Brevemente perché, a furia di ripetermi, ho abbondantemente superato la linea di confine della noia (per me e per gli altri), ma non vorrei essere accusato di reticenza. Il PS ha fatto dannare me e tutti coloro che avevano puntato su uno scatto di orgoglio e di intelligenza dei gruppi dirigenti dei vari partitini socialisti. Macchè, lo avete visto tutti: Boselli e lo SDI, forti del loro uno e passa per cento e soprattutto dei mezzi finanziari derivanti dai “rimborsi” delle passate elezioni politiche, europee e regionali, hanno fatto i duri. Gli altri, nuovo PSI, socialisti bobocraxiani e di Zavettieri, angius-spiniani hanno accettato il gioco, paghi dell’acquisita rappresentanza nel vertice della Costituente socialista. Veltroni li ha mandati a spagliare, e i duri che più duri non si può si sono ritrovati nudi alla meta: senza uno straccio di strategia di ricambio. Li voto per mancanza di alternative e nella speranza che possano raggiungere uno quota di voti tale da mettere in difficoltà Veltroni che cinicamente ha colto l’occasione propizia per strozzarli. E li voto nella consapevolezza che il finanziamento che si guadagneranno, pur senza rappresentanza parlamentare, si ritorcerà contro tutti noi che speriamo in un nuovo soggetto laico, liberale e socialista perché consentirà ai responsabili di tanti errori di restare attaccati ai loro sgabelli.
Li voto alla Camera. Perché al Senato non sento ragioni. Il voto è per il laicissimo Lorenzo Conti, candidato nella cattolicissima UDC, apertamente allineata ai vescovi italiani (perché, invece, il PD e il PDL?). E non è una scelta affettiva, dovuta all’amicizia con il padre Lando Conti, di cui sono stato tanti anni fa collega di giunta al Comune di Firenze. Pensando al quale, certo, emozione e turbamento sempre mi assalgono. No, il mio voto al Senato per l’UDC è razionale: questo partito, al pari della cosa rossa, cercherà di mettere i bastoni tra le gambe dei diarchi Veltroni e Berlusconi. Certo, lo farà per salvare se stesso. Ma che importa, se la cosa giova anche a noi?
Nicola Cariglia

Non so, ma se qualche mese fa tagliando con tutte le Bertinoro vecchie e future e con le incontinenze socialiste, fosse stata buttata giù in fretta e furia una lista del tipo “LAICI PER FIRENZE E LA TOSCANA”, con Conti alla Camera e tu, Cariglia, o tu, Scarlino, al senato, non sarebbe stato meglio? Non sarebbe stata l’occasione per sfruttare il malcontento della sinistra in Toscana, di cui beneficerà solo l’Arcobaleno? E non sarebbe stata l’occasione per contarci anche in caso negativo, anziché restare a questo eterno fantasma dei 101? A me l’idea di contrastare in modo paritetico PD e PDL sembra già sbagliata perché l’Italia sta appena uscendo boccheggiante da mezzo secolo di sinistrume. Che poi il contrasto debba darsi votando UDC sembra cosa molto stramba e legata a strategie inconsistenti nei fatti. M.S.
Non era mia intenzione creare fraintendimento.
Nella fretta ho scritto qualcosa che potrebbe effettivamente leggersi in modo distorto quando, da un’attenta lettura, è evidente l’intenzione di voto al PS da parte dell’interessato.
Volevo dire, e preciso, che mi spiazza, mi sorprende, suscita la mia attenzione, il voto di Cariglia per il “PS” alla Camera nella motivazione.
Perché dalla stessa c’è una lettura non con una motivazione sentimentale, come ne sto riscontrando tante, ma ha una diversa motivazione su cui, ho aggiunto, ho voglia di discuterne con lo stesso Cariglia non ora, ma dopo il voto.
Non so se Gino sta scherzando. Comunque, per evitare fraintendimanti da parte di chi leggesse il suo commento e non la mia dichiarazione di voto, in essa c’è chiaramente scritto che voto PS alla Camera e UDC al Senato. I motivi, chi fosse curioso, se li vada a leggere qua sopra. (n. c.)
Caro Nicola,
al Senato non sentire gli altri, ma senti una persona che Ti ha sempre voluto bene e stimato anche se a volte Ti fa incazzare: vota Lorenzo Conti che è un buon investimento. Se Ti prende qualche dubbio pensa che anche Gino Di Maro Lo voterebbe di corsa, ma purtroppo vota in Lombardia.
Mi spiazzi alla Camera non perchè hai abbondantemente superato la linea di confine della noia, ma perchè non voti “PS” come tanti sentimentalisti controproducenti. Argomenterò con Te di questo voto dopo il 14 aprile.