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Molto più del mainstream preoccupa il fakestream

Si è cominciato col mescolare informazione e intrattenimento (infotainment) e siamo giunti a mescolare informazione e propaganda (infoganda). Di Nicola Cariglia

di Nicola Cariglia | 23 Maggio 2022

C’è un sentimento sempre presente nelle polemiche che dividono la società italiana (ma non solo italiana). Ogni volta, quando l’una quando l’altra delle parti in causa, traggono forza e veemenza dalla convinzione di essere “la parte” che non si adegua al “pensiero unico” di cui sarebbe succube la parte dialetticamente avversa.

Questo sentimento, oggi, lo si trova nelle correnti di “pensiero” dei negazionisti di vaccini, mascherine e, addirittura, dello stesso virus, e nei “ribaltonisti” delle responsabilità del cruentissimo conflitto e degli atti di ferocia verso la popolazione ucraina. Ed è un sentimento tanto più pericoloso quanto più infondato. Perché il sistema dei giornali e delle emittenti radiofoniche e televisive che dovrebbe essere alla base del mainstream capace di ammaliare tutti noi poveri di spirito, in realtà non esiste. Non importa essere divoratori di mezzi di comunicazione per accorgersene. Basterebbe seguire appena le tante rassegne stampa che ci vengono offerte: da radio radicale ai TG della notte. Ci renderemmo conto che l’informazione può essere sciatta, incompleta, superficiale e tante altre cose. Ma giammai uniforme, come lo è stata in Italia sotto il fascismo e lo è oggi dove non c’è democrazia. Le differenze tra i vari giornali ci sono. E, perfino, le differenze nell’ambito dello stesso giornale, letto a distanza di qualche giorno.

Non esiste, dunque, il problema mainstream dovuto all’informazione. Ma esiste, ed è abbondante, il problema fakestream. Ovvero la diffusione di balle spaziali di cui, consapevole o no, proprio il sistema dell’informazione è il principale colpevole. La colpa da addebitare al sistema dell’informazione è di essersi contaminato con altri generi a lui vicini, per esigenze di spettacolarizzazione. Ha cominciato la TV. Ma subito le sono andati dietro anche gli altri media. E l’avvento di internet e dei social ha fatto il resto. Si è cominciato col mescolare informazione e intrattenimento (infotainment) e siamo giunti a mescolare informazione e propaganda (infoganda). Certe posizioni che rappresentano oltraggio alla scienza e alla storia, come nel caso della pandemia da covid o della guerra scatenata dalla Russia in Ucraina, si giovano in maniera determinante di questa degenerazione dell’informazione che, per esigenze di spettacolo, ne è il principale veicolo. Non perché debba censurarle, ma perché adotta il criterio dell’uno vale uno quando mette a confronto scienziati e storici con sprovveduti delle materie, senza minimamente preoccuparsi di contestualizzare i diversi livelli delle informazioni che vengono elargite dall’una e dall’altra parte..

E’ così che per molti gli Stati Uniti sono diventati i responsabili della guerra in Ucraina, quando il presidente Biden aveva offerto al presidente ucraino Zelensky l’opportunità di mettersi in salvo ricevendo un deciso rifiuto; la Nato è considerata la vera causa della guerra per la sua mania di espandersi ad est, quando è arcinoto che sono i vicini della Russia a cercare sicurezza nella Nato alla quale si aderisce con procedure complesse e lunghe; la Russia come una sorta di angelo liberatore delle vittime russofone del Donbass oppresse dagli Ucraini, quando è storia che proprio la Russia aveva provocato le secessioni della Crimea e delle regioni del Donbass ed i relativi irrisolti conflitti. La verità storica, certo, alla lunga si farà strada. Ma, intanto, anche il fakestream avrà fatto la sua parte. Perché avrà reso molto più difficile la via per risolvere i conflitti.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : Editoriale, Il punto del DirettoreTag: democrazia, fascismo, giornali, informazione, italia, nato, responsabili, società italiana, stati uniti

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Dr Anvilon

    24 Maggio 2022 alle 15:49

    “Molto più del mainstream preoccupa il fakestream”. E, quest’ultimo, è come la crusca del grano, ovvero, caniglia di cui si nustriscono molti per regolarizzare le funzioni intestinali logorate dalla troppa ingestione di mainstream “00”, ritenuto più genuino del normale “0”, cui appartiene di per sé la maggioranza degli mainstreamers.

    Rispondi
  2. Gian Franco Orsini

    24 Maggio 2022 alle 13:40

    L’informazione dovrebbe informare e non mescolare l’informazione con la propaganda. Tutte le fonti d’informazione attuali oltre l’informazione distribuiscono propaganda. Particolarmente il problema del fakestream esiste perchè è molto basso il livello culturale dei cittadini. In particolare in economia, storia e geografia, altrimenti come spiegare il circa 32% dei voti raccolti dal M5S nel 2018. Come si fa ad affermare che il problema del mainstream non esiste quando si nota che ci sono giornalisti che non parlano mai dei problemi scomodi della nostra società. Non parlare mai dei problemi scomodi vuol dire mancanza di chiarezza e trasparenza nell’informazione.

    Rispondi
    • n.c.

      26 Maggio 2022 alle 10:50

      Appunto, informazione così sgangherata da non poter essere mainstream.

      Rispondi

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