• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Noi piccoli europei visti dal nuovo Brasil

di Fabrizio Binacchi | 1 Gennaio 2012

Facciamo manovre per tenere il veicolo Italia sulla carreggiata ma il problema è la strada che frana. Non c’è freno che tenga se cede la banchina. Di fronte al decennio della globalizzazione più intensa noi ci siamo fatti più etnocentrici, illusi di stare bene nel nostro orticello, che pensavamo riparato.

La notizia è che le economie di Brasile ed India ci scavalcheranno e ci spingeranno verso il decimo posto tra i paesi cosiddetti ricchi ed industrializzati del mondo. In buona compagnia con altri paesi europei ma sempre in là. Da anni ci diciamo che l’Europa così divisa non può andare avanti. Ma non abbiamo risolto niente. Divisioni continue e progetti incerti. Alcune grandi banche del mondo starebbero preparando i lori sistemi al ritorno di divise nazionali come lira, dracma e escudo. In America si dà per molto probabile una riduzione della zona euro. Facciamo manovre per tenere il veicolo Italia sulla carreggiata ma il problema non è (solo) il veicolo è la carreggiata che frana. Non c’è freno che tenga se cede la banchina. Perché siamo finiti così? Noi Italia, noi Europa, noi Occidente? Cerchiamo frammenti di risposte più o meno convenienti (o consapevoli) da economisti, politici, sociologi, psicologi, ci mancano maghi e oracoli e poi avremmo fatto bingo. Ci arrivano sensazioni di risposte, idee di spiegazioni, difficile ricevere e possedere una spiegazione che ci lasci soddisfatti. Forse perché cerchiamo spiegazioni fuori di noi e non nei nostri recinti culturali. Che ovviamente non sono cambiati rispetto alla rivoluzione generale, dei mercati, delle economie e dei geoclimi. Pare di poter dire che di fronte al decennio della globalizzazione più intensa noi ci siamo fatti più etnocentrici, illusi di stare bene nel nostro orticello, che pensavamo riparato. Ma il radicchio trevigiano, il pistacchio di Bronte  e il cotechino di Modena, per dire tre simboli, non bastano più. E’ cambiato il sistema-mondo. E noi non ce ne facciamo neanche un’idea. Sono cambiati produzione, distribuzione, consumi, mercati, filiere delle conoscenze, principi di sussidiarietà e teorie della scarsità e noi rischiamo di litigare per dieci farmacie.  A un convegno a Parma su territori e ricchezze locali il professor Francesco Daveri, allievo di Monti e docente di politica economica all’Unipr e Bocconi dice chiaramente: “Ci vuole coraggio per imboccare la strada della crescita scontentando anche le lobby”. Già, da quanto tempo. “E poi dobbiamo imparare ad internazionalizzarci” . Difficile persino da pronunciare. A un convegno a Bologna sull’internazionalizzazione (difficile da mettere anche in un titolo)  incontro Leo, uno studente brasiliano di 25 anni che fa un master da noi sull’economia dell’ambiente. Gli chiedo come ci vedono in Brasile noi europei ora? “Beh un po’ voltati al passato, risponde, e sempre così divisi”. Mica male, come immagine. Guardiamo indietro e litighiamo. E l’Italia? Come ci vivi,  che impressione ne hai tratto? “Ci vivo bene e qui sembrate tutti ricchi, poi però non mi spiego come mai anche voi italiani pensate solo come erano belli gli anni Sessanta e Ottanta e non al futuro?!” Al netto che Leo possa aver visto qualche programma tv sui migliori anni, la riflessione ci sta. Non sarà ancora un prof di economia ma questo studente brasiliano ci ha dato una bella pagella. Altro che compiti per casa. Nemesi post colonialista. Una volta andavamo noi in Brasile adesso saranno antropologi ed economisti del Brasile e dell’India a venire a studiare il “neo primitivismo” europeo?

“Non direi che siete tornati primitivi, risponde Leo, dovete solo riagganciarvi al treno del nuovo mondo”. Appunto.

Pubblicato in : CornerBlogTag: banche, bologna, brasile, europa, fini, globalizzazione, india, lira, zona euro

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti