Primo incontro a casa sua in Toscana per il neo presidente dei liberaldemocratici europei (LDE) l’imprenditore ed ex parlamentare di lungo corso, Andrea Marcucci. Personaggio a volte “fuori posto” nello scenario politico standard italiano, tanto da aver affermato più volte nel corso degli anni, di fare politica per pura passione. Una locuzione dai vaghi richiami eresiaci alle nostre latitudini.
Dal Partito Liberale della Prima Repubblica, al PD di cui è stato fondatore ed elemento di rilievo, fino alla recente porta sbattuta dopo l’elezione a segretaria di Elly Schlein. Una passione che fino ad oggi lo ha portato lontano, a quanto pare.
Anche se la seconda quindicina di luglio non è solitamente periodo adatto a riunioni politiche di una certa rilevanza, il fresco panorama della collina di Montecarlo (quello di Lucca) ha dato il via alla nuova formazione che va a rafforzare il Terzo Polo, con l’obiettivo assieme a +Europa di Magi e Della Vedova, di costruire in Italia una forza omologa al partito di Macron, dentro Renew Europe.
In platea un assortito parterre di svariata provenienza, da qualche radicale e liberale di antica forgia, a soggetti già dentro Italia Viva o Azione, ai più numerosi che sono gli ex PD.
Al termine della riunione, Marcucci ci ha rilasciato questa intervista in esclusiva.

Dunque Marcucci LDE sarà la terza o quarta gamba del progetto italiano di Renew Europe?
Non è nostra intenzione fare nessuna gamba di ipotetici tavolini, semplicemente esiste in Italia la necessità di rappresentare un’area politica ben precisa che è quella lib-dem e di conseguenza manca una formazione che non si appresti soltanto per la scadenza europea ormai imminente, ma che intenda rappresentare nel paese proprio la mancanza di una cultura politica certamente storica quanto attuale, perché c’è bisogno più che mai del pensiero liberal-democratico, e abbiamo l’ambizione casomai di dare gambe a questa esigenza concreta.
La causa di forza maggiore delle elezioni europee riuscirà finalmente a mettere d’accordo Renzi e Calenda?
La legge elettorale delle europee penalizza notoriamente i piccoli partiti grazie alla soglia di sbarramento al 4%. Certamente questo obbliga ad una riflessione. Tutti i sondaggi stanno evidenziando che tra Azione, IV e +Europa c’è un bacino elettorale del 10% ma da soli non porterebbero all’elezione di nessun parlamentare europeo. In una fase assai delicata per l’Europa, una fase in cui i sovranisti cercano di spingere e cambiare l’Europa alla radice e di trasformarla in negativo.
Sarebbe una responsabilità gravissima indebolire le forze realmente europeiste come quella liberaldemocratica, a favore dei sovranisti, quindi bisogna fare di tutto per unirci, per essere presenti e per avere la delegazione più ampia possibile. In modo che possa difendere gli interessi dell’italia e le nostre idee.
Con +Europa come sta andando il progetto di riunire liberali e riformisti e quella che un tempo si chiamava l’area laica?
Io provengo dalla c.d. “area laica” perché la mia prima esperienza parlamentare e la mia militanza in gioventù, fino a che è esistito, è stata col Partito Liberale Italiano. Con +Europa ci uniscono sicuramente tante idee comuni e tante battaglie sui diritti civili, fatte in Parlamento e nel paese, con l’evoluzione positiva che c’è stata nelle normative adottate.
Ora ci deve unire l’esigenza di difendere queste conquiste e di farne altre. E il sovranismo e la destra che governano adesso l’Italia e che vorrebbero governare l’Europa, stanno mettendo a rischio le lotte per i diritti che invece ci dovrebbero come europei, accomunare. Quindi, anche per questi motivi, ritengo che un dialogo con + Europa sia semplice e naturale.
Marcucci, secondo lei che è stato fondatore e capogruppo in Senato del PD, dove sta andando il suo ex partito? La Schlein, gliela fa?
La Schlein ha fatto una scelta precisa, quella di posizionare il PD molto a sinistra, di mettersi in competizione dentro lo stesso bacino elettorale dei 5 Stelle, solo che questa alleanza non porterà mai al governo del Paese. Non ci sono i numeri e le condizioni, è un grande peccato, lo dico con un forte rammarico. Però devo anche aggiungere che, per il PD potrebbe essere l’occasione di acquistare nuovamente forza e ridimensionare il movimento di Conte. Poi vedremo strada facendo, se ci saranno le condizioni per ristabilire un dialogo, mi auguro di sì. Certamente il PD odierno, è per molti versi irriconoscibile, non è più quello delle origini, non è quello voluto da Veltroni, non è quello in cui abbiamo creduto in tanti anni.

Tema giustizia: come sta valutando l’attività del Guardasigilli?
Nordio è un uomo che nasce nella cultura liberale, nella cultura dei diritti, e anche per i lunghi anni in cui è stato magistrato con grandi responsabilità, si è sempre distinto dalle ondate di una certa magistratura giustizialista, e per certi versi pericolosa per la democrazia. Oggi la sua azione però, è indebolita fortemente da un governo e da una maggioranza di destra sovranista, che in realtà non crede nei diritti, non crede nelle garanzie e che tendenzialmente è giustizialista. Quindi la domanda è che ci sta a fare?
Che tipo di opposizione farà LDE al governo Meloni? Secondo lei saranno capaci di mettere a frutto con investimenti oculati, i fondi del PNRR?
Il governo Meloni sul PNRR sta avendo molte difficoltà, molte incertezze, ha voluto cambiare la governance e rischia un grave fallimento. Detto questo, la Meloni a livello europeo ha assunto posizioni opposte a quelle sbandierate in campagna elettorale, credo che sia un bene per l’Europa, e anche un bene per l’Italia, ma certifica che nei lunghi mesi di campagna elettorale, ha cosparso il Paese di tante bugie e di tante promesse difficili da realizzare. Poi una volta entrata a Palazzo Chigi, ha fatto un bagno di realismo. Ma troppo spesso emerge, sia attraverso lei stessa, che attraverso le figure con le quali giocoforza si è circondata nelle stanze del potere, questo revanchismo di destra, sovranista e autoritario, che non rispetta i più deboli e non rispetta i diritti di libertà.
Ultima domanda per quelli più appassionati di cultura e di storia della politica: Ci vuol citare i nomi di alcuni membri di un ipotetico Pantheon dei liberaldemocratici?
Sicuramente Piero Gobetti con la sua “Rivoluzione Liberale” un testo che tutti dovrebbero leggere, per comprendere che cosa fu la destra fascista italiana, la sua genesi, il suo atteggiamento violento contro chi anelava alla libertà e alla giustizia sociale. Giovanni Amendola, un’altro dei più noti oppositori del fascismo, deputato, docente universitario e giornalista, liberaldemocratico autentico, bastonato a morte da una squadraccia proprio da queste parti, vicino Montecatini, poco oltre l’incrocio della Colonna di Monsummano. Dopodiché un posto importante ce l’hanno senz’altro altri tre grandi intellettuali come Benedetto Croce, caposcuola del pensiero liberale, conosciuto e studiato in tutto il mondo; e i primi due presidenti della Repubblica, Enrico De Nicola e Luigi Einaudi, personalità che certo hanno contribuito largamente al progresso del Paese, cambiandolo indubbiamente in meglio.
Alessandro Silvestri

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