Poteva durare a lungo la rappresentazione di una banca che appena 15 anni fa aveva un patrimonio certificato equivalente ad almeno 18 miliardi di euro ridotta a chiedere la carità pubblica per effetto di speculazioni sbagliate su titoli derivati e per qualche cresta del 5% ad opera di alcuni dirigenti disonesti?
C’è un limite anche all’ingenuità o alla malafede. E, dunque, sul Monte dei Paschi di Siena, il film cui stiamo assistendo ha una trama ben diversa rispetto a una decina di giorni fa.
I magistrati che sono sulle tracce della verità, e i giornali che inseguono i magistrati, alla fine, ci danno la rappresentazione reale di ciò che realmente può avere ridotto la terza banca italiana nelle attuali condizioni. Si fruga nelle procedure tortuose e nei misteri delle acquisizioni miliardarie di altri istituti di credito succedutesi in questi ultimi tre lustri. In particolare Banca 121 e Antonveneta e altri ancora, ad esempio la Banca Agricola Mantovana. Poi sulla progressiva e dispendiosa elefantiasi di società, partecipazioni, consigli di amministrazione, moltiplicazione abnorme di dirigenti e dipendenti.
E il filo conduttore è diventato proprio ciò che si tentava di nascondere e negare: l’intreccio tra Banca e Fondazione MPS con la politica. Esattamente la politica, quella dei partiti. Poi, sì, ci sono anche le altre cose: le ruberie, altri frammenti di società partecipi del banchetto (lobbies, clero, Università di Siena, etc.) la truffa e la goffa gestione della operazione derivati con le sue perdite e le sue malversazioni. Ma tutte queste cose sono importanti, ma non determinanti per il progressivo affondamento della nave.
Questo “riposizionamento” della stampa e di chi indaga su MPS è motivo di soddisfazione per Pensalibero. Si ricorderà che quando tutti correvano dietro ai derivati ed alla banda del 5%, spacciati per principali responsabili dello stato prefallimentare della banca, noi esponevamo una verità diversa, esattamente in base agli elementi che sono oggi sotto la lente di ingrandimento dei magistrati.
Lo ricordiamo senza imbarazzo. Siamo stati aiutati dall’antichissima amicizia con Vittorio Mazzoni della Stella, sindaco di Siena per sette anni e vicepresidente di MPS per altri sette. Un protagonista della storia della città e della sua Banca. Autorevolissimo, informatissimo e, soprattutto, non invischiato in nessuna vicenda e in nessun partito per tutti gli anni della cosidetta seconda repubblica. Un socialista orgoglioso quanto schietto, che non ha esitato ad esporsi, con le sue scomode verità, per difendere i suoi concittadini, i dipendenti la città e la grande Istituzione bancaria che con essa si identifica.
Dopo essersi espresso tramite la nostra modestissima tribuna digitale, Vittorio è stato poi interlocutore richiestissimo di organi di informazione che sono l’ossatura del nostro sistema dei media: l’agenzia ANSA, il Sole 24 Ore, Dagospia, La Nazione, Porta a Porta, TG5. Ed ha potuto, così, contribuire in maniera ancora più efficace a rendere comprensibili i veri problemi del Monte dei Paschi.
Tutto ciò è motivo di soddisfazione. Non perché ci debba fare gonfiare il petto, ci mancherebbe. Ma perché conferma l’importanza della libertà e del pluralismo nel mondo dell’informazione. Fino a quando ci sarà la possibilità di stampare liberamente anche un solo volantino, una lettera, un blog, un sito, un modesto giornale, la verità prima o poi verrà a galla.
Per quanto riguarda la verità del Monte dei Paschi, tra le ultime notizie c’è quella delle liste di amici e beneficiati diffuse specularmente da PD e PDL. Ovviamente, ognuno di questi due partiti rende noti i nomi di consiglieri di amministrazione, beneficiati, clientes, sparsi nell’immensa galassia delle consociate di MPS, appartenenti alla parte “avversa”.
Ora, che al banchetto la partecipazione fosse bipartisan, anzi multipartisan, lo si poteva immaginare. Non è questo che conta.
La diffusione vicendevole delle liste dei beneficiati ci dice però una cosa più importante. Che il massimo di limitazione del danno politico nel quale sperano i responsabili dello sfacelo, è potere trascinare nel fango anche gli altri.
Perché nessuno può più ragionevolmente mettere in discussione le responsabilità di chi da sessanta e più anni governa Siena. Si tratta di sapere quanto le responsabilità siano circoscritte all’ambito locale e quanto lo abbiano varcato.
Potremmo scoprire un’altra verità, rispetto a quella che importantissimi esponenti della nomenclatura nazionale del PD ci avevano frettolosamente e interessatamente indicato. Ed è la seguente: i cittadini senesi hanno commesso molti errori, ma non sono tra i principali colpevoli del disastro. Piuttosto sono le vittime. Altri sono i carnefici.

Budelli Triti, Nicola, ma questa Etruria (zona geografica) dove chi non ci vive vorrebbe venirci a vivere, da tutto il mondo come l’abbiamo ridotta. I nostri padri che hanno combattuto guerre, sofferto dittature per poterci dare questo se tornano ……..
Caro Valerio,
è chiarissimo che c’era l’accordo tra Bersani e Renzi.Tu cominci la partita e se non vinci scendo in campo io.Matteo si sta “sbracciando” per Bersani?Non scherziamo.Matteo si sta sbracciando per se stesso.Se Bersani non vince al Senato, e non vincerà,o scarica Vendola ed imbarca Monti o è costretto a portare la “borraccia”.Accordo con Monti su alcune riforme ,compresa quella elettorale, eppoi scenderà in campo Matteo.Chiaro?
Chi vivrà,vedrà.
Un abbraccio
Beppe
Caro Valerio,
puoi avere la risposta in diretta su Renzi: leggi quanto abbiamo scritto nel primo articolo in “Primo Piano”
Come voteranno quelli di Pensalibero? Liberamente…..ognuno per suo conto.
coma fa adesso Renzi secondo te a chiedere voti per il PD? Bada che sono andato anch’io a tirar fuori 2+3 euro per dargli occasionalmente una piccola mano..
qualcuno di pensalibero sosterrà adesso PD o PDL o Monti-Fini-Casini?