Non c’è limite a niente. Ed è stato geniale il primo che ha detto: “ abbiamo toccato il fondo, non ci resta che scavare!”. O se preferite dirla con Flaiano, “la situazione è grave, ma non è seria”.
La situazione di cui parliamo, tanto per aggiungere chiacchiere a chiacchiere, è quella dei rifiuti a Napoli. Dove i cittadini elettori hanno creduto, dato la loro fiducia ed eletto sindaco, Luigi De Magistris, un magistrato di scarso successo professionale e, pertanto, di grande successo politico. La cui promessa di liberare la città dai cumuli di sporcizia in cinque giorni è finita come le sue più note inchieste: a tarallucci e vino. Il De Magistris – per scrivere come usa nei verbali di interrogatorio- ha naturalmente puntato l’indice contro i complotti che gli hanno impedito di onorare l’impegno. Proprio come accadeva per le inchieste, naufragate a suo dire non per sua megalomania ma per il mondo intero che congiurava contro di lui.
Bene. E’ finita proprio come avevamo temuto pur sperando che non si sarebbe mai arrivati a tanto.
Ebbene, si! La procura di Napoli, purtroppo non ancora del tutto sguarnita, lo ha trovato finalmente il colpevole: Bassolino che sta li da quasi venti anni, prima come sindaco, poi come presidente della Regione? Iervolino che è stata sindaco negli ultimi dieci anni? Oppure Caldoro, che è presidente della Regione da appena un anno, mentre i napoletani convivono con la puzza da tempo immemorabile?
Vi forniamo un piccolissimo aiuto: dei tre, Caldoro, giovane e stimato neo-presidente, è socialista, ancorché eletto con il PDL. Anzi, è l’unico socialista che si dichiari ancora tale ad avere un po’ di potere in Italia.
Indovinato chi è il colpevole?
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