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Nencini: “Ecco il perché della Casa italiana dei riformisti e dei democratici”

di Giampiero Marrazzo | 11 Giugno 2012

“E’ una proposta rivolta sia ai partiti che si muovono nel campo del socialismo europeo che a liste civiche di taglio nazionale e a movimenti di cultura laica e democratica oggi senza partito“. Conversazione con il direttore all’ Avantionline.it. 

Il vento che arriva dall’Europa è evidente. Il cambiamento che i cittadini chiedono al sistema politico italiano altrettanto. La disaffezione nei confronti delle istituzioni, l’antipolitca che prende piede sull’emotività di persone che galleggiano tra una crisi economica che sembra non avere fine e un governo che non risponde alle esigenze per le quali era stato chiamato a governare. Si è passati da politica del rigore ad una di crescita da un giorno all’altro, pare più esigenza mediatica che non per una reale presa di coscienza dei fattori endogeni che hanno congestionato il nostro Paese. Ed è in questo panorama, nello scenario in cui l’Italia sembra essere ormai impantanata, che diventa ogni giorno più reale considerare e concretizzare proposte politiche tangibili e funzionali per il futuro dell’Italia. In quest’ottica s’inserisce la proposta politica del s! egretario nazionale del Partito Socialista Italiano Riccardo Nencini: la realizzazione di una “Casa dei riformisti e dei democratici”.

“La ‘Casa italiana dei riformisti e dei democratici’ è la proposta avanzata dai socialisti per formare una credibile alleanza di governo. Sufficientemente forte da vincere le elezioni politiche. Sufficientemente coesa da poter governare per cinque anni l’Italia”. Con queste parole il segretario Nencini spiega il progetto lanciato ormai da diverse settimane e approvato dalla Direzione nazionale del partito socialista, che si è riunito il 30 maggio scorso a Roma. “E’ una proposta rivolta sia ai partiti che si muovono nel campo del socialismo europeo e ne condividono le linee programmatiche portanti che a liste civiche di taglio nazionale e a movimenti di cultura laica e democratica oggi senza partito”, sottolinea il segretario.

Sembra naturale che fermandosi ad osservare come l’Europa si sia mossa politicamente, a partire dalla lezione che il candidato socialista Hollande ha impartito al presidente uscente Sarkozy, il centrosinistra italiano dovrebbe – una volta per tutte – rendersi conto di quanto il socialismo sia divenuto sinonimo di prospettive reali su cui fondare basi solide per il futuro anche del nostro Paese. Ed è in questo contesto che la visione della “Casa” proposta dai socialisti trova la sua naturale realizzazione, nel teorema politico che propone, partendo dal socialismo riformista, un’unione per governare coesi nell’interesse dei cittadini, non l’ennesimo accordo politico di cui il Paese non saprebbe che farsene.

Continuando nella riflessione con Nencini risulta evidente che la proposta che i socialisti hanno elaborato sia “tesa a tenere aperto un confronto con quelle componenti del mondo cattolico democratico che guardano con interesse a un profondo cambiamento figlio del merito e dell’equità, di una maggiore giustizia sociale e della necessaria sobrietà. E’ la proposta della quale ho parlato al vertice del Pse la scorsa settimana a Bruxelles trovando il sostegno dei nostri compagni europei. E’ la proposta fatta a Genova nella prima delle celebrazioni del 120° del partito, oltre un mese fa, quando tutti parlavano di nuova legge elettorale e basta. E’ la proposta che dobbiamo corredare con un programma minimo”.

A questo punto il progetto è chiaro: proposte concrete per un momento difficile, in cui il margine d’errore sembra essere assai basso e lo spazio di manovra ancora più esiguo. E’ per questo che le priorità del Partito debbano essere chiare, così come spiegato da Nencini: “Per i socialisti sono cinque le priorità: lotta all’evasione fiscale, patrimoniale sulle grandi ricchezze e tassazione delle transazioni finanziarie per poter abbattere la pressione fiscale sui redditi fissi e sulle imprese e rilanciare la crescita; investimenti nel mondo della conoscenza: scuola e formazione; tutela del mondo del lavoro precario; profonda riforma istituzionale, taglio a indennità e modifica vitalizi nelle regioni, regolamentazione art. 49 della Carta; diritti di terza generazione: tutela e riconoscimento famiglie, parità di genere, registro testamento biologico. E’ la propos! ta – conclude Nencini – che segreteria e direzione nazionale hanno approvato con una maggioranza larghissima. E’ la proposta che hanno condiviso compagni che tornano con noi, da Tiziana Parenti a Antonio Guidi a Pietro Larizza e a molti altri”.

Pubblicato in : Primo piano

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