
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato la decisione di occupare totalmente la Striscia di Gaza, comprese le aree in cui sono tenuti gli ostaggi e ha trasmesso il messaggio al Capo di Stato Maggiore: “se non gli va bene, allora dovrebbe dimettersi”. Lo riportano i media israeliani. Alti funzionari dell’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu hanno dichiarato che “la tregua è stata rotta, occuperemo completamente la Striscia di Gaza”. Lo riporta Ynet. I funzionari hanno aggiunto che “ci saranno anche attività nelle aree in cui sono tenuti gli ostaggi”. L’Onu non ha voluto commentare direttamente le parole pronunciate durante il viaggio privato dello speaker del Congresso americano Mike Johnson in Cisgiordania, ma ha ribadito che gli insediamenti dei coloni “sono illegali”. Lo ha detto il portavoce Farhan Haq, rispondendo alle domande dei giornalisti, che chiedevano un commento alla dichiarazione di Johnson, secondo il quale Samaria – così viene chiamata la Cisgiordania da Israele – è “terra promessa al popolo ebraico e appartiene a loro per diritto”. Il portavoce del governo giordano, Mohammad Al-Momani, ha denunciato “attacchi” da parte di israeliani ai camion che trasportano aiuti umanitari dalla Giordania verso la Striscia di Gaza, per impedire loro di raggiungere l’enclave. Secondo Momani, diversi camion sono stati costretti a tornare indietro ieri dopo essere stati aggrediti in Israele. Alcuni degli attacchi inoltre hanno provocato feriti. Al-Momani ha chiesto a Israele di intervenire con urgenza per prevenire questi incidenti, riporta l’agenzia Petra. L’amministrazione Trump negherà gli aiuti federali per le calamità naturali agli stati e alle città del paese che boicottano le aziende israeliane. E’ quanto riferiscono il ‘New York Times’ e ‘Newsweek’ che citano Reuters. Negli avvisi pubblicati venerdì, la Federal Emergency Management Agency, afferma che i richiedenti – per continuare a beneficiare dell’assistenza – devono rispettare i suoi “termini e condizioni”. “Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dato al primo ministro Benyamin Netanyahu il via libera per lanciare un’operazione militare contro Hamas. Israele e Washington concordano che Hamas non voglia un accordo”. Lo riferisce Ynet. Le Forze democratiche siriane (Fds), milizie a guida curda, si sono scontrate con le forze governative siriane nel nord della Siria ieri mattina. Lo hanno dichiarato le Fds in una nota, attribuendo a Damasco la responsabilità dell’aggressione. Fazioni affiliate al governo provvisorio siriano “hanno lanciato un attacco contro quattro delle nostre posizioni” a Deir Hafer, nella provincia di Aleppo, hanno detto le milizie sostenute dagli Stati Uniti. L’accordo, che è rimasto in gran parte bloccato negli ultimi mesi, include anche un cessate il fuoco a livello nazionale e prevede il ritorno dei siriani sfollati nelle loro città d’origine. I nuovi attacchi, tuttavia, stanno mettendo a rischio lo storico accordo di integrazione tra Damasco e l’amministrazione curda del nord-est della Siria (Rojava). Hamas è aperto a negoziare un accordo sulla risoluzione globale del conflitto nella Striscia di Gaza e sul rilascio di tutti gli ostaggi israeliani detenuti nell’enclave. A scriverne è il quotidiano emiratino The National, citando sue fonti. “Hamas è aperto a negoziare un accordo globale per Gaza che porrebbe fine alla guerra nell’enclave palestinese e libererebbe tutti gli ostaggi detenuti”, riferisce l’articolo secondo cui gli Stati Uniti stanno discutendo la bozza del documento con Israele e con mediatori del Qatar e dell’Egitto. “L’Ue agisca immediatamente affinché sia ripristinato l’accesso agli aiuti a Gaza”. A chiederlo è un gruppo di funzionari europei in una lettera indirizzata alla presidente della Commissione Ursula von derLeyen e all’Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera KajaKallas. L’Ue ha sempre aspirato a essere un difensore globale dei diritti umani. Il vice ministro degli Esteri Iraniano, Kazem Gharibabadi, ha affermato che nonostante le sanzioni l’Iran è in grado di vendere petrolio e che l’economia del Paese non dovrebbe dipendere dai negoziati con gli Stati Uniti. “Siamo attualmente sotto sanzioni, ma continuiamo a svolgere le nostre attività economiche e commerciali e a vendere il nostro petrolio. Talvolta un caso si chiude perché merita chiuderlo. E le speculazioni…
Giuseppe Basilico

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