
Ma nell’enciclopedia ipotetica dal titolo “Questi mantovani sono dappertutto” troviamo altre sorprese, sempre nel mondo delle istituzioni e dell’economia. Ad esempio quando si farà la storia degli ultimi sindaci di Bologna si dovrà spiegare questo mistero padano: come mai vengono dalla Lombardia a guidare il capoluogo dell’Emilia? E’ accaduto nel caso del cremonese Sergio Cofferati, diventato sindaco di Bologna nel 2004 dopo il bolognesissimo Guazza e potrebbe accadere tra tre mesi (molti dicono che sia quasi scontato) con il candidato sindaco del Pd Flavio Del Bono, sabbionetano d’origine. Peraltro Del Bono, professore di economia, non è certo nuovo alla politica e alle istituzioni bolognesi avendo fatto l’assessore al Comune proprio di Bologna e il vicepresidente della Regione Emilia Romagna, ma quando ci si candida a sindaco tutte le radici vengon fuori. E per un po’ di tempo ha tenuto banco sui giornali questo singolare caso di primi cittadini lombardi (avvenuti e potenziali) per la grassa e la dotta. Anche perché le coincidenze non mancano. Pochi sanno anche di un ‘altra mantovana con carriera tutta in Emilia e a Bologna: è tutta mantovana anche se con esperienze Ervet modenesi, anche la presidente dell’Aeroporto di Bologna Giuseppina Gualtieri, già direttore generale di Promo Bologna. Insomma anche solo a guardare due o tre settori come enti ed economia trovi mantovani…a comandare. Se poi si apre il fascicolo università, sport, cucina, giornalismo, missionari, beh altro che giornali qui ci vorrebbe una intera enciclopedia. C’è sempre qualcuno che legge volentieri di conterranei in azione altrove -diceva sempre il mitico Dall’Ara in servizio permanente effettivo al desk- , perché c’è l’effetto identità e riconoscimento. Come quello lì che quando ha letto che il mantovano Albino Longhi era diventato direttore del Tg1 si disse tra se e se un giorno di aprile del 1988: perché non provarci. E dopo un anno era là a condurre Tg1 Mattina e poi 13 e 30. Ma questa è un’altra storia. Mantovana e non. Di un altro secolo.
Fabrizio Binacchi

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