“Io sto col treno della Cina!” La frase pronunciata da Romano Prodi a Vicenza provoca forti reazioni nel comparto pratese, dove Bertinotti terrà un comizio. Pubblichiamo la presa di posizione del Presidente di Difendere Prato, Francesco Perretta
Visto che sono stato invitato all’incontro di domani con Fausto Bertinotti, come presidente di “DIFENDERE PRATO” permettetemi esprimere una considerazione.
I problemi del distretto tessile pratese sono dovuti in gran parte all’entrata repentina e sregolata sui mercati della Cina. Siamo fortemente critici sull’ideologia di liberismo e mondializzazione, di mercatismo a tutti i costi senza valutare le conseguenze sulle società, sui popoli, sulle persone.
Crediamo in particolare che certe dinamiche andrebbero gestite con maggiore gradualità e prudenza, in particolare nei confronti di un regime dittatoriale come quello cinese, la cui economia è basata spregiudicatamente sul dumping sociale, ambientale, finanziario.
In quest’ottica sarebbe assurdo non sottolineare che la commissione europea guidata da Prodi, con maggioranza di sinistra, ha condotto le trattative e ha poi permesso l’ingresso della Cina nel WTO, senza pretendere quelle basi necessarie di reciprocità che sarebbero state necessarie, sacrificando interi comparti produttivi (in particolare il settore tessile-abbigliamento che è la quarta colonna dell’economia italiana), a vantaggio dei grandi gruppi economici e della GDO che a quanto pare tengono in ostaggio un’euroburocrazia che non risponde a nessun mandato popolare. Recentemente Prodi ha voluto ribadire (al convegno di Confindustria a Vicenza) la propria posizione dichiarando “io sto sul treno della Cina”. Per questi ed altri motivi NON POSSIAMO SOSTENERE PRODI E LA SUA COALIZIONE. Chiaramente ometto in questa e-mail le considerazioni circa lo stato di illegalità e sfruttamento che riguardano la presenza degli opifici cinesi sul territorio pratese. Anche in questo caso però le istituzioni locali di sinistra hanno fatto ben poco. Quanti sono stati i controlli promossi direttamente dalle amministrazioni locali? Quante volte il nostro sindaco ha alzato la voce per davvero? E certi industriali (non tutti) preoccupati più dei propri interessi che del futuro della nostra città? A Voi le considerazioni.
P.S. Resta inteso che la nostra non è una posizione pregiudiziale contro la sinistra ma contro il suo candidato premier!
Grazie per l’attenzione.
www.difendereprato.it
Dott. Francesco Perretta.

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