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Il mondo è in mano ai matti. E ai Mattis. Bianchi olivastri gialli.

Il Tycoon gli fa tottò sulle manine e “soluzione pacifica, ma comportatevi bene”. E Pyongyang di rimando “logica da gangster: rischio guerra nucleare improvvisa” Ecco così siam messi.

di Carla Ceretelli | 18 Aprile 2017
Il capo del Pentagono, James Mattis, si appresta a partire per un tour in Medio Oriente e Africa,  in Arabia Saudita, Egitto, Israele, Qatar e Gibuti.
Secondo ANSA  Il capo del Pentagono, James Mattis, si appresta a partire per un tour in Medio Oriente e Africa, in Arabia Saudita, Egitto, Israele, Qatar e Gibuti.  La prima tappa e’ prevista a Riad, martedi’, dove terrà “una serie di incontri con interlocutori internazionali per rafforzare gli impegni nell’ambito della partnership sulla sicurezza” tra gli Usa e l’Arabia Saudita, stando ad un comunicato del Pentagono. Mercoledi’ si rechera’ in Egitto, per “discutere temi di sicurezza regionale”. Giovedi’ sara’ la volta di Israele dove Mattis vedra’ il primo ministro Benjamin Netanyahu, il presidente Reuven Rivlin e il ministro della Difesa Avigdor Lieberman. Mattis sara’ quindi in Qatar sabato, per concludere il tour domenica a Gibuti.
Una scuola  di pensiero sostiene che il commercio, gli scambi, le aperture  favoriscono le forze democratiche all’interno dei regimi autoritari o totalitari. Un esempio,  la ostpolitik. C’è invece chi sceglierebbe  la linea dura,  embarghi e chiusure. Pragmaticamente  le cose andrebbero  valutate caso per caso e momento per momento.
Stiamo vivendo nel caos assoluto, dunque si,  necessarie valutazioni relativistiche.
Bisogna adeguarsi ed essere capaci di affrontare la nuova realtà. Sarebbe stato meglio  prevenirla, ma  ora si può solo tentare di rabberciare i cocci. E qui qualcuno ha peccato di brutto,  facendo lo struzzo e non volendo realizzare ciò che stava accadendo o  stava per accadere. Mancanza totale di lungimiranza. Chi ha sbagliato è difficile stabilirlo, probabilmente  tutti, nessuno escluso.  Per due decenni ci siamo gingillati con la favola della fine della Storia,  forse troppo presi a trastullarsi con le tecnologie avanzate  e poco con il cervello,  mettendo da parte la mente umana.
Mai dare per scontato nulla. La pace, la stabilità, l’equilibrio  si  difendono giorno per giorno, con lungimiranza e con prudenza, ma anche con decisione quando serve.
Abbiamo assistito a parate  militari inenarrabili e sterminate  a est, dell’esercito di Pyongyang, il cui sanguinario  capo dal  musetto  di porceddu ne ha fatte di tutti i colori. Chiaramente malato di cervello ha fatto il vuoto intorno a lui, dal fratellastro ucciso da un agente tossico allo zio sbranato dai cani. E poi quisquilie, l’aretramento di mezz’ora per creare un nuovo fuso, e l’imposizione  per  tutti i maschi  di un taglio di capelli simile  al suo   che non superi i 2 centimetri. Ma pare, invece, che  i media  e i funzionari del partito abbiamo l’ordine di deridere  chi tiene i capelli troppo lunghi e non a spazzola.
Costui  teme di essere avvelenato e passa al microscopio tutto ciò che mangia, dopo averlo fatto assaggiare al gatto.. ops, al ciambellano.
Ne ha ben donde.
E in mano ha l’atomica da una parte e il bottone lanciamissili intercontinentali nell’altra. Sì sì il primo lancio è andato male.
Il Tycoon gli  fa tottò sulle manine e “soluzione pacifica, ma comportatevi bene». E Pyongyang “logica da gangster,  rischio guerra nucleare improvvisa”.  Ecco,  così siam messi.
E che dire delle  scelte perverse  di  oltreoceano,  in verità un po’ inaspettate da alcuni ma attese e anche auspicate  da altri, rinculate precipitosamente.  E delle  votazioni farsa a due passi da noi, in un paese che, per alcuni,  sarebbe dovuto entrare in EU. Dove un tiranno vince per 1 punto, insomma 2,  invece di perdere la cappa come forse sarebbe stato opportuno. La Turchia non è diventata una dittatura dopo il referendum, dato che  lo era già. La farsa di  questi giorni è stato l’atto finale, di cui non andare proprio fieri.  E’ probabile che ci siano stati brogli, ma in ogni caso che valore possono avere  elezioni in cui la stampa indipendente è imbavagliata, la magistratura ridotta a strumento del governo e un numero imprecisato di oppositori è in galera.
Intanto si sentono ipotesi di alleanze allucinanti nostrane per arrivare a una maggioranza semiqualificata, alle eventuali prossime politiche, che non si sa quando avverranno.
L’unica possibile  accettabile  e  più equilibrata  a nostro avviso pare  il centrodestra unito.
Ma dato che è molto a rischio sarebbe opportuno lasciare i grullerelli fuori e stringersi a coorte con altri moderati. Vabbè non ci piace il termine, eppure la gente è stufa di accoltellamenti e zuffe in parlamento e nei talk. E’ ora di riunirsi e prendere il meglio raccogliendo ciò che è sparso fra persone di buona volontà e buon senso.
D’altra parte, per citare un caro amico feubukiano la “democrazia” è soprattutto scegliere da chi farsi prendere per il c….  Mentre  la convinzione di avere la libertà fittizia di esercitare comunque un diritto/dovere,  mette tutti a tacere. E mette gli animi in pace.
Carla Ceretelli
Pubblicato in : SituazioneTag: buon senso, democrazia, governo, la stampa, magistratura, ministro della difesa, mondo, parlamento, persone, referendum, scuola, soluzione, usa

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Ricky Raider

    18 Aprile 2017 alle 07:26

    Un buon articolo, soprattutto libero mentalmente e da ideologie preconcette… mi permetto di far osservare solo una cosa: il fallimento del lancio del missile coreano… il sospetto è che sia stato fatto fallire dalle contromisure elettroniche USA… speriamo che il discolo dittatorello l’abbia capito e ci rifletta… sul resto, non possiamo che stendere un pietoso velo… che tristezza pensare che in Italia s’era pure formato un movimento trumpiano!

    Rispondi
    • carla ceretelli

      20 Aprile 2017 alle 17:01

      Grazie. Sì, ho lasciato da tempo le ideologie preconcette e faccio il possibile per essere libe ra mentalmente. Per quanto è possibile.

      Rispondi

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