
Caro Direttore (3), sicuramente ricorderai che nella primavera del 1976 l’Italia andò al voto anticipato ed i risultati per la Dc furono pesanti. Infatti, la Dc ebbe il 38,71%, il Pci toccò il 34,37%, il Psi il 9,64% e il Msi il 6,10% a seguire tutti gli altri. Ormai i comunisti erano ad un’incollatura e a quel punto Berlinguer alzò l’asticella dei rapporti con gli Stati Uniti.
La testimonianza dello stretto rapporto fra gli USA e il Pci viene da un’autorevole fonte interna di Botteghe Oscure: Luciano Barca che nelle sue “Cronache dall’interno del vertice del Pci”, dimostrò inequivocabilmente il reale rapporto con l’intelligence USA oltre a quello con la Gran Bretagna gestito precedentemente tramite Renato Mieli. Prima del 1975 ha sostenuto il professor Silvio Pons, era stato solo Sergio Segre quale esponente del Pci ammesso ad avere rapporti con l’ambasciata americana una posizione di prestigio per i conferenzieri della Yale University. A tal riguardo va ricordato che Segre era stato nominato capo della Segreteria Politica di Luigi Longo che, nel settembre 1964, era succeduto a Togliatti. Poiché gli incontri cominciarono ad essere frequenti e cadenzati periodicamente entrando con maggior forza sempre più in questioni di alto profilo politico Berlinguer decise di porre a Martin Wenick, numero uno della CIA a Roma, la loro esigenza di incontrarsi con Giancarlo Pajetta membro della Segreteria nazionale e facente funzione di “ministro degli Esteri del Pci”, oltre al fatto che Pajetta voleva significare sezioni del Pci, comizi, palchetto su un camion su cui arringare contro il capitalismo, la diffusione dell’Unità oltre all’irrisione dell’avversario e tavolette dei banchi della Camera divelte e scagliate contro il “nemico” di turno.
L’8 luglio del 1975 avvenne lo storico incontro con un membro della segreteria comunista, con queste parole Luciano Barca ricorda:
“La richiesta spaventò evidentemente l‘ambasciatore e il Dipartimento di Stato perché bloccò per circa due mesi gli incontri. Alla fine, entrambi accettarono un mio invito: a pranzo da Piperno. Il primo contatto fu brusco. Pajetta si presenta ed esordisce così: “Non riesco a capire perché un membro della segreteria del Partito comunista – lui era molto conscio del suo ruolo, io l’ho visto anche all’estero, è un vero ministro degli esteri, difensore in tutte le occasioni della dignità italiana – non debba avere paura di incontrare un alto ufficiale della Cia, e un alto ufficiale della Cia debba aver tanta paura di me”. Così è iniziato l’incontro, e Weenick, da buon incassatore, ha risolto tutto sorridendo”
Ora, caro Direttore, converrai che chi come il sottoscritto ha vissuto quegli anni era una cosa a dir poco impensabile in quanto nelle pubbliche piazze e alle feste dell’Unità il Pci attaccava duramente, ma solo verbalmente gli americani coi quali invece era in strettissimi rapporti.
Mi chiederai: cosa dimostra questo? Semplice! Che gli USA e il Pci avevano un rapporto strettissimo dove il tanto decantato anticomunismo era un patrimonio genetico della corrente kissingeriana al Dipartimento di Stato. La conferma ed il rafforzamento della linea sotterranea coi comunisti italiani avvenne pochi giorni dopo questa storica cena, precisamente il 2 novembre 1976 con l’elezione di Jimmi Carter che nominò ambasciatore a Roma il professor Richard Gardner che con la Columbia University aveva, già da diversi anni prima, aperto e mantenuto rapporti “culturali” con Segre ed il Pci con inviti specifici a tenere conferenze nella sua università. Quello era stato il canale comunicativo col Pci ovvero quello delle università americane capitanate dal professor Joseph La Palombara. Allen
Holmes, vice dell’ambasciatore Richard N. Gardner e soprattutto Deputy Chief of Mission firmò, in quel lontano1976, un telegramma di undici pagine dal titolo inequivocabile “A dissenting of American politics in Italy”. In tale documento affermava con profondo convincimento il non comunismo del Pci ma, soprattutto, la sua ammissibilità al governo italiano in quanto non sussisteva nessun vero motivo anticapitalistico. In conclusione gli USA, pur avendo vicini la Dc il Pri il Psdi e il Pli, si preparava ad avere dalla sua parte il finto avversario, il Pci, dalla sua parte. Per cui verificandosi l’opportunità avrebbe messo inatto la solita logica già sperimentata “tutto cambi perché nulla cambi” la qual cosa realizzò nel 1992 come sto cercando di dimostrarti documenti alla mano.
Le prove di ciò, tranquillo, continueranno………..
Raffaele Romano

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