, di continuare ad essere tale. Ma, nelle condizioni in cui si è ridotta (Berlusconi sotto tiro, scissione di FLI ) deve ottenere una nuova legittimazione popolare: non è sufficiente l’accattonaggio quotidiano di nuovi deputati. Perciò, con Berlusconi o senza, chieda di andare al voto.
Oggi, per difendere la democrazia, non è importante solo sapere cosa vogliono le forze in campo. E’ imprescindibile sapere come vogliono arrivarci.

P.

Pubblicato in : Primo piano

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. Paolo Francia

    20 Febbraio 2011 alle 22:01

    Berlusconi deve solo dimettersi, l’Italia é presa per i fondelli in tutto il mondo, non ci sono altre vie d’uscita! Che se ne vada in Libia dove il suo ispiratore dei Bunga Bunga l’accoglierà se non sarà occupato a massacrare la sua gente.

    Rispondi
  2. Trevigiano

    18 Febbraio 2011 alle 11:52

    Caro Nicola,
    Come te sono schifato fino in fondo.
    Posto che per la legge Italiana, perché sia reato il sesso con una minore richiede che abbia meno di 14 anni, che Fede, con quello che è pagato in TV, può solo avviare le ragazze alla TV, piuttosto che alla prostituzione di strada(solo caso penale richiedente i 18), cosa questa che neanche un giudice idiota può davvero credere, preoccupa la debolezza dei giudici e della sinistra, ma neanche se Berlusconi cominciasse a pisciar loro addosso pubblicamente, riuscirebbero a prendere più voti di lui?

    Rispondi
  3. Giampaolo Mercanzin

    17 Febbraio 2011 alle 22:52

    Sempre stringato e sempre chiaro Puccio!

    Rispondi
  4. puccio cartoni

    17 Febbraio 2011 alle 16:59

    Caroletta, come “non c’é altro “? Ci sono le dichiarazioni di quello ,le smentite ,le controdichiarazioni di quella ,le smentite delle dichiarazioni e delle controdichiarazioni . Come facciano certi giudici a scegliere tra le tante “prove” ,appare un procedimento piuttosto misterioso , e per molti aspetti preoccupante .
    Effettivamente può essere divertente parteggiare per la “religione” ,la “morale”, le “istituzioni”,oppure per il “diavolo”, ma…non sarebbe male che qualcuno facesse luce su ” a che gioco giochiamo” ! In un Paese di lobbies ,di logge e di cupole ( più o meno dichiarate ),ad essere segrete sono proprio…le regole della convivenza civile. E ciò non é confortante ,per nessuno.

    Rispondi
  5. alessandro

    17 Febbraio 2011 alle 16:48

    Non c’è da scomodare Montesquieu per ricordare la divisione dei poteri. Quello del magistrato in Italia non è, sulla Carta un Potere, è semmai un Ordine. Sulla carta, appunto! Di fatto nel momento in cui decide di scegliere (senza rispondere democraticamente a nessuno) quale reato intende perseguire, il magistrato è libero di agire contro chi vuole, quando vuole e dove vuole. Questo è il Potere Assoluto. Questo è il vero potere, semplicemente perchè non risponde ad alcuno dei propri atti. Che il nostro allegro settantenne ritenga di passare le sue serate con chi vuole, magari restituendo la cortesia della compagnia facendo regali, buon per lui. Potessi io! Il problema democratico, per noi italiani e non per Berlusconi di cui mi importa relativamente poco, è che non si può accettare in alcun modo l’accanimento nei confronti di una persona, democraticamente eletta dal popolo, perchè inviso all’antagonista politico di sempre. Non ricordo, come nel caso di O.L. Scalfaro, perchè i magistrati non abbiano approfondito d’indagare sulle somme (cento milioni al mese si diceva) conferite all’allora presidente… Forse perchè egli scandalizzato dalle insinuazioni ebbe a dire alzando il dito indice: “io non ci sto!”. (Bisognerebbe ricordarlo anche a Berlusconi di dire quella frasetta magica: può darsi che sortisca qualche effetto sui Bruti). Ricordo come sia passato in secondo piano il fatto che un Sottosegretario di Stato si facesse consegnare droga al ministero e nulla gli sia accaduto,..ricordo E. Colombo che candidamente ammise di consumare coca per motivi di salute. E tutti contenti dissero meno male che il senatore si può curare! Quanti sono i casi di “non visto”, “non saputo”, “non potuto” indagare ? Quanti erano i raccomandati e le belle “raccomandate” per entrare in Rai? Tutte queste cose il popolo italiano le sa e le ricorda bene: ecco perchè non crede più a questo tipo di “giustizia”. Il problema è che non ci credono nemmeno i possibili imprenditori che non vogliono rischiare di investire in Italia. Grazie dell’ospitalità. ADR

    Rispondi
  6. caroletta

    17 Febbraio 2011 alle 15:21

    …..tutti vogliono che Berlusconi si dimetta….
    Berlusconi non ci pensa nemmeno…

    Tutti pensano al dopo Berlusconi….
    Berlusconi tira diritto…..

    …..e basta. Non c’è altro.

    Come se ne esce?…. Bah!

    Rispondi

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