• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

MISURE PER UN PAESE ANCORA SENZA DOMANI.

di Angelo Giubileo

di Angelo Giubileo | 15 Agosto 2011

Il copione politico messo in scena dalla maggioranza di governo durante il primo e secondo atto della recente crisi finanziaria, su scala globale, dell’attuale sistema capitalistico può essere così evidenziato: nel giro di qualche mese siamo passati dall’idea che la crisi finanziaria non avrebbe intaccato più di tanto la solidità economica del paese all’idea che durante la stessa l’intervento del governo era in effetti bastato a garantire la stabilità dell’intero sistema economico; e ancora, nel giro stavolta di poche settimane, dall’idea che l’attacco della “speculazione internazionale” (!?) avrebbe colpito i paesi deboli dell’area euro (PIGS) con esclusione dell’Italia all’idea che contro la stessa speculazione sarebbe bastato approvare una manovra di bilancio con gli effetti spostati all’indomani delle elezioni politiche del 2013. Ma, è stato a questo punto che, ad evitare la nostra tragedia, l’intervento della UE è servito a smascherare la farsa della recitazione, nella quale ciascuno ha svolto (e purtroppo sembra voglia continuare a svolgere) la propria parte.
La manovra con decreto legge, approvata e firmata per misure d’importo stimate pari a 45,5 miliardi, ha l’obiettivo di garantire il pareggio nel 2013 dall’attuale deficit di bilancio (4% circa del PIL). Si tratta quindi di una manovra necessariamente di emergenza causata innanzitutto dal continuo e costante accrescimento del peso del nostro debito pubblico (120% circa del PIL).
Tanto premesso, il direttore Macaluso sulle colonne de Il Riformista ancora una volta ha efficacemente rappresentato la situazione in atto già da qualche tempo, sostenendo che “l’Italia (rappresenta l’immagine di un paese) senza domani”. Quel domani che in un sistema capitalistico è costruito dalla crescita e misurato dall’indice appunto di crescita (o incremento) del PIL. E pertanto sembrerebbe a dir poco scontato che, se il sistema economico-finanziario del paese mostra in effetti evidenti segnali di cedimento, occorrerebbe pensare piuttosto non solo a misure di emergenza ma anche e nell’immediato a misure di garanzia e sviluppo a favore soprattutto delle generazioni che seguiranno.
Ad una prima lettura, l’ultimo decreto di manovra non contiene viceversa alcuna misura sostanziale che possa operare nella direzione ora auspicata. In aggiunta, la manovra oltre che scontare il no secco dell’opposizione, pur se in forme e toni diversi, è chiaramente frutto di un diffuso e ancora confuso compromesso realizzato tra le forze di governo, e quindi non risponde ad un disegno unitario: chissà cosa ne penseranno ancora i mercati!
Di confuso, c’è l’anticipo sulla delega in materia di assistenza, ma ancora di più l’annunciato programma di privatizzazioni e in particolare liberalizzazioni delle società municipalizzate (circa 5 milioni) e l’ancor più annunciato programma di riduzione degli incarichi di rappresentanza politica nazionale e di governo delle amministrazioni locali, tra province e comuni a basso o pressocchè zero impatto di spesa. In ambito di settore, la controproposta del Pd, quanto a confusione, non sembra essere affatto da meno: “dimezzamento del numero dei parlamentari” a seguito di immediata discussione (!?) parlamentare, “snellimento degli organi di regioni province e comuni, dimezzamento o più delle province (brusco ravvedimento!), dimezzamento delle società pubbliche, centralizzazione (!?) e controllo stretto per l’acquisto di beni e servizi nella pubblica amministrazione”. Il tutto, realizzato secondo il dichiarato principio di essere “contro la privatizzazione forzata, ma non contro le gare e le liberalizzazioni dei servizi pubblici locali”; tradotto, significa continuare esattamente così come fatto finora, acquisendo e mantenendo il potere locale attraverso il sistema delle municipalizzate: tanto per fare un esempio, solo nella media città di Salerno (150.000 abitanti ca.), di municipalizzate se ne contano all’incirca diciassette e tutte in maggiore o minore disavanzo di spesa!
Di certo, in manovra c’è un contributo di solidarietà che colpisce da subito e per il prossimo triennio i redditi superiori a 90.000 euro, tranne che per i lavoratori autonomi. Nella controproposta del Pd c’è viceversa “un prelievo straordinario una tantum sull’ammontare dei capitali esportati illegalmente e scudati” e tant’è “in modo da perequare il prelievo su questi cespiti alla armonizzazione della tassazione sulle rendite finanziarie al 20 per cento”. Eppure, proprio in pochi hanno avuto a che dire sull’adozione di questa misura, da tempo in discussione già a livello europeo, e finalmente prevista da noi al fine principale di spostare la misura complessiva della tassazione dal reddito di lavoro al reddito di capitale. E invece, per quanto concerne questo argomento, nulla di tutto questo è presente nella proposta del Pd; niente neanche a proposito della scelta del governo di introdurre la retroattività dei nuovi contratti aziendali che possono derogare alla disciplina dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori in tema di riorganizzazione e licenziamenti. Piuttosto, soltanto un generico richiamo all’“intervento sul Tfr dei dipendenti pubblici (che) non porta efficienza, ma rappresenta un peso sui ceti medi e bassi”; e, invece, per i lavoratori precari soprattutto giovani costituisce in misura ben più grave una sottrazione del maggiore onere di ammortizzazione sociale.
Rispetto alla proposta del Pd meriterebbe invece di essere incoraggiata la petizione di principio relativa a “un piano quinquennale di dismissioni di immobili pubblici in partenariato con gli enti locali (obiettivo minimo 25 miliardi di euro)”. In proposito, nulla è detto nella proposta del governo.
Per entrambe le parti, rimane l’indicazione di principio di combattere l’evasione, ma sembra in effetti poca cosa farlo attraverso il sistema della tracciabilità dei pagamenti, previsti, rispettivamente, superiori a 1.000 o 2.500 euro. A tal fine, sarebbe piuttosto auspicabile un maggiore coordinamento di forze e controllo sul territorio.
Infine, tralasciando l’impatto minimo di spesa di altre misure secondarie, il capitolo sulle pensioni. Niente è detto in proposito dal Pd, quasi nulla per imposizione della Lega dal governo. Eppure, in funzione del mantenimento del patto generazionale e a fronte di maggiori risparmi da investire per i giovani, sarebbe stato opportuno prevedere per tutti i lavoratori: l’immediata introduzione del sistema di calcolo della pensione di tipo contributivo e “pro rata”, l’innalzamento flessibile dell’età di pensionamento per anzianità, misure di implementazione e sostegno al sistema di previdenza complementare. Si tratta di misure, quest’ultime, attese da più di quindici anni!

Angelo Giubileo

Pubblicato in : Primo piano

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti