Ho sostenuto la settimana scorsa che i “grandi innovatori” dalle idee confuse sono al tramonto. Come segnale non unico ma inequivocabile avevo indicato le vicende del Comune di Roma e quelle dell’occupazione della RAI: non nuova e sempre uguale nonostante i cambi di maggioranza e, addirittura, si vorrebbe, di regime.
Si è scatenato il finimondo: i sostenitori dei 5 Stelle fortemente risentiti per essere accomunati nel giudizio ai renziani e viceversa. Un’altra parte, numericamente maggiore, favorevole, pur con qualche distinguo, alla tesi da me sostenuta. C’è da essere contenti, perché lo scopo di Pensalibero è quello di fare discutere, non di contare coloro che ne condividono le tesi, che pure non sono stati pochi.
Devo dire la verità, senza cercare di lisciare il pelo ai nostri lettori: grillini e renziani sono stati assai deboli nelle loro argomentazioni. Secondo i primi è passato troppo poco tempo per giudicare Virginia Raggi e la giunta comunale di Roma. I secondi usano le argomentazioni di sempre: il governo Renzi ci mette al riparo da esperienze ancora peggiori; tutto quello che fa (comprese le indecenti riforme costituzionale ed elettorale) è meglio che niente; in ogni caso con Renzi la sinistra vince e con quelli di prima perdeva.
Vorrei che gli uni e gli altri rispondessero con sincerità ad una domanda, la stessa per entrambi: non è forse vero che siete diventati renziani o grillini perché convinti di mandare a casa tutti quelli che c’erano prima e che dei programmi dei 5 Stelle e del Rottamatore avevate e ancor più avete una idea confusa?
Io sono convinto di si. E, dunque, che vi attendereste da entrambi comportamenti di rottura inequivocabile col passato. La immondizia che sommerge Roma non può essere addebitata alla Raggi. Ma i comportamenti da vecchia politica politicante già evidenti in Campidoglio e l’arruolamento dell’assessore Paola Muraro ben stipendiata per dirigere il traffico dei rifiuti in qualità di consulente dell’AMA, di proprietà del Comune, sotto i sindaci Veltroni, Alemanno e Marino, sono li a dimostrare che nessuna rottura con il passato è possibile attendersi a Roma. E così per Renzi. Alla RAI ha fatto come chi lo ha preceduto, nello stesso momento in cui il Paese registra una crescita pari a zero e per il resto sono solo parole, propaganda e pasticci. L’Italia cambia verso di che?
La mancanza o la confusione di idee sul piano pratico dei “grandi innovatori” Grillo e Renzi sono troppo evidenti per potersi negare. E, ormai, perfino il linguaggio, i tic politici ed i comportamenti dei due partiti ricordano quelli del passato. In peggio c’è che non ci sono più le ideologie. Erano pur sempre binari che ti facevano comprendere dove la politica dei partiti andava a parare. Oggi, senza ideologie e con programmi confusi, spesso contraddetti, puoi aspettarti di tutto. Grillini e Renziani inorridiscano pure perché vengono accomunati. Ma le loro vicende sono parallele. Addirittura hanno bisogno l’uno dell’altro e si rafforzano a vicenda.
Lo dicono esplicitamente e lo hanno scritto loro stessi anche nei post a commento dell’articolo della scorsa settimana che “oggi in Italia l’alternativa è tra Grillo e Renzi”. Ma io, assieme a quel 50% e più di elettori che non si riconoscono in questa alternativa, desidero un’Italia che pensi anche al domani.

Da cui si deduce che il mito del pragmatismo e di un fare talmente urgente da non avere bisogno di idee è solo una bufala pseudorivoluzionaria che ogni tanto ritorna a movimentare la politica con gli specchietti delle allodole del nuovo e del cambiamento. Però diciamo la verità, Nicola, quando cinque anni fa l’inquilino di Palazzo Chigi sbraitava banalità da cabaret alla Leopolda,non ci fu incantamento anche in Pensalibero? Unica differenza con Grillo è che questi ereditò la chiacchiera della sinistra tutto e subito e l’inquilino di Palazzo Chigi l’eredità della sinistra perbenista e concreta, cattocomunisti delusi contro cattorosa ingrassati dal Monte dei Paschi fino al dissesto. Ma tutti inquadrati nella cosiddetta sinistra qualunquista yankee degli schiavizzati pieni di diritti utili solo al mercato.
Paolo ha fatto una rfiflessione abbastanza condivisibile, Renzi governa, per volontà di un RE, la Raggi per volontà di un popolo.
Ora Renzi chiede un plebiscito e penso, anzi mi adoperao per il NO, la Raggi ha commesso un errore, forse poteva schivare il fatto di dare un incarico a chi già sapeva, ma così entrambe hanno maggiore responsabilità, quindi che prendessero immediate posizioni e sopratutto, comandassero di pulire ROMA e dintorni.
Non solo dall’immondizia per le strade, ma anche nelle istituzioni; che tutte siano smaltite e/o macerate con trasformazione lattea o calorifera, perchè possono essere riciclate, il cerchio si chiude riadoperandole, però trasformate. Capito mi hai?
Grazie Raffaello da Montepulciano.
Caro Paolo,
non so se ti è capitato di seguire, con radio radicale o altra emittente, la diretta del consiglio comunale di Roma dedicato ai rifiuti. Se tu avessi ascoltato, ora rabbrividiresti assieme a me per quanto tutto olezzava di vecchio. Che io pensi che questi signori siano peggio dei politici di una volta, è fuori di dubbio. Ma io non cerco quei tempi, nei quali, oltretutto, mi dedicavo a tesi politiche che rappresentavano (purtroppo) una infima minoranza. E’ proprio l’alternativa o con questo PD o con questi 5 Stelle che mi fa inorridire, E siccome, assieme, non rappresentano nemmeno il 50% di coloro che vanno a votare e il 30% degli elettori, dico che è assurdo rassegnarsi a questa alternativa. E chi si rassegna, lui, si, è pessimista.
Del deman non v’é certezza….quello che scrivi Nicola è, in parte, condivisibile, anche perché parli di fans, di seguaci, gli “ani”, gli “ini”. Ma se la tua tesi è esatta, non vi è nessuna differenza con DC e PCI allora! Anch’essi avevano bisogno l’un dell’altro per esistere.
Forse c’é la consapevolezza che niente cambierà mai in quello che scrivi e ne prendi amaramente atto. Anche quando tra 20 anni ci saranno altre formazioni con “ani” e “ini” o come era una volta tra “ani” e “isti”, la salsa sarà sempre la stessa.
Quello che risento, come lettore, è una tua malinconia di un tempo che fu. Evidentemente nessuna delle forze politiche ha sopravvissuto, questo non è sicuramente un bene, anche per come sono andate le cose, ma purtroppo è anche la realtà.
Quel livello di coscienza non ci sarà piu perché i tempi sono davvero cambiati, non credo ci possano essere personalità come una volta, perché la vita delle nuove generazioni è cambiata in modo radicale e irreversibile dal modo di vivere precedente. Noi siamo testimoni di questo passaggio, altri nati, vissuti e morti prima, hanno avuto gli stessi punti di riferimento che oggi per noi a cavallo, vacillano.
Quello pero’ che non condivido, attribuire ai due le stesse colpe, quando solo uno governa, non eletto, il Paese. I discorsi dei pentastellati magari sono terra terra, ma spesso mi ci riconosco e gli do consenso non perché sono “ini” contro gli “ani”, ma perché penso che abbiano ragione. Senza lo scudo di valori e formazioni di una volta, su quello posso darti assolutamente ragione.