Non tutti sanno che Churchill ha avuto un ruolo di primo piano nella diffusione del petrolio. Nell’aprile del 1912 la classe Queen Elizabeth della Royal Navy si muoveva solo grazie all’oro nero: era la prima. Le nuove navi militari avevano un vantaggio di circa quattro nodi sulle generazioni precedenti. E, si sa, la velocità in battaglia è fondamentale. L’utilizzo del petrolio sollevava, però, una criticità: la sua disponibilità in condizioni di pace e, soprattutto, di guerra.
La Prima Guerra Mondiale evidenziò questo problema in maniera lampante. E’ in questo periodo che il Medio Orientediventa importante, strategico: gli accordi di Sykes-Picot (1916) e quelli della Linea Rossa (1928) sono anche figli della rilevanza acquisita dal petrolio.
Nel 2015 l’agenzia dell’Energia del governo americano Eia ha dichiarato che, dei circa 100 milioni di barili di petrolio prodotti ogni giorno, il 60 % si muove via mare: lo Stretto di Hormuz è la via più utilizzata – vi transita un terzo di tutto il petrolio che si muove via mare -, seguito dallo Stretto di Malacca, destinato però ad assumere una maggiore valenza strategica in vista dello sviluppo del mercato del gas via Lng. Leggi tutto:
http://www.affarinternazionali.it/2017/09/mo-oggi-instabile-domani-piu-forse-no/

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