
Tutta una serie di dati in rosso ha caratterizzato la ripresa della sessione europea ieri, con i Pmi dei servizi e composite che sono usciti in negativo per l’intera Eurozona, ma anche i vari paesi presi singolarmente. Spagna, Francia, Italia e Germania hanno visto numeri in peggioramento, segno che comunque il rialzo dei tassi comincia a fare effetto sulle previsioni di crescita delle diverse economie nel vecchio continente. Nel pomeriggio di ieri poi sono usciti i dati sugli ordini all’industria statunitensi, aumentati dello 0.3% su base mensile, al di sotto del consensus di +0.8%. La domanda di trasporti ha tenuto con un +3.8% trainata soprattutto da aerei, navi e imbarcazioni. In crescita anche la domanda di apparecchiature elettroniche ed elettrodomestici. Gli ordini di beni durevoli sono usciti invece migliori del consensus a +1.8% così come il dato core, anch’esso migliore delle attese a +0.7%. In serata poi sono usciti i verbali della Fed dell’ultima riunione, in cui si legge che alcuni membri del Fomc avrebbero voluto un rialzo di 25 punti base. Nella relazione si legge anche che la Fed si aspetta una lieve recessione, che probabilmente arriverà prima della fine dell’anno in corso. I rischi, per i banchieri centrali Usa, sono ancora orientati verso una inflazione eccessivamente alta ed è per tale ragione che il board continuerà a monitorare l’andamento dei prezzi e rimarrà vigile e orientato, almeno per ora, ad un atteggiamento hawkish verso il costo del denaro.
AZIONARIO.
Ieri, i listini americani hanno perso qualcosa, con chiusure leggermente negative. Il Dow Jones ha ceduto lo 0.38%, il Nasdaq lo 0.18% e l’S&P 500 lo 0.20%. Le peggiori performance sono arrivate dai settori dell’industria e della tecnologia. La ragione principale ovviamente deriva dai verbali di una Fed ancora rialzista sui tassi, cosicchè chi investe in azioni preferisce in questo momento l’attesa piuttosto che esporsi al rialzo e predomina un certo timore che però non si traduce in risk off che non si vede se osserviamo l’indice Vix, appena sopra i 14 punti, oppure l’indice fear and greed che addirittura si trova a 80, in condizione di estrema avidità, che significa pieno appetito al rischio o risk on. Nella notte i mercati asiatici sono scesi, in conseguenza all’andamento di Wall Street, tra cui gli indici Giapponese, Australiano, di Hong Kong e della Corea del Sud. Sul fronte dati segnaliamo la bilancia commerciale australiana, uscita questa notte con un surplus di quasi 12 miliardi di Aud, dai 10.45 del mese di aprile. Le spedizioni sono cresciute del 4.4% a 57.8 miliardi, trainate dall’oro, con un aumento dell’export verso la Cina, principale partner commerciale, del 9%.
VALUTE.
Rimangono per ora nel trading range, le principali coppie valutarie, anche se nelle ultime ore, sta prevalendo una certa forza di dollaro, che ritorna valuta rifugio ogniqualvolta la tensione o i timori verso un futuro caratterizzato da recessione, riemergono tra gli operatori e investitori. Difficile fare previsioni perché in questo momento rappresentano un azzardo, ma la sensazione che il peggio debba ancora venire in termini di risk off, c’è e probabilmente l’autunno potrebbe essere il momento in cui queste forze potrebbero scatenarsi. Il UsdJpy questa notte ha iniziato a correggere scendendo sotto quota 144.00 e arrivando sul primo supporto chiave, a 143.80. E’ anche l’unico dollaro, diciamo così, ad essersi indebolito, per effetto del ritorno dello Jpy da eccessi di debolezza, dai timori di intervento della Boj e dalla caratteristica di asset rifugio che, relativamente allo Jpy è latente e non è mai svanita. La rottura di 143.70 80 potrebbe spingere i prezzi in area 142.90 00 inizialmente. L’EurUsd intanto è scivolato sul supporto a 1.0840, ma ci sono altre aree a 1.0810 e 1.0760. Al rialzo, solo il ritorno sopra 1.1010 20 area sarebbe impulsivo. Il Cable tiene ancora quota 1.2700 per effetto di una EurGbp debolissima a ridosso di 0.8520, supporto chiave. Oceaniche che tengono meglio dell’Euro in questa fase, anche se restano in bilico vicino ai primi supporti chiave. Attenzione ai dati, perché oggi è giorno di Adp statunitense e aumenta quasi certamente la volatilità.
Saverio Berlinzani

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