Altamente consigliato andare a vedere Money Monster per più di un motivo. Partiamo dalla regia. 1) Jodie Foster , qui alla sua quarta regia, è riuscita a girare, in tempo reale, quello che è allo stesso tempo un film e un programma televisivo. Clooney e la Roberts, rispettivamente Lee Gates, titolare di un programma tv di intrattenimento su borsa e finanza , parla di investimenti e facili guadagni e Patty Fenn, la sua regista, che grazie all’auricolare lo dirige, mettono in contatto il mondo di quei pochi che “fanno” la tv influenzano e “dirigono”quelli che nel mondo reale guardano, subiscono e credono volentieri alla “grande illusione” (soldi facili, carriera facile, mondo alla tua portata). Solo quando si perde allora si grida allo scandalo, all’inganno. Ed è quello che succede a Kyle (Jack O’Connel) 2) vedere un George Clooney come non l’abbiamo mai visto, cinico e indifferente agli altri, egoisticamente concentrato su se stesso e sul suo voler apparire, un po’ buffone e un po’ intrattenitore , nei siparietti di apertura di ogni puntata balla con in testa la tuba di zio Sam dorata, gli annunci sono urlati (quasi Lee Gates fosse andato a lezione dai nostri televenditori di materassi e pentolame vario), i balletti rasentano il volgare …in poche parole Lee Gates è , per definizione della stessa Foster “uno stronzo egoista a cui non importa niente della gente”. Ma nel corso del film Clooney/Gates si trasforma da inutile idiota in colui che fa la cosa giusta. 3) Buone le interpretazioni di Clooney e Roberts che interagiscono nella gestione del sequestro in diretta, bella la performance dell’arrabbiato e allo stesso tempo imbranato O’Connel . 4) Un film che pur trattando di investimenti, fallimenti,disperazione riesce anche a strapparti qualche sorriso.
Un thriller finanziario quanto mai attuale in questo periodo di banche che falliscono, signori seri , ben vestiti e astutamente preparati che ti convincono ad investire e ti trasformano in altrettanti Kyle che, perso il proprio investimento nel giro di una giornata, irrompe nello studio televisivo, costringe Lee ad indossare un giubbotto imbottito di esplosivi, e, in diretta, formula una sola domanda, vuole sapere perché i suoi soldi sono spariti e minacciandolo con una pistola attribuisce a Lee la colpa della sua perdita. “ la mia non è una domanda retorica, voglio una risposta” .
Sarà Patty che comunica con Lee attraverso l’auricolare a suggerirgli le giuste parole da dire , ad avviare l’indagine a darsi da fare per salvargli la vita.
Un thriller pieno di tensione e claustrofobico finché si gira all’interno dello studio mentre fuori si cerca di capire perché è crollato il titolo da Kyle comprato, un thriller girato in tempo reale che non perde di tensione ma acquista un respiro più ampio quando sequestrato e sequestratore escono per strada scortati dalla polizia in assetto di antisommossa, seguiti e ripresi dall’operatore dello studio, controllati dall’alto dagli elicotteri. Finale col botto Il responsabile è stato scoperto Kyle ha avuto la sua risposta e poi banalmente per chi resta la vita continua.

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