
Tra le numerose donne nate a Firenze sono state scelte quelle alle quali sono state dedicate scuole, sculture, strade, giardini, ponti, teatri, fermate e fondazioni.
Le quattro donne più “gettonate” sono Margherita Hack, Joyce Lussu, Oriana Fallaci e Florence Nightingale.
A Margherita Hack, grande scienziata, nata a Firenze nel 1922 e morta a Trieste nel 2013 dove ha diretto per tanti anni l’osservatorio di astrofisica, è stato dedicato un asteroide, una strada a Reggio Calabria e scuole in varie città italiane, Perugia, Novara, Pontassieve, Suzzara, Cernusco e un ponte della nuova tramvia a Firenze.
A Joyce Lussu, partigiana, scrittrice, traduttrice e poeta, nata nel 1912 e morta nel 1998, hanno intitolato strade a Cagliari, Olbia, Olmedo e Muros e un museo ad Armungia, tutte in Sardegna; l’emeroteca della biblioteca delle Oblate a Firenze e quella di Maiolati Spontini (AN), una via ad Ancona e una a Fermo e una strada a Roma dentro Villa Torlonia.
Oriana Fallaci è stata celebre giornalista e scrittrice, nata nel 1929 e morta nel 2015, con la quale la città di Firenze ha finalmente fatto pace. Le hanno intitolato una via a Santa Maria di Sala (VE), una a Fossano (CN), una ad Apricena (FG), una piazza a Pianezza (TO), un giardino a Pistoia, il parco del laghetto a Desenzano, una fermata della tramvia e uno slargo alla Fortezza da Basso a Firenze.
Florence Nightingale, nata nel 1820 e morta nel 1910, è stata un’infermiera nota come “la signora con la lanterna”. È considerata la fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna perché è stata la prima ad applicare il metodo scientifico attraverso l’utilizzo della statistica e ha anche proposto un’organizzazione degli ospedali da campo. Nella Basilica di Santa Croce a Firenze c’è un monumento con la sua statua, a Istanbul è stata trasformata in museo la torre nord della caserma Selimiye e una placca bronzea la ricorda alla base del Memoriale di Crimea nel cimitero Haydarpaşa. A Londra si trovano una sua statua a Waterloo Place, Westminster e il Florence Nightingale Museum presso il St Thomas’s Hospital; un altro museo si trova nella casa di famiglia della sorella a Claydon House nel Buckinghamshire, ora del National Trust.
Daniela Domenici

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