Il mondo è in mano ai matti. E ai Mattis. Bianchi olivastri gialli.
Il Tycoon gli fa tottò sulle manine e “soluzione pacifica, ma comportatevi bene”. E Pyongyang di rimando “logica da gangster: rischio guerra nucleare improvvisa” Ecco così siam messi.
Il capo del Pentagono, James Mattis, si appresta a partire per un tour in Medio Oriente e Africa, in Arabia Saudita, Egitto, Israele, Qatar e Gibuti.
Secondo ANSA Il capo del Pentagono, James Mattis, si appresta a partire per un tour in Medio Oriente e Africa, in Arabia Saudita, Egitto, Israele, Qatar e Gibuti. La prima tappa e’ prevista a Riad, martedi’, dove terrà “una serie di incontri con interlocutori internazionali per rafforzare gli impegni nell’ambito della partnership sulla sicurezza” tra gli Usa e l’Arabia Saudita, stando ad un comunicato del Pentagono. Mercoledi’ si rechera’ in Egitto, per “discutere temi di sicurezza regionale”. Giovedi’ sara’ la volta di Israele dove Mattis vedra’ il primo ministro Benjamin Netanyahu, il presidente Reuven Rivlin e il ministro della Difesa Avigdor Lieberman. Mattis sara’ quindi in Qatar sabato, per concludere il tour domenica a Gibuti.
Una scuola di pensiero sostiene che il commercio, gli scambi, le aperture favoriscono le forze democratiche all’interno dei regimi autoritari o totalitari. Un esempio, la ostpolitik. C’è invece chi sceglierebbe la linea dura, embarghi e chiusure. Pragmaticamente le cose andrebbero valutate caso per caso e momento per momento.
Stiamo vivendo nel caos assoluto, dunque si, necessarie valutazioni relativistiche.
Bisogna adeguarsi ed essere capaci di affrontare la nuova realtà. Sarebbe stato meglio prevenirla, ma ora si può solo tentare di rabberciare i cocci. E qui qualcuno ha peccato di brutto, facendo lo struzzo e non volendo realizzare ciò che stava accadendo o stava per accadere. Mancanza totale di lungimiranza. Chi ha sbagliato è difficile stabilirlo, probabilmente tutti, nessuno escluso. Per due decenni ci siamo gingillati con la favola della fine della Storia, forse troppo presi a trastullarsi con le tecnologie avanzate e poco con il cervello, mettendo da parte la mente umana.
Mai dare per scontato nulla. La pace, la stabilità, l’equilibrio si difendono giorno per giorno, con lungimiranza e con prudenza, ma anche con decisione quando serve.
Abbiamo assistito a parate militari inenarrabili e sterminate a est, dell’esercito di Pyongyang, il cui sanguinario capo dal musetto di porceddu ne ha fatte di tutti i colori. Chiaramente malato di cervello ha fatto il vuoto intorno a lui, dal fratellastro ucciso da un agente tossico allo zio sbranato dai cani. E poi quisquilie, l’aretramento di mezz’ora per creare un nuovo fuso, e l’imposizione per tutti i maschi di un taglio di capelli simile al suo che non superi i 2 centimetri. Ma pare, invece, che i media e i funzionari del partito abbiamo l’ordine di deridere chi tiene i capelli troppo lunghi e non a spazzola.
Costui teme di essere avvelenato e passa al microscopio tutto ciò che mangia, dopo averlo fatto assaggiare al gatto.. ops, al ciambellano.
Ne ha ben donde.
E in mano ha l’atomica da una parte e il bottone lanciamissili intercontinentali nell’altra. Sì sì il primo lancio è andato male.
Il Tycoon gli fa tottò sulle manine e “soluzione pacifica, ma comportatevi bene». E Pyongyang “logica da gangster, rischio guerra nucleare improvvisa”. Ecco, così siam messi.
E che dire delle scelte perverse di oltreoceano, in verità un po’ inaspettate da alcuni ma attese e anche auspicate da altri, rinculate precipitosamente. E delle votazioni farsa a due passi da noi, in un paese che, per alcuni, sarebbe dovuto entrare in EU. Dove un tiranno vince per 1 punto, insomma 2, invece di perdere la cappa come forse sarebbe stato opportuno. La Turchia non è diventata una dittatura dopo il referendum, dato che lo era già. La farsa di questi giorni è stato l’atto finale, di cui non andare proprio fieri. E’ probabile che ci siano stati brogli, ma in ogni caso che valore possono avere elezioni in cui la stampa indipendente è imbavagliata, la magistratura ridotta a strumento del governo e un numero imprecisato di oppositori è in galera.
Intanto si sentono ipotesi di alleanze allucinanti nostrane per arrivare a una maggioranza semiqualificata, alle eventuali prossime politiche, che non si sa quando avverranno.
L’unica possibile accettabile e più equilibrata a nostro avviso pare il centrodestra unito.
Ma dato che è molto a rischio sarebbe opportuno lasciare i grullerelli fuori e stringersi a coorte con altri moderati. Vabbè non ci piace il termine, eppure la gente è stufa di accoltellamenti e zuffe in parlamento e nei talk. E’ ora di riunirsi e prendere il meglio raccogliendo ciò che è sparso fra persone di buona volontà e buon senso.
D’altra parte, per citare un caro amico feubukiano la “democrazia” è soprattutto scegliere da chi farsi prendere per il c…. Mentre la convinzione di avere la libertà fittizia di esercitare comunque un diritto/dovere, mette tutti a tacere. E mette gli animi in pace.
Carla Ceretelli

Un buon articolo, soprattutto libero mentalmente e da ideologie preconcette… mi permetto di far osservare solo una cosa: il fallimento del lancio del missile coreano… il sospetto è che sia stato fatto fallire dalle contromisure elettroniche USA… speriamo che il discolo dittatorello l’abbia capito e ci rifletta… sul resto, non possiamo che stendere un pietoso velo… che tristezza pensare che in Italia s’era pure formato un movimento trumpiano!
Grazie. Sì, ho lasciato da tempo le ideologie preconcette e faccio il possibile per essere libe ra mentalmente. Per quanto è possibile.