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Nel mercato il denaro è chiave o piede di porco?

C’è il serio rischio che passando dal Baratto al Mercato, l’umanità abbia fatto un passo e mezzo nell’abisso, perché ha eletto a tiranni assoluti dell’umanità, non i possessori di cultura e quindi di idee intelligenti in funzione del bene comune, ma solo i possessori di denaro. E col denaro, “chiave universale del mercato”, a parte i santi del quadro, si compra tutto.

di Franco Luceri | 25 Novembre 2022

Ogni essere umano abile al lavoro produce o vende beni, o rende servizi, per procurarsi il denaro necessario a comprare da altri almeno ciò che gli è indispensabile per vivere. E tutti i guai che oggi affliggono il genere umano, forse sono iniziati cambiando forma di scambio: da baratto a mercato.

Da quel momento tutti gli esseri umani per procurarsi di che vivere, sono costretti a produrre beni o rendere servizi utili o graditi a chi, avendo potere finanziario, è liberissimo di accettare o rifiutare lo scambio merce o servizio contro denaro.

Quindi non è più chi ha fame, ma chi dispone di denaro a condizionare la qualità e la quantità della produzione di beni e servizi. Chi ha fame, perché non lavora e non ha denaro, può solo sperare di vivere degli avanzi altrui. E oggi in Italia, (finché dura?) di reddito di cittadinanza, altrimenti o ruba o muore.

Un ristoratore non produce cibo per chi ha fame, ma per chi dopo mangiato è in grado di pagare il conto. E se lascia pure la mancia, è doppiamente gradito e riverito.

C’è il serio rischio che passando dal Baratto al Mercato, l’umanità abbia fatto un passo e mezzo nell’abisso, perché ha eletto a tiranni assoluti dell’umanità, non i possessori di cultura e quindi di idee intelligenti in funzione del bene comune, ma solo i possessori di denaro. E col denaro, “chiave universale del mercato”, a parte i santi del quadro, si compra tutto.
Se qualcuno si propone da filantropo senza portafoglio, per alleviare la fame dei poveri o proteggere i deboli e gli indifesi di tutte le razze, con i soldi dei ricchi, sta abusando della credulità popolare da grandissimo truffatore.

Lui lavora per prostituirsi al soggetto più danaroso disponibile, magari amministratore di multinazionale o super banchiere.

Questa è la ragione per cui, fatte salve rare e illustrissime eccezioni che non mancano mai in ogni angolo del pianeta, gli intellettuali sono condannati a sfornare genialissime idee produttive per banchieri e multinazionali, ma mai uno straccio di idea perequativa capace di alleviare la fame dei miliardi di poveri che popolano il pianeta, ridistribuendo la ricchezza dei Paperoni trilionari sottratta ai poveri per appropriazione legalizzata. (Vedi caro gas e caro bollette che ci sta ripulendo prima della guerra in Ucraina). Mentre in Italia il reddito di cittadinanza e già entrato in coma irreversibile.
Se un economista, per proteggere la classe media da rischio impoverimento, andasse da un banchiere a vendergli un’idea perequativa che salva i poveri a spese dei ricchi lo prenderebbero a pomodori e uova marce in faccia.
Questa è la ragione per cui oggi il mondo della cultura produce più catastrofi che soluzioni per l’umanità. Perché nessun intellettuale può sognarsi di introdurre nel sistema sociale idee che non facciano da volano a l’accumulazione della ricchezza dei ricchi a danno dei poveri o del fisco, e quindi dell’intera collettività onesta che non può sottrarsi al dovere contributivo.

Né può sottrarre la classe media all’impoverimento in caso di calamità, carestia, epidemia o guerra, come sta succedendo adesso in tutto l’occidente Italia in primis. Perché la ricchezza posseduta dalla classe media viene usata, (come nella attuale economia di guerra) da ciambella di salvataggio per i lupi del mercato e della finanza.
Quindi, per salvare l’umanità, gli intellettuali che sono alla sorgente del sapere, del progresso e della civiltà umana, dovrebbero tenersi a rispettosa distanza dagli operatori rapaci del mercato.

Dovrebbero farsi finanziare direttamente dai cittadini che hanno bisogno di giustizia, se hanno ragione di fidarsi della onestà intellettuale di chi offre il proprio servizio ai poveri bisognosi, per non prostituirsi ai ricchi voraci.

Mezzo secolo fa, c’era ancora qualche professore o professionista che accettava di essere retribuito o ringraziato in natura, con forme elementari di baratto: dai contadini accettava olio, vino, legumi, verdure, frutti di stagione e qualche pollo ruspante; dai pescatori il pesce fresco; dai pastori ricotta, formaggio o l’agnello a Natale; e dai boscaioli la legna per il camino o il carbone per l’arrosto.

Ma su quello che oggi pretendono saggi, ricchi e potenti onesti fino alla lira e non oltre, meglio stendere un velo pietoso.

Che futuro potrà mai avere un popolo con lavoratori condannati alla precarietà e allo sfruttamento; intellettuali che nella burocrazia e nelle professioni si offrono da utili idioti o si vendono al miglior offerente, e una élite finanziaria e industriale tanto cannibalesca da ridurre i governanti in governati, piegando i poteri dello Stato a proprio esclusivo vantaggio e a danno della collettività?

Una risposta a questo rompicapo mi sembra abbastanza pertinente. 

Ma fate voi !!!

Franco Luceri

Pubblicato in : EditorialeTag: contadini, finanziaria, fisco, futuro, italia, lavoro, lira, mercato, mondo, natale, natura, scambio, soldi

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Carlo Patrizi

    27 Novembre 2022 alle 23:00

    .Egregio Sig. Luceri, forse Lei non lo sa, ma le sue posizioni sono molto simili a quelle del movimento della tanto vituperata decrescita di cui si sa poco o niente. Le sarà utile dare un’occhiata, per esempio, al sito http://www.decrescita.it o leggere qualcosa di Latouche o Jason Hikel. Poi mi saprà dire.
    Un cordiale saluto

    Rispondi
    • Franco Luceri

      1 Dicembre 2022 alle 20:08

      Grazie avvocato Patrizi vedrò di colmare questa lacuna leggendo Latouche e visitando il sito che mi ha indicato.
      Un cordiale saluto

      Rispondi

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