Juan Williams uno dei giornalisti piu’ noti della National Public Radio e’ stato licenziato in tronco dalla emittente piu’ popolare d’America collegata con 700 altre radio alle quali fornisce notiziari e trasmissioni, ricevendone a sua volta. Juan Wlliams e’ stato accusato dai dirigenti della NPR di avere espresso giudizi razzisti nel corso di un suo abituale intervento alla trasmissione televisiva “The O’Reilly Factor.”
O’Reilly e’ uno dei piu’ aggressivi commentatori di estrema destra di cui e’ popolata la stazione che fa parte dell’impero mediatico dell’australiano Rupert Murdoch.
“When I get on a plane,” ha detto Williams, “I got to tell you, if I see people who are in Muslim garb and I think, you know, they are identifying themselves first and foremost as Muslims, I get worried. I get nervous.”
Insomma, il giornalista ha dichiarato di sentirsi nervoso quando in aereo vede qualche passeggero musulmano.
La decisione ha scatenato le truppe di destra che hanno cominciato a sparare ad alzo zero contro NPR accusandola di avere adottato la decisione per motivi politici. NPR infatti e’ definita una trasmittente ‘liberal’ che nel lessico della destra americana corrisponde a socialista, fricchettona e quasi comunista.
NPR come la PBS, televisione pubblica, riceve finanziamenti annuali dal governo. I politici della destra ameicana, a cominciare da Sarah Palin scesa in campo per crearsi una base per le prossime presidenziali, hanno inondato televisioni e giornali chiedendo che i soldi pubblici alle due stazioni siano cancellati. Molti ascoltatori conservatori hanno sospeso la loro membership a NPR.
Resta da dire che Juan Williams da questo episodio esce con un bel pacco di dollari. Infatti Fox TV gli ha offerto un nuovo contratto multimilionario.
Quanto ai dirgenti della NPR, che hanno preso una decisione che chiaramente covava da tempo, ci si chiede perche’ consentissero ad un proprio giornalista di partecipare da tempo come ospite-commentatore a trasmissioni di chiara intonazione politica di parte.
AMERICA AL BIVIO
435 seggi alla Camera dei Rappresentanti e 37 senatori su 100. Queste le posizioni politiche che, secondo gli ultimi sondaggi, dovrebbero vedere un successo strepitoso dei repubblicani contro i democratici del presidente. Il presidente sta spendendo il suo carisma in una serie interminabile di comizi per cercare di rinfocolare gli animi spenti dei suoi passati elettori. Ma si e’ diffusa una certa apatia nello schieramento democratico al punto che alcuni candidati cercano di non farsi fotografare o riprendere insieme al presidente nero per non mettere a rischio la propria popolarita’ nello stato in cui sono in competizione. Questa e’ la politica. Ci sono poi quelli che accusano Obama di essere troppo buono, di rispettare troppo il prossimo (politico), mentre chi sta alla Casa Bianca ha successo se e’ un figlio di buona donna e non fa prigionieri. A ben pensare tra i figli di buona donna si e’ distinto Nixon che non ha concluso in maniera elegante il suo travagliato mandato. Cosa faranno i fratelli neri questa volta? sentiranno il richiamo della pelle e andranno a votare sfidando le ennesime provocazioni e i giochi sporchi che gli estremisti di destra sono specializzati da sempre nel mettere in atto al di fuori e dentro i seggi elettorali? Obama sta usando una immagine curiosa per definire il comportamento dei repubblicani che gli hanno lasciato in eredita’ due guerre e una crisi economica e finanziaria spaventosa. Dice il presidente: “Hanno buttato nel fosso l’auto americana. Noi l’abbiamo recuperata, ripulita, rimessa a nuovo e adesso funziona. Ma loro ci chiedono le chiavi per guidarla.”
Il problema dei problemi e’ che, se i democratici perderanno Camera e Senato, la riconferma di Obama per un altro mandato sara’ impossibile. Senza parlare delle ripercussioni internazionali della politica americana.
TORNANO I CECCHINI?
Alle quattro e mezzo del mattino di lunedi’ 18 ottobre, alcuni operai che lavoravano nel lato sud del Pentagono hanno udito cinque colpi di arma da fuoco.
Immediatamente e’ scattata la sicurezza che ha trovato alcune pallottole schiacciate contro le finestre a prova di proiettile del secondo piano del Pentagono, corrispondenti al lato in cui la mattina dell’11 settembre 2001 un aereo si schianto’ contro l’edificio perforando i cinque segmenti concentrici ed uccidendo 98 persone. Il fatto che di questo aereo non vi sia alcuna immagine ha consentito a scrittori fantasiosi di sostenere che si trattava invece di un missile. Gli spari contro il Pentagono sono stati fatti da un’arma molto veloce e fanno seguito ad un analogo episodio accaduto il giorno prima che ha interessato il National Museum of the Marine Corps a 30 miglia di distanza. Al Pentagono lavorano ogni giorno 24mila persone. Nel 2002 per tre settimane due cecchini terrorizzarono gli abitanti della grande Washington prima di essere catturati dopo avere ucciso dieci persone e ferite gravemente tre.
Oscar Bartoli

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