• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Noi che… la provincia

di Fabrizio Binacchi | 8 Luglio 2013

Siamo più vicentini che veneti, siamo prima bresciani che lombardi, siamo prima pisani che toscani siamo prima catanesi che siciliani e via discorrendo

regioni-italia_lente1Diciamocelo francamente: l’idea di accorpare province a province vicine non aveva accontentato nessuno. Tagliarne alcune e lasciarne altre men che meno. A Mantova era sorto già il movimento “non moriremo cremonesi” in giro per l’Italia quelli di Pisa già cercavano ragioni profonde per non diventare livornesi e i senesi si chiedevano cosa mai avessero in comune con un vicino di strada. Insomma non si può cancellare sulla carta una storia che è innervata nelle generazioni italiche. La Consulta ha bocciato la legge sulla riduzione delle province per una motivazione ovviamente più tecnica giuridica ma di fatto ha riconosciuto una dato antropologico  e storico: che noi siamo prima comunali e provinciali e dopo semmai regionali, e mai macro regionali. Siamo più vicentini che veneti, siamo prima bresciani che lombardi, siamo prima pisani che toscani siamo prima catanesi che siciliani e via discorrendo. Le identità culturali che sono il vero nervo motore dell’identità territoriale passano ovviamente dalle province che sono quella dimensione intermedia e così calzante da noi tra la Regione, vista come un piccolo Stato, e il comune che è il nucleo minimo dell’aggregazione politico sociale. Con la sua decisione la Consulta ci offre l’occasione per ripensare un provvedimento che rischiava di fare più confusione che semplificazione. La semplificazione sulla carta non sempre corrisponde alla semplificazione nei fatti, nella vita quotidiana, negli atti politici. Noi che la …provincia. Chiariamo: un conto sono le identità provinciali e un conto sono gli organismi provinciali. Un contro l’appartenenza e un conto giunte e consigli. Si possono tenere le province farle funzionare senza oneri per consiglieri e assessori ad esempio con i collegi delle autonomie cioè fare dei sindaci i consiglieri provinciali senza pagarli. E’ una strada anche se non l’unica. Siamo sicuri che le nuove città metropolitane siano/saranno più funzionali e funzionanti delle vecchie province? Siamo sicuri che non ci sono altri capitoli del bilancio della pubblica amministrazione italiana da sfoltire  al posto dei vaghi risparmi che la soppressione di un po’ di province avrebbero assicurato? Siamo sciuri che fondere enti sia la vera semplificazione?  Siamo sicuri che ad esempio nella Sanità, ad esempio in alcune regioni, sia stata fatta tutta le verifica di spesa possibile in quanto a sprechi e doppioni? Siamo sicuri che non ci sono altri indirizzi tra gli ottocento miliardi del bilancio statale da cui cominciare un seria e non demagogica revisione della spesa? Mi viene in mente un pomeriggio sera passato in Valresia, Alto Friuli, in cui il sindaco mi spiegava la peculiarità culturale, linguistica, musicale, antropologica e in qualche modo anche relazionale dei resiani: ottocento abitanti otto varianti di lingua. Mi vengono in mente quelle borgate nelle valli dell’Alto Piemonte girate per Linea Verde dove 40 persone fanno una comunità viva a volte più di una metropoli. E quei paesi nel cuore della Sardegna che fanno cuore sociale ogni 5 chilometri. Noi che la provincia può essere una vera occasione per ripensare che Stato vogliamo e che articolazioni territoriali ci piacciono. Già perché i livelli di governo territoriali non devono essere solo utili ed efficienti ma devono anche piacerci. Sennò come ti clicchiamo in Facebook.. Più che giocare al risiko dei confini geografici sulle cartine si pensi ad un vero solido progetto di sviluppo delle competenze territoriali in cui certi macrocefalismi regionali lascino il posto a dinamiche evoluzioni provinciali o sovra comunali.

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti